5 mostre fotografiche a New York nonostante la pandemia

Oltreoceano è un momento fortunato per la fotografia, nonostante il fosco periodo in cui viviamo. Ecco cinque mostre newyorkesi dedicate all’arte dello scatto.

In questo strano autunno in cui la cultura tenta di ripartire tra mille incertezze, sembra che la fotografia stia conoscendo un momento di fortuna. Sarà forse anche perché allestire una mostra fotografica ha tempi più brevi rispetto alle mostre d’arte e, con il rischio di dover chiudere sempre dietro l’angolo, è una scelta più sicura per musei e gallerie. A New York in questi mesi sono tante le mostre fotografiche. Ne abbiamo scelte cinque tra racconto della realtà, reinterpretazione ed evasione.

Maurita Cardone

1. WORKING TOGETHER: THE PHOTOGRAPHERS OF THE KAMOINGE WORKSHOP ‒ WHITNEY MUSEUM

Anthony Barboza, Kamoinge Members, 1973. Whitney Museum of American Art, New York © Anthony Barboza

C’è tutto il fermento degli Anni Sessanta nella mostra che il Whitney Museum dedica al Kamoinge Workshop, un collettivo di fotografi neri fondato a New York nel 1963. E c’è tutto il conflitto interiore di un movimento creativo che, da una parte, sentiva il bisogno e il dovere di rappresentare il punto di vista di un gruppo etnico che in quegli anni rivendicava la proprio cultura e i propri diritti, dall’altra si rifiutava di farsi imbrigliare in categorie troppo rigide. La mostra raccoglie circa 150 fotografie scattate dai primi membri di questo collettivo il cui nome è preso a prestito dalla lingua gikuyu e indica un “gruppo di persone che agiscono insieme”. Il gruppo si incontrava regolarmente per discutere gli uni il lavoro degli altri e condividere riflessioni estetiche e sociali sul ruolo della fotografia e sul suo potere come forma d’arte. Le opere in mostra testimoniano l’autonomia e unicità di ognuno dei componenti del collettivo e, viste oggi, aprono importanti prospettive sulla riappropriazione della rappresentazione della comunità nera.

New York // fino al 28 marzo 2021
Working Together: The Photographers of the Kamoinge Workshop
WHITNEY MUSEUM OF AMERICAN ART
99 Gansevoort Street
https://whitney.org

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2. COVID NEW YORK: FIVE ICP ALUMNI ‒ INTERNATIONAL CENTER OF PHOTOGRAPHY

Covid New York Five ICP Alumni. Installation view at ICP, New York 2020. Photo Maurita Cardone

A marzo, mentre l’emergenza Covid esplodeva in tutto il mondo, l’International Center of Photography ha commissionato a cinque dei suoi ex alunni di raccontare New York quando la città era l’epicentro mondiale della pandemia. I fotografi selezionati, Yuki Iwamura, Sarah Blesener, Jeenah Moon, Gaia Squarci e Jeff Mermelstein, hanno scelto stili e approcci molto diversi, confrontandosi anche con le difficoltà dovute alle tante restrizioni del periodo di lockdown. Quando a ottobre il museo dell’ICP ha riaperto, i progetti sono stati raccolti in una mostra composta da reportage, racconti autobiografici, street photography e lavori di fiction. L’italiana Gaia Squarci ha scelto un approccio estremamente personale e intimo, componendo un delicato diario della pandemia fatto di immagini e parole, in grado di evocare emozioni che la crisi collettiva ha reso universali. In mostra nelle stanze del museo ci sono anche le immagini di #ICPConcerned: Global Images for Global Crisis, una raccolta delle centinaia di immagini inviate da oltre 60 Paesi in risposta alla campagna social con cui il centro ha chiesto alla comunità di condividere foto della propria esperienza con gli eventi drammatici del 2020.

