Arriva “Fa ballà l’oeucc”, la caccia all’opera d’arte nei negozi di Milano

Tra il 21 e il 24 dicembre la fotografa Erica Zolli pubblicherà degli indizi su Instagram, riportando l’attenzione su alcune attività commerciali in crisi. Chi aguzzerà sguardo e ingegno si aggiudicherà le sue stampe di Fine Art

Erica Zolli, Fa ballà l’oeucc
Erica Zolli, Fa ballà l’oeucc

Nove stampe in carta museale si nascondono in altrettanti piccoli negozi di Milano: per ottenerle basta aguzzare l’occhio, e l’ingegno. Si chiama Fa ballà l’oeucc, “guardati intorno” in milanese, il progetto natalizio della pluripremiata fotografa italiana Erica Zolli. Una furba caccia al tesoro per le vie della città, che premierà chi riuscirà a intuire per primo dove conducano gli indizi rilasciati dalla fotografa sulla propria pagina Instagram dal 21 al 24 dicembre (https://www.instagram.com/erikazolli/) con l’hashtag #cacciaalloperadarte2020.

Erica Zolli, Fa ballà l’oeucc
Erica Zolli, Fa ballà l’oeucc

STAMPE A TIRATURA LIMITATA

Le nove fotografie, stampate in edizione limitata e accompagnate da un certificato di autenticità, rappresentano altrettanti progetti della fotografa attualmente esposti in gallerie d’arte a Parigi, Los Angeles e Tel Aviv. È quindi (oltre che una abile trovata promozionale) una mostra destrutturata e non convenzionale, che fa parlare d’arte in toni più leggeri, ma non senza un intento serio. “Il 2020 è stato un anno in cui moltissime mostre e fiere d’arte sono state annullate”, ha ricordato Zolli, “per questo motivo ho voluto reagire e giocare immergendomi in una nuova prospettiva. L’arte diventa un premio e allo stesso tempo un mezzo per portare le persone a scoprire le piccole attività in ombra”.

Erica Zolli, Fa ballà l’oeucc
Erica Zolli, Fa ballà l’oeucc

COMMERCIANTI IN CRISI

“L’idea che mi ha spinto a creare questo progetto”, ha sottolineato l’artista con base a Milano, “è quella di portare le persone in luoghi che in questo periodo stanno facendo fatica ad andare avanti, delle vere perle nascoste di Milano che grazie alla cura e all’amore che questi negozianti impiegano nel loro lavoro impreziosiscono ogni giorno la città”.Si tratta di bistrot, fiorai, negozi di tè, tutte piccole attività che meritano più attenzione; basterà richiedere l’opera agli esercenti dopo aver seguito gli indizi online. “Hanno accolto immediatamente con gioia la mia idea”, ha detto ancora la fotografa, notando come un momento di grande incertezza “apra le porte al progettare l’impensabile”. E a proporre nuove versioni e articolazioni del concetto di ‘mostra’.

-Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Appassionata di cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli teatrali, mostre di arte figurativa e contemporanea. Avvicinatasi al giornalismo culturale con un corso sulla critica teatrale e cinematografica del maestro Daniel Rosenthal, cerca con ogni mezzo di replicare per iscritto la meraviglia che suscita in lei ogni manifestazione del genio umano. Laureata in Lettere, sta scrivendo la tesi di Scienze Storiche sulle aggregazioni sociali nate con le nuove forme abitative del secondo dopoguerra milanese, mentre conclude il master di giornalismo alla scuola Walter Tobagi. Scrive recensioni per Satisfiction e coltiva il suo senso del bello sul blog personale Cinquesensi.