11 progetti di arte urbana tra ambiente, architettura, responsabilità in corso in Italia

Da Torino alle Marche fino alla Puglia e Reggio Calabria abbiamo selezionato 11 progetti in corso che portano le arti visive nello spazio pubblico. Per rigenerare, riqualificare, riappropriarsi del territorio e creare senso di comunità

Come far riavvicinare (con le dovute cautele) la collettività all’arte e al territorio? Ci pensa l’arte urbana. Borghi, paesi e città disseminati per l’Italia diventano le nuove mete da esplorare: qui le antiche bellezze storico-artistiche si uniscono alle visioni avanguardistiche degli artisti contemporanei, ma anche a tematiche di carattere politico sociale. Tanti sono gli esempi di cui vi abbiamo già parlato in tal senso, come la mostra ecosostenibile e itinerante che racconta Mantova , le nuove installazioni di Nannucci e Prieto al parco di CityLife a Milano, come anche i pavimenti multicolore di Elisa Vladilo al Porto Vecchio di Trieste, e così via. Oggi vi proponiamo una lista delle operazioni già avviate e che stanno prendendo vita nella Penisola negli ultimi mesi. 

Valentina Muzi

1. OPERA DI EDOARDO TRESOLDI A REGGIO CALABRIA 

Edoardo Tresoldi, Opera original drawing © Edoardo Tresoldi

Inaugurata il 12 e 13 settembre, Opera di Edoardo Tresoldi sul lungomare Falcomatà di Reggio Calabria è la nuova installazione permanente di arte pubblica che intende celebrare la relazione empatica tra ambiente e uomo, giocando con il linguaggio architettonico classico e la trasparenza della Materia Assente. Ad incorniciare il lavoro dell’artista ci sono stati una serie di eventi tra musica, performance e poesia. Per quanto riguarda la componente sonora, la firma è stata quella del musicista e compositore Teho Teardo che, seguendo un disegno articolato, accompagna l’Opera e il sito nelle diverse parti della giornata (mattino, tramonto e notte).  

2. NO AGENZY, UN PROGETTO PER PRATO

quartiere Soccorso a Prato, ph. Giacomo Zaganelli

Porsi delle domande a proposito delle potenzialità offerte oggi dalla figura dell’artista nei confronti di una comunità, o di un più ampio pensiero di utilità sociale, è giusto e necessario. Cosa fare allora? Sicuramente la collaborazione con il territorio, le imprese, le scuole e le istituzioni diventa vitale per rendere tangibile il cambio di rotta che si vuole attuare. Ecco, questi sono i temi sui quali si è discusso nell’incontro avutosi nella Officina Giovani a Prato, dove sono intervenuti l’artista Giacomo Zaganelli, curatore dell’evento e ideatore del progetto No AgenZy, moderato dalla curatrice Stefania Rinaldi e accompagnato da ospiti importanti come l’Assessore alla Cultura del Comune di Prato, Simone Mangani, e la direttrice del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci Cristiana Perrella. Possiamo parlare di una prima fase che però intende gettare delle solide basi per un progetto a lungo raggio, con il quale CUT – Circuito Urbano Temporaneo ha visto la sua premiazione nel bando indetto dalla Regione Toscana sulla rigenerazione urbana a base culturale.

3. IL PONTE DI FABRIZIO BELLOMO PER MANDURINO WEISS & TRENTO DINOI 

Il Ponte, Fabrizio Bellomo 2020, documentazione performance, agosto 2020, Manduria, ph. di Ch. Mantuano

Con l’opera dell’artista pugliese Fabrizio Bellomo (Bari, 1982) il “ponte” diventa un vero e proprio anello di congiunzione che annulla le barriere spazio-temporali lasciando emergere nella memoria degli abitanti di Manduria, e dei suoi visitatori, un particolare episodio storico risalente alla Prima Guerra Mondiale. Era il 1916 e, nel piccolo comune tarantino, venne alla luce un profugo trentino battezzato dai suoi genitori Mandurino Vittorio Emanuele Weiss, in segno di riconoscenza nei confronti del territorio di accoglienza. Un altro bambino di origini locali invece venne chiamato Trentino Dinoi, per vicinanza e affetto. La storia e i suoi sviluppi è stata descritta da Francesco Altamura nel libro “Dalle Dolomiti alle Murge, profughi trentini della Grande Guerra”. Riprendendo stralci di un tempo passato ma dai significati attuali, Bellomo ha messo in scena una performance affinché potesse lasciare un “segno”. Come? L’artista ha usato il proprio corpo come parte dell’arredo urbano per sorreggere una segnaletica stradale informale a memoria dei due bambini. Tutto qui? No. Per dare concretezza al gesto è stata fatta domanda al Comune di Manduria, con richiesta protocollata, per erigere la targa in memoria dei due protagonisti il Mandurino Weiss e il Trento Dinoi, oltre che la stessa cittadina di Manduria, suggerendo tre punti del Comune di papabile intitolazione: uno dei due cavalcavia presenti sulla circonvallazione esterna della cittadina, il ponte sul fiume Chidro – presente nella frazione di San Pietro in Bevagna.  L’intervento è stato realizzato nell’ambito del progetto “C’è tempo per le nespole. Nuove narrazioni dalla Grande Guerra”, promosso dall’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del MiBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il progetto è curato dal team composto da Francesca Fabiani, Chiara Capodici, Alessandro Coco, Peter Lang, Francesca Lazzarini.

