Beatrix Ruf lascia lo Stedelijk Museum di Amsterdam dopo le accuse di conflitto di interesse

Stando a un’indagine condotta da due giornalisti olandesi, l’ex direttrice dello Stedelijk gestirebbe una società di consulenza artistica registrata in Svizzera, oltre ad aver condotto in maniera poco “trasparente” alcune trattative con i principali donatori del museo

Beatrix Ruf
Beatrix Ruf

Sospetti, indagini, insinuazioni, accuse. Sicuramente non sono giornate tranquille per Beatrix Ruf (Singen, 1960), personaggio tra i più influenti dell’art system internazionale che nel 2014 succedeva ad Ann Goldstein nella direzione dello Stedelijk Museum di Amsterdam. Risale a qualche giorno fa infatti l’annuncio delle dimissioni di Ruf dalla carica ricoperta presso la prestigiosa istituzione museale. Il motivo? Le accuse – o come sono state definite da Ruf, le “congetture” – di conflitto di interesse tra la sua carica di direttore e le attività di consulenza artistica da lei svolte privatamente, oltre alla mancanza di trasparenza nelle trattative con i principali donatori del museo.

DALLO STAR SYSTEM DELL’ARTE ALLE ACCUSE DELLA STAMPA OLANDESE

Presenza fissa nella Power Top 100 di Art Review, la classifica delle personalità più influenti del mondo dell’arte, Beatrix Ruf ha guidato lo Stedelijk Museum per tre anni, dopo aver diretto per tredici anni la Kunsthalle di Zurigo. Inoltre Ruf vanta collaborazioni con il Centre Pompidou di Parigi, la Tate Liverpool, il Ludwig Museum di Colonia, il Van Abbemuseum di Eindhoven e il Moderna Museet di Stoccolma, per non parlare della terza edizione della Tate Triennial a Londra (2006) e della Yokohama Triennial (2008), tutte kermesse in cui Ruf ha ricoperto il ruolo di curatore. Un background ineccepibile e di altissimo livello, che però non ha intimorito Daan van Lent e Arjen Ribbens, due giornalisti olandesi che, incuriositi dalle dinamiche di una donazione ricevuta dallo Stedelijk Museum, durante le loro indagini hanno scoperto ulteriori dettagli riguardanti proprio il ruolo e le attività di Beatrix Ruf.

LE DONAZIONI “ACQUISTATE” DAL MUSEO

In un’inchiesta pubblicata sul giornale olandese NRC, van Lent e Ribbens hanno esaminato una donazione fatta al museo di 600 opere – tra le quali spiccano nomi di artisti del calibro di Wolfgang Tillmans, Lucy McKenzie e Cosima Von Bonin – da parte del collega tedesco Thomas Borgmann. Il donatore, inoltre, avrebbe dovuto prestare a lungo termine un gruppo di 10 opere di grandi dimensioni di Isa Genzken e Martin Kippenberger. Ma i giornalisti hanno scoperto che la donazione, in realtà, nascondeva anche un acquisto: un contratto prevedeva infatti l’acquisizione, da parte del museo, di sei opere realizzate dall’artista tedesco Michael Krebber di proprietà di Thomas Borgmann. Oltre a ciò, i giornalisti affermano che le donazioni e le mostre organizzate dal museo coinvolgono artisti e gallerie con cui Beatrix Ruf ha intrattenuto rapporti di lavoro durante la sua carriera.

LA SOCIETÀ DI CONSULENZA PRIVATA DI BEATRIX RUF

Ma il dato più interessante che emerge dalle indagini è senza dubbio legato alle attività collaterali svolte da Beatrix Ruf durante gli anni di direzione dello Stedelijk: il giornale infatti ha scoperto che l’ormai ex direttrice gestisce un’attività di consulenza privata registrata in Svizzera. Società che solo nel 2015 avrebbe fatturato più di 400mila euro e il cui nome non comparirebbe nell’elenco delle attività esterne che Ruf ha inserito nella relazione annuale del museo. A fronte di questa indagine, il museo si è “distanziato dal contenuto” dell’inchiesta condotta da NRC, perché “non si vede riflesso nell’immagine mostrata dagli articoli”. Nonostante la presa di posizione del museo, Beatrix Ruf ha annunciato le sue dimissioni per salvaguardare, in prima istanza, proprio gli interessi dell’istituzione: “Posiziono gli interessi di questa istituzione eccezionale al primo posto, al di sopra delle mie preoccupazioni individuali”, ha dichiarato Ruf. “Ritengo che sia opportuno per me abbandonare l’incarico. Auguro al museo ogni successo perché è questo che meritano lo Stedelijk, il suo staff eccezionale, i visitatori e i sostenitori”. In attesa di conoscere il nome di chi sostituirà Ruf nella direzione dello Stedelijk, intanto è stato nominato come Amministratore Delegato temporaneo Jan Willem Sieburgh, già AD presso il Rijksmuseum di Amsterdam dal 2001 al 2010, direttore del Tropenmuseum tra il 2013 e il 2014 e recentemente del Wereldmuseum di Rotterdam.

– Desirée Maida

www.stedelijk.nl

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.