A Torino la fotografia di moda è protagonista di The Phair 2026. Tutte le novità della settima edizione della fiera
Da Giovanni Gastel a Marco Glaviano, passando per Françoise Huguier e Michelangelo Di Battista: la nuova edizione della fiera torinese dedicata alla fotografia riflette sul rapporto tra fotografia, arte e cultura pop attraverso scatti di moda
Si conferma uno degli appuntamenti italiani più attenti alle trasformazioni della fotografia contemporanea The Phair, la rassegna di fotografia che torna a Torino per la settima edizione, e più precisamente dal 22 al 24 maggio negli spazi delle OGR – Officine Grandi Riparazioni. La nuova edizione ruota attorno alla fotografia di moda, letta come forma artistica autonoma capace di lasciare un segno nell’immaginario collettivo e nella cultura visiva. Un concetto incarnato nella nuova immagine guida firmata da Nanda Lanfranco (Genova, 1935 – Pieve Ligure, 2023), che ritrae Giuseppe Penone negli spazi del Castello di Rivoli, condensando la relazione tra corpo, spazio e pensiero.
La settima edizione di The Phair alle OGR a Torino
A portare in fiera alcuni dei protagonisti più autorevoli della fotografia internazionale saranno le gallerie Photo & Contemporary di Torino,Ira Leonis di Arles, Deodato Arte di Milano e Jaeger Art di Berlino, con progetti che riflettono sullo statuto dell’immagine nell’epoca contemporanea. A loro si affiancano Album Gallery, Biasutti & Biasutti, C+ N Gallery Canepaneri, Deodato Arte, Giorgio Persano, Eaw Messina, Red Lab Gallery, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea e Gian Enzo Sperone (per citarne solo alcune). Tra le opere presentate in rassegna a Torino di Giovanni Gastel – dalle serie Le Metamorfosi agli scatti realizzati per Vanity Fair – si evince il passaggio dell’immagine di moda da prodotto editoriale a opera d’arte. Accanto a lui, Françoise Huguier propone alcuni lavori della serie Sublimes, dedicata al mondo dell’alta moda e costruita attraverso uno sguardo intimo e quasi antropologico sul dietro le quinte delle sfilate.

Da Glaviano a Di Battista: glamour, cinema e cultura visuale a Torino
Con Marco Glaviano la fotografia glamour incontra invece la costruzione dell’immaginario pop internazionale. Celebre per le collaborazioni con Vogue America e Harper’s Bazaar, il fotografo sarà presente con alcune opere provenienti dai suoi archivi storici, tra cui l’inedito ritratto di Paulina Porizkova realizzato a St. Barth nel 1989. Immagini che riflettono sul corpo e sul desiderio come costruzioni culturali, sospese tra perfezione estetica e rappresentazione mediatica. Chiude il percorso la serie Mystery in the Moonlight, nata dalla collaborazione tra Michelangelo Di Battista e Jake e Dinos Chapman. Protagonista degli scatti è Claudia Schiffer, immersa in un universo visivo ispirato al cinema horror di serie B degli Anni Cinquanta. Tra fondali dipinti a mano, scenografie artificiali e atmosfere volutamente anacronistiche, le fotografie sembrano fotogrammi di un film onirico, sfumando continuamente i confini tra moda, arte contemporanea e finzione cinematografica.
Il comitato curatoriale di The Phair 2026
Si amplia il comitato curatoriale della fiera fotografica torinese, accogliendo esperienze e figure eterogenee capaci di intrecciare mercato, critica e collezionismo internazionale. Tra questi spiccano il gallerista Umberto Benappi, il collezionista Emilio Bordoli, il critico e curatore Lorenzo Bruni, Ernesto Esposito, designer e collezionista, l’esperta di fotografia e Head of Photography da Sotheby’s, Brandei Estes, Benjamin & Steffi Jaeger, consulenti, curatori e galleristi, il collezionista Massimo Prelz Oltramonti, il fotografo e gallerista Valerio Tazzetti, e la giornalista, curatrice e specialista in comunicazione e sistema dell’arte, Carla Testore.
Parola a Roberto Casiraghi e Paola Rampini
“THE PHAIR è la fiera dedicata all’immagine contemporanea – tra fotografia e nuove sperimentazioni visive. Una scelta curatoriale precisa, legata alla volontà di intercettare una delle evoluzioni più significative del sistema dell’arte contemporanea. Crediamo infatti che la fotografia e, più in generale, le pratiche artistiche legate all’immagine rappresentino oggi uno dei territori più vitali e strategici per il futuro delle fiere d’arte. In un panorama sempre più globale e interconnesso, la fotografia e l’immagine contemporanea sono diventate strumenti centrali per leggere il presente, attraversare culture differenti e costruire nuove modalità di relazione tra artisti, istituzioni, collezionismo e pubblico”, spiegano ad Artribune Roberto Casiraghi e Paola Rampini, rispettivamente fondatore e direttore di The Phair e fondatrice di The Phair. “The Phair continua così a consolidare il proprio ruolo come piattaforma dedicata alle pratiche più attuali dell’immagine contemporanea, favorendo il dialogo tra ricerca artistica, sperimentazione curatoriale e visione internazionale. Tra documento e interpretazione, tra permanenza e trasformazione, ogni opera apre uno spazio di lettura, una soglia attraverso cui osservare la complessità del reale. L’edizione 2026 riflette questa tensione verso un approccio sempre più interdisciplinare, in cui la fotografia si afferma come linguaggio capace di attraversare discipline, mercati e istituzioni culturali differenti, interpretando in modo profondo le trasformazioni del nostro tempo.”
The Phair
OGR – Officine Grandi Riparazioni – Corso Castelfidardo, 22
Dal 22 al 24 maggio 2026
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