Blitz ad Amsterdam per il nuovo Stedelijk Museum. In attesa dell’apertura di domenica, photogallery in anteprima dei capolavori della collezione e della nuova, modernissima architettura

L’attesa in città è forte, non solo nell’ambiente artistico: la riapertura dello Stedelijk Museum è l’avvenimento più importante dell’autunno ad Amsterdam. Domenica lo storico museo riaprirà al pubblico, con un nuovo, modernissimo edificio che si innesta su quello storico. L’abbiamo visitato in anteprima, e possiamo dire che l’attesa è giustificata dal risultato: sono davvero notevoli sia l’architettura sia il nuovo […]

L’attesa in città è forte, non solo nell’ambiente artistico: la riapertura dello Stedelijk Museum è l’avvenimento più importante dell’autunno ad Amsterdam. Domenica lo storico museo riaprirà al pubblico, con un nuovo, modernissimo edificio che si innesta su quello storico. L’abbiamo visitato in anteprima, e possiamo dire che l’attesa è giustificata dal risultato: sono davvero notevoli sia l’architettura sia il nuovo allestimento della collezione, ricco di capolavori imprescindibili ma anche di scelte coraggiose e originali intuizioni critiche.
Una sezione è dedicata al design, un’altra all’arte dalla fine dell’Ottocento al 1950, l’ultima all’arte dal 1950 ad oggi. La mostra inaugurale è Beyond imagination, con opere di artisti contemporanei olandesi o che in Olanda hanno studiato o lavorato. Potete farvi un’idea in anteprima con la nostra galleria fotografica, in attesa di una recensione approfondita e di una panoramica su Amsterdam.

Stefano Castelli

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.