Riyadh continua a scommettere forte sull’arte pubblica: nei prossimi anni oltre 100 nuove opere installate nella capitale saudita
Il progetto Riyadh Art è nato nel 2019 con l’obiettivo di celebrare lo spazio pubblico della capitale saudita e disegnarne il futuro. La collezione permanente già comprende 75 opere, commissionate ad artisti internazionali e sauditi. Ma il 2026 è l’anno dell’accelerazione, a partire dall’imminente installazione di 12 inedite sculture monumentali, selezionate tramite concorso
Mentre l’area degli Emirati Arabi fa i conti con il necessario riposizionamento internazionale in uno scenario di guerra caratterizzato da fortissima instabilità, l’Arabia Saudita prosegue nel portare avanti la politica culturale che l’ha vista affermarsi, negli ultimi anni, tra i Paesi più dinamici – e munifici – in fatto di committenze artistiche e cantieri pubblici votati alla promozione delle arti (e pensare che nel Paese il Ministero della Cultura è stato istituito solo nel 2019!).

Riyadh Art: l’ambizioso progetto di arte pubblica della capitale saudita
In questo contesto matura ora l’ampliamento della Riyadh Art’s Permanent Collection. Lo scorso febbraio, la rassegna Tuwaiq Sculpture 2026 presentava 25 opere monumentali inedite in pietra e metallo, per celebrare il rinnovamento urbano della capitale saudita. A realizzarle, artisti provenienti da 18 Paesi in collaborazione con maestranze locali: le sculture, installate come un percorso diffuso nello spazio urbano per alcune settimane, sono ora entrate a far parte della collezione permanente di Riyadh Art, tra i progetti (in progress) di arte pubblica più ambiziosi al mondo, a cura della Royal Commission for Riyadh City.
Solo uno degli episodi significativi nel processo di consolidamento di una collezione che oggi riunisce molte opere commissionate e acquisite da artisti sauditi e internazionali – da Anish Kapoor a Giuseppe Penone (al King Abdulaziz Historical Center con In the Balance) e Ugo Rondinone, da Alexander Calder a Jeff Koons, da Zaman Jassim a Mohammed Al Saleem – con l’obiettivo di installarle negli spazi pubblici della città.

Come cresce la collezione di arte pubblica di Riyadh
Nel corso del 2026, già a partire dai prossimi mesi, la collezione crescerà ulteriormente, grazie a 12 nuove installazioni monumentali e site-specific allestite nelle principali arterie cittadine. Selezionati tramite un concorso internazionale (161 le candidature, 70 i progetti che saranno finanziati), tra gli artisti che contribuiranno a questa fase di sviluppo figurano Manal AlDowayan, El Anatsui, Janet Echelman, Anselm Kiefer, Idris Khan e Ryoji Ikeda. Per l’Italia ci saranno Nicola Fucci, con l’opera Beyond, Marino Di Prospero con due opere (Dynamism in Becoming e Lockdown Window), Arianna Palmieri (Motion of Revolution) ed Emanuela Camacci (R-esistere).
Perché l’Arabia Saudita scommette sull’arte pubblica
L’intenzione è quella di arrivare tra il 2026 e i prossimi anni a commissionare 115 nuovi lavori, a fronte delle 75 opere installate finora. Al momento, il progetto Riyadh Art ha già coinvolto un centinaio di artisti internazionali da 47 Paesi e 35 artisti sauditi.
Alla guida del progetto c’è Bader Shenafi, che ha le idee chiare sulle finalità dell’operazione: “L’arte pubblica ha la capacità di raggiungere le persone là dove si trovano. Ogni opera d’arte risponde al modo in cui le persone si muovono in città e gradualmente diventa parte della vita pubblica anziché un intervento isolato”. Entro la fine del 2026, al novero delle opere diffuse in città si aggiungerà anche un nucleo di sculture di Mohammed Al Saleem (1939–1997), figura fondamentale del modernismo saudita. L’artista, già presente in collezione, è stato omaggiato di recente a Desert X AlUla: i lavori esposti, realizzati negli Anni Ottanta, sono stati acquistati e restaurati da Riyadh Art, e presto saranno installati in diverse zone della capitale saudita.
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