A Vienna una grande mostra dedicata a Daumier, l’artista della satira

Per la sua arte satirica, Honoré Daumier subì la censura e finì in carcere per sei mesi. Oggi il museo Albertina di Vienna gli dedica una grande retrospettiva, che ci interroga anche sullo stato della satira oggi, nell’arte e non solo

Pittore, scultore, litografo, dall’acuto spirito d’osservazione, Daumier raccontò la società europea del XIX Secolo, stigmatizzando le sue contraddizioni politiche e sociali. A lui rende omaggio l’Albertina Museum di Vienna con la grande retrospettiva Honoré Daumier – Mirror of Society, incentrata su litografie, disegni, dipinti e sculture e realizzata grazie a importanti prestiti dallo Städel Museum di Francoforte.

A Vienna una grande mostra dedicata a Daumier, l’artista della satira
Honoré Daumier, Mirror of society, 2025, installation view at Albertina, Vienna. Ph: eSeL.at – Lorenz Seidler

La mostra su Daumier a Vienna

Con una penna tagliente e un umorismo incorruttibile, Honoré Daumier (Marsiglia, 1808 – Valmondois, 1879) ha rappresentato uno specchio del suo tempo, denunciando abusi di potere e ingiustizie sociali. Da acuto osservatore sociale, Daumier ha anche raffigurato la vita quotidiana nella città moderna. La città di Vienna gli rese un primo omaggio nel 1936, quando già incombeva sull’Austria l’ombra della Germania nazista, e quella mostra ospitata dall’Albertina Museum rivestì un chiaro significato politico in favore della libertà. Non bastò purtroppo a fermare Hitler. A novant’anni di distanza, l’Albertina racconta Daumier sotto una luce ancora più ampia, e la mostra riconferma la sua stretta attualità in un momento storico in cui il neocolonialismo e l’egemonismo personalistico stanno purtroppo acquistando nuova forza. Per questa ragione è fondamentale la voce della cultura tutta, passando anche per la satira, a difesa di qualsiasi forma di libertà. La mostra viennese intende appunto sottolineare l’attualità della satira di Daumier, e l’importanza della satira nella democrazia come strumento per esprimere un civile dissenso.

Daumier e la vita quotidiana

Nella pittura come nella scultura e nel disegno, Daumier è considerato un maestro nella rappresentazione del corpo umano; buon conoscitore della postura e delle proporzioni fisiche, sapeva anche usare luci e ombre e il contrasto tra bianco e nero con sottili gradazioni e transizioni per conferire ai corpi disegnati su una superficie bidimensionale un effetto scultoreo e tridimensionale. La litografia era particolarmente adatta a questo scopo. Daumier apprese questa tecnica innovativa da uno specialista in questo processo di stampa. Il lavoro di Daumier fu sempre accompagnato dalla sua acuta osservazione della vita quotidiana. Nei suoi disegni, negli acquerelli e nei dipinti, affrontò ripetutamente le concrete condizioni di vita del popolo, rendendo bevitori, giocatori di scacchi e lavandaie, protagonisti di opere che “monumentalizzano” quello che invece era considerato banale. Daumier prestò particolare attenzione alla raffigurazione di lottatori, musicisti di strada e giocolieri, le cui attività negli spazi pubblici furono drasticamente limitate dall’amministrazione comunale di Parigi a partire dalla fine degli Anni Quaranta dell’Ottocento, diventando così anche una questione politica. Daumier fu anche un assiduo frequentatore del teatro, allora di gran moda, dove si andava più per farsi vedere che per vedere. Ma i disegni per le opere di Molière, che attingono a personaggi tradizionali della drammaturgia francese, si concentrano sugli stati emotivi e le relazioni tra i soggetti raffigurati.

La satira politica di Honoré Daumier in mostra a Vienna

Il suo implacabile radicalismo lo portò spesso a scontrarsi con la censura e persino a scontare la detenzione per difendere la libertà artistica; nel 1832 trascorse sei mesi in carcere a causa di una caricatura del sovrano Luigi Filippo che, con ritratto con le sembianze di Gargantua, divora le risorse del popolo e corrompe i deputati dell’Assemblea Nazionale. La Francia dell’epoca di Daumier era costantemente scossa da forti tensioni sociali, a vari livelli: il conflitto di classe fra lavoratori e borghesia, lo scontro politico fra repubblicani che e monarchici nostalgici dei Borbone, e le rivendicazioni dei liberali sulle libertà civili (preferibilmente in una repubblica); la Prima Repubblica cadde nel 1824, e seguirono i regni di Carlo X e Luigi Filippo; quest’ultimo fu detronizzato nel 1848, quando nacque la Seconda Repubblica, che terminò nel 1852 con la presa di potere di Napoleone III, che rimase sul trono fino al 1871. Anni torbidi e agitati, nel corso dei quali non mancò, per un osservatore come Daumier, il materiale per le sue riflessioni. E la mostra, attraverso le sue caricature, diventa anche un capitolo di storia francese ed europea del XIX Secolo, con meccanismi e mentalità che in parte sopravvivono ancora oggi nelle tante crisi politiche che si ripropongono abitualmente nei quattro angoli del mondo. Di particolare interesse le litografie di Daumier sulla politica estera e le attività militari di Napoleone III, come la guerra di Crimea del 1853-56, l’occupazione dell’Indocina nel 1858); tuttavia, per evitare una nuova condanna al carcere, Daumier attaccò l’imperatore francese attraverso la figura di Faustin Soulouque, sovrano di Haiti, che era stata una colonia francese fino al 1804; anch’egli conduceva costantemente guerre, proclamava le sconfitte come vittorie, distribuiva titoli nobiliari, reprimeva il dissenso; inoltre, considerava Napoleone III. I gravi problemi di Haiti dell’epoca di Soulouque sono purtroppo ancora oggi gli stessi, ma, cosa ancora più grave, è che politici fantoccio come lui sono ancora oggi utilizzati ad Haiti come altrove, dalle “grandi potenze” per fini neocoloniali, e le popolazioni ad essi sottomesse pagano ogni giorno un forte tributo in termini di dignità e diritti calpestati.

Niccolò Lucarelli

Vienna // fino al 25 maggio
Honoré Daumier. Mirror of Society
ALBERTINA MUSEUM – Albertinaplatz, 1
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Niccolò Lucarelli

Niccolò Lucarelli

Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.

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