Storia di Stampé è il nuovo atelier sociale di Torino: galleria d’arte, bottega, laboratorio di idee e di partecipazione
Lo spazio nasce nel centro della città per iniziativa del Comune e della Compagnia di San Paolo, in sinergia con diverse realtà del Terzo Settore. Coinvolge 30 imprese sociali, è aperto a tutti come spazio co-working, sportello occupazionale, showroom e galleria che valorizzerà i giovani artisti locali
Stampé deve il suo nome al luogo in cui nasce, nel centro di Torino. Da qualche settimana in questa primavera 2026, il nuovo atelier di comunità frutto della sinergia tra istituzioni pubbliche e Terzo Settore accoglie il pubblico negli spazi di Via Stampatori 5 – dove nel Quattrocento sorgeva la contrada degli stampatori e nascevano le prime stamperie – ripensati come laboratorio sociale improntato all’arte, all’impresa e all’inclusione.

Cos’è Stampé a Torino
Si tratta, di uno spazio culturale inedito per il capoluogo piemontese, dedicato alla partecipazione e alla sperimentazione artistica e, al contempo – come showroom – alla vendita di prodotti artigianali ed enogastronomici, per condividere con la comunità le attività dell’imprenditoria sociale cittadina. L’iniziativa ha preso forma, infatti, nell’ambito del progetto di sviluppo di impresa sociale “Piani Generativi 2”, finanziato con fondi comunali e della Compagnia di San Paolo, con l’obiettivo ultimo di favorire la creazione di nuove opportunità occupazionali per persone in condizioni di svantaggio, promuovendo contestualmente il consolidamento di un modello di sviluppo locale sostenibile.

Le imprese sociali di Stampé e la promozione dell’arte emergente
In fase di partenza sono 30 le imprese sociali coinvolte: il progetto nasce dalla coprogettazione, nella proposta sia degli spazi sia dell’impatto sulla cittadinanza, tra Stampatori 5 srl, Arci Torino, Città di Torino e Fondazione Compagnia di San Paolo, ma Stampè è anche una galleria espositiva, un circolo culturale aperto alla pluralità di voci e progettualità. Un indirizzo concretizzato con il progetto Galleria in Circolo di Arci Torino, che vuole valorizzare la scena creativa locale sin dalle prime battute. Stampé ha quindi inaugurato con una mostra collettiva che mette insieme sette associazioni culturali (Maurice, Teatro Carillon, Archivio Tipografico, Emporium, Solo cose belle…) e l’agenzia di comunicazione Hello Tomorrow: ognuna di queste realtà presenta l’opera di uno o più artisti che ne fanno parte e, in alcuni casi, artwork grafici di eventi e iniziative particolarmente significativi degli ultimi anni. Filo conduttore è il tema del “fare arte” come forma di partecipazione culturale e di impegno civile. L’idea è quella di offrire un contesto in cui esprimersi liberamente ad artisti giovani ed emergenti. Tra i primi progetti presentati e condivisi con la città, il collage Lacrima collettiva di Pesci a Pezzi, per rendere visibile l’invisibile attraverso un gesto intimo e personale che diventa atto condiviso grazie al lavoro di gruppo. “Avere uno spazio di sperimentazione come Stampè in pieno centro rappresenta una ricchezza per tutta la città. Da qui nasceranno occasioni di incontro, contaminazione e condivisione tra realtà sociali, artisti e cittadini. Grazie al percorso con il Terzo Settore che valorizza e tutela le aggregazioni sociali, stimolando la cooperazione e la promozione sociale”, spiega l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli.
Uno spazio di comunità nel centro di Torino
E infatti Stampé offrirà anche spazi per il co-working, un’antenna occupazione per l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro (il programma quadriennale che ha dato vita al progetto è fortemente orientato alla crescita occupazionale: si punta ad avviare 660 percorsi formativi, 325 tirocini e 130 nuove opportunità lavorative grazie anche a 1,3 milioni di euro erogati direttamente dalla Fondazione Compagnia di San Paolo) e altri servizi rivolti alla cittadinanza, in uno spazio progettato per essere flessibile, ibrido e permeabile – con espositori mobili, tavoli multifunzione e moduli componibili – in cui cultura, artigianato e socialità si intrecciano per favorire l’incontro tra persone e professioni.
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