La Fabbrica del Vapore di Milano come il Maxxi di Roma: via il cemento e le macchine e nel cortile arriva il verde

Approvato dal Comune di Milano il progetto “Rivoluzione Verde”: 2 milioni di euro per trasformare gli spazi aperti dell'ex complesso industriale di Via Procaccini in un luogo più accessibile e ombreggiato. Ora però speriamo che vengano sistemati anche gli spazi urbani circostanti

Per decenni è stata una fabbrica dedicata alla manutenzione dei tram milanesi mentre oggi è uno dei punti di riferimento culturali più importanti della città. E presto sarà anche un luogo più verde. La Fabbrica del Vapore si prepara infatti a una significativa trasformazione dei suoi spazi aperti grazie a “Rivoluzione Verde”, il progetto appena approvato dalla Giunta comunale che prevede un investimento di 2 milioni di euro per ridisegnare il grande piazzale e le aree esterne del complesso di Via Procaccini.

La storia della Fabbrica del Vapore

L’intervento si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo degli spazi pubblici culturali nell’epoca della crisi climatica e della rigenerazione urbana: nata agli inizi del Novecento come sede delle officine Carminati & Toselli, specializzate nella costruzione e riparazione di materiale tranviario, la Fabbrica del Vapore è stata recuperata dal Comune di Milano e trasformata nel corso degli anni in un centro dedicato alla creatività contemporanea, alla produzione culturale e ai linguaggi artistici emergenti, tra mostre, festival, concerti, laboratori e attività multidisciplinari.

Fabbrica del Vapore: approvato dal Comune di Milano il progetto “Rivoluzione Verde”

Proprio gli spazi esterni, tuttavia, rappresentavano uno degli elementi rimasti più vicini all’impianto originario del complesso industriale, con le ampie superfici pavimentate, poche aree d’ombra e una limitata presenza vegetale. Così, il progetto approvato dal Comune punta ora a ribaltare questo scenario, trasformando il grande piazzale centrale in una sorta di piazza-giardino capace di accogliere eventi e al tempo stesso offrire condizioni climatiche più favorevoli durante tutto l’anno.

Tra gli interventi previsti figura la sostituzione dell’attuale pavimentazione con una nuova superficie in pietra naturale, accompagnata da aree verdi ampliate e da zone caratterizzate da pavimentazioni drenanti. L’obiettivo è aumentare la permeabilità del suolo e ridurre l’effetto delle isole di calore che interessano sempre più frequentemente le città contemporanee. In più, elemento centrale del progetto sarà l’inserimento di nuove alberature. Accanto ai frassini e al platano già presenti troveranno posto decine di esemplari di Koelreuteria paniculata Fastigiata, conosciuta come “albero delle lanterne” per le sue caratteristiche fioriture e fruttificazioni ornamentali. La crescita del patrimonio arboreo consentirà di ampliare le superfici ombreggiate e contribuire al miglioramento del microclima dell’intera area. Le nuove aiuole ospiteranno inoltre essenze autoctone a ridotta manutenzione, con l’intento di favorire la biodiversità urbana. La trasformazione interesserà anche il rapporto tra il complesso e la città. L’ingresso su Via Procaccini sarà infatti ridisegnato attraverso una cancellata più aperta, mentre verrà valorizzata l’area antistante la Cattedrale, uno degli edifici simbolo del complesso.

Fabbrica del Vapore: più verde e accessibile

Un altro capitolo riguarda l’accessibilità. Nuovi percorsi e rampe elimineranno le barriere architettoniche ancora presenti, mentre il sistema di illuminazione sarà potenziato con l’installazione di nuove file di lampioni. La riqualificazione sarà realizzata in un unico lotto funzionale, scelta che consentirà di intervenire in modo unitario sull’intero sistema degli spazi aperti. Resteranno poi da sistemare le aree urbane circostanti alla fabbrica che ancora scontano l’increscioso problema milanese della sosta selvaggia. Il rischio è che dentro al recinto della fabbrica sia tutto verde e sostenibile e immediatamente fuori si venga proiettati nel caos della auto parcheggiate su aiuole e marciapiedi.

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Redazione

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