New York // fino al 3 gennaio 2021
Covid New York: Five ICP Alumni
ICP
79 Essex Street
https://www.icp.org

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3. ANDRES SERRANO. INFAMOUS – FOTOGRAFISKA

Andres Serrano. Infamous. Installation view at Fotografiska, New York 2020. Photo Charles Benton

Il fotografo newyorchese mette insieme una serie di immagini che compongono una collezione dei piccoli razzismi quotidiani che costellano la società americana nella forma di rappresentazioni derogatorie e svilenti o simboli di odio. La mostra vuole essere “un’esplorazione visiva della lunga storia del razzismo profondamente radicato negli Stati Uniti”, come si legge nel testo introduttivo.
Gli oggetti fotografati sono cimeli di una cultura che fino a non molti decenni fa non si faceva problemi a ridicolizzare e disumanizzare i neri. L’estrema cura estetica con cui Andres Serrano fotografa questa collezione di oggetti vintage (prevalentemente trovati online) li trasforma in reliquie, costringendo lo spettatore a scomporre quell’estetica in cerca del significato. Seppure molto ben allestita (o forse anche perché troppo ben allestita), la mostra lascia tuttavia un poco freddi e si fatica a trovare una narrazione dietro la giustapposizione di bandiere americane, svastiche, illustrazioni e oggetti decorati con rappresentazioni caricaturali di persone di colore. Resta comunque una mostra da vedere per ricordarsi (qualora ce ne fosse bisogno) che certi fantasmi infestano ancora la società americana.

New York // fino al 14 marzo 2021
Andres Serrano. Infamous
FOTOGRAFISKA
281 Park Avenue South at 22nd Street
https://www.fotografiska.com/nyc

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4. LUIGI GHIRRI: THE IDEA OF BUILDING ‒ MATTHEW MARKS GALLERY

Luigi Ghirri. The Idea of Building. Installation view at Matthew Marks Gallery, New York 2020. Photo Maurita Cardone

A Luigi Ghirri la Matthew Marks Gallery dedica una bella mostra curata dall’artista Matt Connors: 29 stampe vintage, alcune delle quali mai esposte, oltre a una selezione di libri ed altri reperti dell’archivio personale del fotografo italiano.
Il titolo allude a una frase scritta dalla moglie di Ghirri che spiegava come il marito fosse affascinato dagli oggetti fatti a mano. Nel testo che accompagna la mostra, Connors riprende questo concetto: “Per me, come pittore, le fotografie di Luigi Ghirri sono costruite piuttosto che composte, sono cose piuttosto che immagini”. La selezione di stampe qui esposte illustra la predilezione del fotografo per forme, linee, superfici e oggetti che nelle sue fotografie si combinano creando realtà alternative, a volte ingannevoli quasi come illusioni ottiche o come fotomontaggi che ci invitano a guardare il mondo in modi nuovi e inaspettati. Un’Italia che non c’è più compare qua e là aggiungendo al tutto un tocco di delicata nostalgia.

New York // fino al 19 dicembre 2020
Luigi Ghirri. The Idea of Building
MATTHEW MARKS GALLERY
523 West 24 Street
www.matthewmarks.com

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5. KURT MARKUS: A LIFE IN PHOTOGRAPHY ‒ STALEY WISE GALLERY

Kurt Markus. A Life in Photography. Installation view at Staley Wise Gallery, New York 2020. Photo Maurita Cardone

Dai paesaggi della Monument Valley ai nudi femminili, dai cowboy del Montana fino a famosi musicisti, non c’è niente che questo fotografo americano non sia riuscito a ritrarre con uno stile che mescola costruzione e spontaneità, composizione e realtà, riuscendo a far trasparire emozioni anche nelle immagini più commerciali.  Questa mostra è un omaggio alla sua prolifica carriera e offre un’esplorazione tra alcuni dei suoi temi e soggetti preferiti, come i pugili, i cowboy, lo Yemen. Nelle sue foto di paesaggio c’è la grandezza e il mistero della natura e degli spazi aperti, nei suoi ritratti c’è la forza di un corpo, la dignità di uno sguardo, la vulnerabilità di un gesto. Fotografo di moda e di viaggio Kurt Markus realizza immagini che sono prima di tutto belle, estetiche, ma nelle espressioni che riesce a cogliere sui volti dei suoi soggetti, così come nelle linee, nelle luci e nelle ombre che cattura nei paesaggi, emergono tratti di verità che vanno ben oltre l’estetica.

New York // fino al 16 gennaio 2021
Kurt Markus. A Life in Photography
STALEY WISE GALLERY
100 Crosby Street
www.staleywise.com

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Dati correlati
AutoriAndres Serrano, Luigi Ghirri
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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.