Nel Chianti c’è una cantina che opera dopo opera sta diventando un museo d’arte contemporanea
La Cantina Antinori nel Chianti Classico si dota di una nuova opera permanente pensata dall’artista Armin Linke. Il tempo è la chiave di volta del processo, che mette insieme 600 anni di tradizione di famiglia con le stagioni del vino e il processo nell’arte
A metà strada tra Firenze e Siena, esiste un luogo che racchiude due tradizioni di famiglia che si tramandano da oltre 600 anni, la produzione vinicola e la passione dell’arte contemporanea al suo tempo. È in questo intreccio, e in una cantina di 58.000 mq ospitati nel ventre della collina, secondo un riuscito progetto di Marco Casamonti Archea, che si aggiunge il rispetto per il paesaggio chiantigiano classico che circonda la struttura, con il quale si realizza un’osmosi continua, accompagnata dalle trasparenze delle vetrate che permettono la fusione progressiva tra interno ed esterno. Elementi che permettono alla cantina, che è anche luogo di degustazioni, di itinerari guidati, sede del ristorante Rinuccio 1180 dedicato al capostipite mevievale della famiglia, di essere uno dei luoghi più visitati del territorio, accogliendo un turismo internazionale nell’ordine di decine di migliaia di visitatori l’anno.

L’Antinori Art Project
È all’interno di questa relazione tra arte, vino, cultura e natura che nasce nel 2012 l’Antinori Art Project, raggiungendo nel 2026 dieci grandi commissioni artistiche all’interno della cantina. L’obiettivo? Lo spiega Alessia Antinori, che ha lanciato, con la progettazione della nuova cantina, l’idea di un mecenatismo contemporaneo per questa leggendaria famiglia del vino: “mostrare il nostro legame con il territorio e con l’arte, oltre che con il vino, ovviamente. La nostra famiglia colleziona e commissiona opera da 26 generazioni (il marchio Antinori è affiancato dalla data 1385, anno in cui Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri, ma le prime testimonianze della famiglia risalgono al 1180, ndr). Ho dunque pensato che era molto importante, data la lungimiranza della nostra famiglia per il futuro, rappresentare e mostrare ciò che un giorno sarà il passato”.
Il primo progetto è stato il Sun Clock di Rosa Barba, una sorta di macchina ottica che registra il passare del tempo, attraverso la luce del sole. Il resto è storia, un percorso che si svolge in collaborazione con la curatrice Ilaria Bonacossa. “Ogni anno pensiamo ad una nuova collaborazione, cercando un artista che davvero s’innamori un po’ di questa cantina e della storia della nostra azienda”. Negli anni si susseguono le produzioni site-specific con il tappeto di Elisabetta Benassi, la grande tela che accoglie la mutevolezza del tempo e della natura di Sam Falls, unico artista americano in collezione, le biosfere nella tromba delle scale di Tomas Saraceno, l’interpretazione della lunetta di Giovanni Della Robbia, La resurrezione di Cristo commissionata dagli Antinori nel XVI Secolo e oggi in una collezione americana da parte di Stefano Arienti, tra le altre.
L’opera di Armin Linke per Antinori Art Project
La primavera del 2026 si apre con il lavoro Armin Linke (Milano, 1966), nato dal dialogo costante tra l’artista e i professionisti della cantina Antinori. Un artista “prismatico”, che è stato in grado di fare proprio il processo del vino, seguendo tutti i momenti fondamentali delle stagioni e della produzione, realizzando oltre 3000 fotografie. Da una selezione pensata di queste è nato il progetto Sampling the Vineyards, che ha saputo, secondo Antinori “mostrare il lato umano del nostro settore e soprattutto della nostra famiglia”. L’aspetto scientifico della produzione del vino, le tempistiche, la storia dell’archivio: con lo sguardo che lo contraddistingue, che fonde lo still life con l’architettura, la poesia con la tecnica, Linke crea un racconto per immagini che restituisce un ritratto artistico, veridico e allo stesso tempo artigianale della viticoltura contemporanea.
“Quello che mi ha estremamente colpito”, spiega l’artista, “è la percezione del tempo nella produzione del vino: ci vogliono quindici anni per scegliere un buon terreno e 15 minuti per decidere il destino di un vino”. Due tempi radicalmente opposti che si intrecciano con quelli del processo artistico.
Il cambiamento climatico e il mondo del vino
“Il progetto è nato con l’obiettivo di raccontare l’impatto del cambiamento climatico, anche a partire dal pensiero del filosofo Bruno Latour (che peraltro proveniva da una famiglia di commercianti di vino in Borgogna, ndr.), sulla viticoltura contemporanea. Armin Linke ha chiesto di poter seguire almeno dodici mesi di lavoro e le varie fasi di lavorazione, dalla vendemmia alla bottiglia. L’artista ha quindi interagito in maniera costante con le persone che lavorano qui, creando un dialogo costruttivo”, spiega Bonacossa. Il risultato è una serie di immagini che diventano in qualche modo anche scultura, grazie ad un sistema di cavalletti che permette una scansione filmica della narrazione, e anche di girarci intorno. Con un dialogo costante con l’esterno che si realizza soprattutto nel controluce di un trittico monumentale, stagliato sulla grande vetrata e sul paesaggio delle vigne e del Chianti Classico alle sue spalle, che è un po’ un inno alla vita e al vino. I grappoli neri e bianchi, messi a seccare su trabattelli esposti al meteo, si fanno scultura – e c’è la storia dell’uomo, del mondo e dell’arte, della grande pittura, evocate dal susseguirsi di queste tre immagini -. “Ciò che mi interessava”, conclude Linke, “è mostrare come per la produzione del vino esista una tradizione culturale, che è anche una produzione scientifica. Alla base del vino c’è la geologia – i sassi, la terra che dà gli elementi, e dall’altra parte il clima, ovvero l’atmosfera e, in un certo senso, anche l’acqua che poi penetra nella terra -. E in qualche modo volevo fare capire come questo sapere, che ha una tradizione centenaria, viene continuamente aggiornato. E qui… e qui ad Antinori viene aggiornato per trovare la giusta combinazione tra tradizione e innovazione”.
Santa Nastro
Bargino (FI)
Antinori Art Project
ANTINORI – Via Cassia per Siena, 133
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