4. IL QUARTO MANIFESTO PER OPERA VIVA A TORINO

FLASHBACK Noura Tafeche Trionfo di Bacco e Arianna

In un’estate sospesa tra riflessioni e attese ecco che ad animare piazza Bottesini in Barriera di Milano a Torino c’è il quarto manifesto di Opera Viva Barriera di Milano – progetto ideato dall’artista Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro-, firmato dall’artista Noura Tafeche. Ciò che ha contraddistinto l’edizione 2020 di Flashback, l’arte è tutta contemporaneaè la tematica del gioco, Ludens appunto,che trae ispirazione dal racconto di fantascienza La variante dell’Unicornodi Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga. Insomma, il gioco è inteso come un approccio umoristico e creativo per affrontare la vita e che, nell’opera di Tafeche, si trasforma in un tripudio di colori. “Bacco e Arianna”così si intitola il manifesto, che rimarrà affisso fino al 27 settembre 2020, l’artista declina il dettaglio realizzato da Annibale Carracci, in un linguaggio contemporaneo. “(…) Tutte le miniature raffigurate, che si contendono l’attenzione dell’osservatore, rappresentano altrettanti portali che immettono in realtà dipendenti e interdipendenti” dichiara l’artista.  “Il Trionfo di Bacco e Arianna copre un arco eclettico di riferimenti: da sistemi di scrittura sommersi a lotte radicali, da antichi racconti a note estetiche e citazioni visive da artisti contemporanei che servono da connessioni ipertestuali per approfondire una storia”.

http://www.flashback.to.it/it/homepage/   

5. FLUMEN. I FIUMI DI ROMA SECONDO ANDRECO

Flumen. Climate Actions per i parchi e i fiumi a Roma tra Arte e Scienza

I fiumi di Roma si fanno protagonisti di un grande progetto che unisce arte, ambiente e scienza con l’artista e ingegnere Andreco. Quest’ultimo insieme all’associazione culturale Climate Art Project è vincitore dell’Avviso Pubblico EUREKA!ROMA 2020-2021-2022 e fa parte del grande palinsesto culturale capitolino ROMARAMA 2020. Flumen si concentra sul Municipio IV di Roma, con un’attenzione particolare sulle aree dell’Aniene, del Tevere e del Parco di Veio. Qui, arte e scienza interagiscono con l’intento di immaginare mondi nuovi, dando maggior responsabilità ai cittadini così da invitare tutti a ripensare un ‘domani’ ecosostenibile. Incontri, esplorazioni, performance, mostre, laboratori coinvolgeranno in una esperienza collettiva grandi e piccoli, portandoli alla scoperta dell’ecosistema fluviale che caratterizza la città. Non solo, sabato 19 settembre dalle 10 alle 15.30 sarà organizzata una visita guidata all’interno del Parco di Veio a cura dell’Associazione Climate Art Project e di CSA – Semi di Comunità. Nel suo primo anno di vita il progetto si dedicherà alla raccolta dei dati, all’analisi e al monitoraggio delle acque e dei terreni, successivamente si adopererà per la bonifica e la riqualificazione delle aree. Infine, si riscopriranno le buone pratiche agroforestale, in una dimensione che guarda al futuro e soprattutto alle generazioni che verranno. 

