La storia e il metodo dei grandi fotografi Bernd & Hilla Becher. In mostra a Bologna 

Fino al 27 settembre i due fotografi tedeschi sono protagonisti al museo MAST dell’esposizione “Bernd & Hilla Becher. History of a Method” che, con 350 fotografie in bianco e nero, divise in 10 sezioni, ne approfondisce l’affascinante ricerca

Bernd e Hilla Becher sono da considerarsi tra i più importanti fotografi della seconda parte del XX Secolo. Figli della grande tradizione della fotografia tedesca che da va da Ernst Haeckel a Karl Blossfeldt a August Sander a Albert Renger Patzsch, hanno dato vita a un’ampia ricerca sugli edifici industriali e abitativi dell’Europa industriale e si sono spinti sino agli Stati Uniti.

La storia di Bernd & Hilla Becher

Il loro operare inizia proprio negli Anni Sessanta, nel momento in cui inizia il declino della fotografia industriale. La formazione di Bernd, nato nel 1931, è di ambito pittorico e decorativo. Viaggia in Italia, a Milano, per arrivare sino a Centuripe, in Sicilia e quindi in Spagna a Calatayud e Barcellona. Tornato in Germania, nel 1957, studia all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, nella classe di grafica di Walter Breker, dove conosce Hilla, formatasi come fotografa tra il 1951 al 1953 nello studio di Walter Eichgrün a Potsdam, nella Germania comunista. Insieme, desiderosi di documentare il mondo industriale, decidono di utilizzare il mezzo che pare loro più consono, la fotografia, quella con il banco ottico. Tra i loro primi lavori la documentazione delle case a graticcio nella regione del Siegerland.

Courtesy Bernd & Hilla Becher Archive
Courtesy Bernd & Hilla Becher Archive

Le “Tipologie” dei Becher, una serie nata negli Anni Sessanta

Dai Sessanta, appunto, danno vita alle Tipologie in blocchi o griglie di immagini. Si tratta di torri di estrazione, torri idriche, torri di raffreddamento, gasometri, bunker per il carbone, altiforni, silos per i cereali. Tutto questo li porta a diventare dei veri e propri punti di riferimento. Nel 1975 sono gli unici europei a partecipare all’imprescindibile mostra New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape, curata da William Jenkins alla George Eastman House di Rochester, a nord dello stato di New York. Gabriele Basilico raccontava spesso come la visita alla loro mostra nella galleria di Massimo Valsecchi a Milano nel 1976, lo avesse segnato nel profondo.

Il metodo operativo di Bernd & Hilla Becher

Il loro metodo operativo è sempre consistito nell’avvicinarsi ai soggetti individuati per gradi, servendosi di mappe, materiali informativi, immagini già esistenti. Nel corso degli anni si sono recati nei diversi luoghi con un furgoncino Volkswagen. Sono partiti da una visione lontana per avvicinarsi sempre più e per creare una catalogazione con le stesse condizioni metereologiche, mai di sole pieno. Hanno raccontato di avere quindi ispezionato i luoghi sempre più da vicino con lunghe passeggiate a piedi. “Non si tratta solo di valutare la distanza adeguata, ma anche di definire, tramite lo schermo di messa a fuoco della macchina fotografica, un’inquadratura orizzontale che consenta di ottenere un’immagine dell’impianto industriale al tempo stesso esteticamente soddisfacente, funzionale e fedele alla realtà”.

Courtesy Bernd & Hilla Becher Archive
Courtesy Bernd & Hilla Becher Archive

Bernd & Hilla Becher: la poetica dello svolgimento

Nel loro corpus di opere perfettamente conservato sono presenti oltre duecento documentazioni di impianti industriali, ciascuna delle quali comprende fino a cinquecento-seicento negativi. Un altro concetto particolarmente importante per la loro poetica è quello di “svolgimento” con il quale si intende una sorta di ritratto all’oggetto fotografico da diverse angolazioni e su più lati, a distanze comparabili.

La classificazione come composizione formale

La loro è una classificazione, interessata al punto di vista formale, delle strutture di edifici che hanno segnato una particolare zona della vecchia Europa tra Germania, Benelux, Francia dell’Ovest, Galles. Bernd Becher ha spiegato nel 2004: “Mentre disponevamo tutto sul pavimento e riflettevamo su possibili combinazioni, abbiamo deciso di concentrarci sulle strutture che si prestavano a farsi fotografare nella loro concretezza, come oggetti tridimensionali. Quando più oggetti con la medesima funzione vengono posti uno accanto all’altro, nasce una tensione dovuta a minime differenze, percepibili solo in un confronto diretto. Operare su tre o quattro file permette di effettuare i confronti in orizzontale, verticale e diagonale. […] In una certa misura, siamo di fronte a una composizione, dunque a qualcosa di non arbitrario”.

Courtesy Bernd & Hilla Becher Archive
Courtesy Bernd & Hilla Becher Archive

L’origine scientifica della metodologia dei Becher

Spiegazione alla quale Hilla ha aggiunto: “Lo stesso vale per la sistematica in biologia, dove i generi animali sono suddivisi in famiglie, specie e sottospecie. Senza questo principio di ordine che abbiamo trasferito agli edifici, avremmo perso la visione d’insieme. Ci siamo limitati a tipologie di edifici che ricorrono in diversi paesi“. Una metodologia, la loro, assai fedele alla realtà, che ha un’origine di matrice scientifica.
Fondamentale anche l’analisi della questione della rappresentazione, della descrizione dei soggetti, dell’indicalità. I loro edifici sono sculture anonime, proprio come quelli del lontano Medioevo. Non ci sono nomi di architetti, di costruttori, il ruolo dell’uomo è solo quello di fruitore in una logica in cui il lavoro è determinante.

Angela Madesani

Bologna // Fino al 27 settembre 2026
Bernd & Hilla Becher. History of a Method
Fondazione MAST, Via Speranza 42
Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Angela Madesani

Angela Madesani

Angela Madesani, storica dell'arte, curatrice indipendente, è docente di Storia dell'Arte contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara. Insegna, inoltre, Storia della Fotografia presso l'Istituto Europeo di Design di Milano e Storia e Critica della Moda contemporanea all'Istituto Secoli di…

Scopri di più