6. LA STAZIONE DI SESTO SAN GIOVANNI A MILANO

Stazione, SS.Giovanni, credits Ottavio Di Blasi and Partners, (crediti Ottavio Di Blasi & Partners)

All’interno dell’ampio ventaglio di interventi di riqualificazione delle ex-aree Falck si inserisce anche la nuova stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni. Un progetto di matrice urbanistica che prevede un ponte pedonale che unisce i due lati della città, attualmente separati dalla ferrovia. L’idea del nuovo volto della stazione è nata da Renzo Piano Building Workshop e Ottavio Di Blasi & Partners (che ha sviluppato il Progetto Preliminare, Definitivo ed Esecutivo) insieme alla collaborazione con la società di ingegneria SCE Project. Qual è la particolarità? Stiamo parlando di un semplice ponte? No. L’architettura intende riprendere in chiave contemporanea l’immagine delle grandi stazioni ferroviarie, utilizzando strutture metalliche e vetro, con il grande tetto – elemento che contraddistingue il progetto- che volasopra il tratto pedonale. Non solo, questa operazione sarà resa viva e dinamica da una serie di servizi messi a disposizione del pubblico, nonché creerà un punto di accesso al Parco e alla futura Città della Salute. 

www.odb.it

7. PROSSIMA APERTURA AD APRILIA

Oasi Prossima Apertura Aprilia (LT)

Si tratta del progetto di riqualificazione “Prossima Apertura” nel quartiere Toscanini di Aprilia in provincia di Latina, con oltre 8.600 metri quadrati che si estendono per i due assi principali interni del quartiere. La varietà del team ha reso dinamico il progetto grazie anche al coinvolgimento di artisti e fotografi, come il vincitore del World Press Photo, Alessandro Imbriaco e il graphic artist Rub Kandy. Quest’ultimo ha organizzato anche un laboratorio “Paint’n’Play” sui ballatoi che affacciano sul cantiere aperto e, utilizzando gli effetti di illusione ottica, ha invitato grandi e piccoli a visitare lo spazio e a riappropriarsene in modo ludico. Durante tutto il processo di “Prossima Apertura”, Imbriaco, da tempo impegnato sulle tematiche dell’abitare, ha ideato un progetto fotografico negli spazi in collaborazione con gli abitanti del quartiere. Nella prima fase del lavoro ha scattato dei ritratti di gruppo, poi insieme a NOEO ha sviluppato la ricerca Oratio, ovvero ogni scatto è diventato una piccola edizione speciale, a tiratura del numero di persone ritratte, più uno. Le foto sono state restituite a ognuno dei partecipanti, creando un’occasione di incontro e intervista con gli psicologi sociali, mentre alle pareti dei ballatoi sono stati affissi alcuni scatti. Con l’inaugurazione della prima piazza, all’inizio di luglio 2020 si attiveranno nuovi workshop a cura di Orizzontale, mentre in adiacenza proseguirà il cantiere che porterà al prossimo completamento del sistema di spazi pubblici.

https://www.facebook.com/prossimaperturaprilia/ 

8. IL DUO ARTISTICO ROBOCOOP A VILLA ALDOBRANDINI

Villa Aldobrandini ROBOCOOP © 2020

Guardare al passato e rivisitarlo, questa è la base su cui hanno lavorato il duo artistico ROBOCOOP. L’opera di arte urbana, totalmente ecosostenibile, fa riferimento ad una serie di manifestiaffissi alle tamponature in legno presenti nei giardini di Villa Aldobrandini, sul Padiglione Nord Ovest. Gli artisti, partendo da degli studi sulla Villa e sulle diverse trasformazioni che l’edificio ha apportato negli anni, hanno rivisitato le fonti storiche attraverso un approccio visionario sospeso tra evocazioni rinascimentali, barocche e contaminazioni con il patrimonio otto-novecentesco di Rione Monti. Insomma, cosa ci aspettiamo di vedere attraverso questi manifesti? Aperture. Veri e proprio affacci immaginari dagli spazi prospettici illusori, in cui le tracce del passato coesistono con accesi cromatismi che rimandano ad esempi architettonici moderni. Ma come possiamo intendere o concepire un ambiente urbano senza la componente umana? Ecco che ROBOCOOP stupisce annettendo nei due manifesti laterali dell’edificio “Bacco e Arianna”, gli stessi protagonisti nell’omonimo quadro di Tiziano (attualmente alla National Gallery di Londra e un tempo una delle opere più importanti della Collezione Aldobrandini). Una modalità creativa, riflessiva e comparativa si evince dai manifesti esposti e visibili fino al 4 ottobre 2020. 

9. PROSPETTIVE. VISIONI DI UNA CITTÀ A CURA DI ADIACENZE 

Prospettive. Visioni nella città tra memoria e futuro, a cura di ADIACENZE

La Corte d’Onore della Rocca Rangoni, il Comune di Spilamberto ha presentato al pubblico Prospettive. Visioni nella città tra memoria e futuro, progetto artistico culturale ideato insieme ai Comuni emiliano romagnoli di Calderara di Reno (BO) e Cotignola (RA), e sotto la guida curatoriale dell’Associazione Culturale Adiacenze di Bologna con il contributo della Regione Emilia-Romagna. L’evento espositivo ha visto un precedente coinvolgimento da parte degli artisti protagonisti, Elisa Muliere e Giulio Zanet, con una residenza-studio in quel di Rocca Rangoni nel mese di luglio. Ad oggi il progetto si è concretizzato in una mostra diffusa sul territorio attraverso manifesti e, al contempo, raccolta nei suggestivi locali dei Magazzini della Rocca. Come si evince dal titolo il lavoro di entrambi si è mosso su un doppio binario concettuale, il primo di tipo narrativo e dedicato alla storia di Spilamberto, il secondo su una vera propria riflessione sul presente e sul futuro della città. L’interazione con i locali è stato fondamentale per scoprire storie, arti e mestieri che hanno poi visto una rielaborazione nei manifesti dislocati in punti strategici della città. “Avanti e indietro passeggiamo, tendiamo le fila del mondo che verrà”è la frase di Muliere e Zanet che unisce idealmente la passeggiata tra Rocca Rangoni e il Torrione. Un aforisma che grazie alla collaborazione con gli abitanti, e del coro multietnico locale, è stato tradotto in dialetto spilambertese e nelle lingue delle varie etnie che coabitano in città. Infine, all’interno dei Magazzini della Rocca è possibile vedere i manifesti stampati su forex che, al termine della mostra, verranno posti permanentemente nei luoghi ai quali si sono ispirati.

10. IL MURALES GIGANTE DI JORIT PER ROSA PARKS

Rosa Parks, Jorit Napoli

In uno spiazzale nei pressi di un’officina di treni per pendolari in quel di Napoli, nella Stazione di Circumflegrea, l’opera dell’artista Jorit padroneggia nei suoi 1500 metri quadrati. Un ritratto in bianco e nero di tre quarti, composto e di profilo. Una donna dai tratti eleganti e fieri, sono quelli della famosa attivista afroamericana Rosa Parks, godibili nella loro interezza solo dall’alto. Ma, perché proprio Rosa Parks? “Ho scelto Rosa Parks perchè penso che in questo momento storico la sua figura sia di grande importanza; quando parlo di momento storico mi riferisco alle enormi mobilitazioni che sono partite negli USA e che continuano ad esserci. L’idea dell’opera è mia e sono contento di aver avuto anche un sopporto postumo dall’eav, l’ente che gestisce la mobilità su ferro nella Regione Campania.”

11. I PLAYGROUND DELLO STREET ARTIST GIULIO VESPRINI

SUPER SPACE Struttura G050 Street Artist Giulio Vesprini Video e Photo Drone Giorgio Tortoni Giorgio Tortoni videomaker

Cosa succede a Sant’Elpidio a Mare e a Fermo nelle Marche? Gli spazi urbani si rifanno il look, lasciando alle spalle un passato sbiadito dal tempo e accendendosi con colori vivi e brillanti. A realizzare queste opere è stato lo street artist Giulio Vesprini. “Durante le settimane di lavoro sulla piastra polivalente ho ascoltato tante storie, molte persone sono passate a vedere i progressi, una su tutte si è soffermata sulla scelta dei colori nata come omaggio geografico alla frazione di Cascinare che guarda il mare dal suo versante ma anche come memoria sportiva per una piccolissima comunità”così parla l’artista riferendosi al periodo di produzione svoltosi a Sant’Elpidio a Mare. E continua “Mai come in questo caso però i colori rosso e blu -che spesso dialogano nelle mie opere- si intersecano in una storia più profonda, nelle radici di un paese dove i ragazzi dell’immediato dopoguerra giocavano con un pallone fatto di stracci. Ho approfondito, sono stato messo in contatto con Nazzareno Lucidi conoscitore della storia sportiva del luogo che, con estrema gentilezza, mi ha fornito alcuni testi (…)”. Mentre, per quanto riguarda l’opera del suo primo Playground per FUM nella città di Fermo, nel cuore del “Parco della Mentuccia”, l’artista ha voluto porre in primo piano l’approccio alla riqualificazione del parco, un punto nevralgico dove far confluire diverse vie: quella della cultura, dello sport e della natura; ritrovando una dimensione armonica dove trovare una nuova connessione con la comunità. 

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.