Luca Giordano, dalla Natura alla Pittura: al Museo di Capodimonte tre giorni di opening online

In attesa che l’attenuarsi dell’epidemia permetta la riapertura degli spazi culturali, il Museo di Capodimonte decide di giocare d’anticipo. Offrendo immagini, video e testi inediti (che verranno svelati in tre diversi appuntamenti) sul più grande pittore napoletano del ‘600.

Luca Giordano Apollo e Marsia
Luca Giordano Apollo e Marsia

Dopo aver lanciato numerosissime iniziative online, musei e istituzioni culturali si preparano a fronteggiare il lockdown causato dal Covid-19 attraverso la digitalizzazione delle mostre previste in calendario (vi avevamo parlato dell’esposizione di Louise Bourgeois attraverso i canali di Hauser & Wirth). Ora tocca al Museo e Real Bosco di Capodimonte, che il 5 aprile ha avviato l’inaugurazione della mostra Luca Giordano, dalla Natura alla Pittura, a cura di Stefano Causa e Patrizia Piscitello: un nuovo opening virtuale che per tre giorni, fino a martedì 7 aprile, racconterà i capolavori del maestro della pittura napoletana secentesca affiancandole a contributi e testi dei curatori. Il progetto si va a inserire nell’iniziativa ministeriale L’Italia chiamò – Capodimonte oggi racconta.

IL PITTORE LUCA GIORDANO AL MUSEO CAPODIMONTE

Concepita dal direttore del Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger, la mostra, precedentemente esposta al Petit Palais di Parigi, si presenta come un accurato racconto per immagini. Perché Luca Giordano?  L’artista (Napoli, 1634-1705) è stato in prima linea nella definizione di un barocco napoletano che per primo ha liquidato “gli eroici furori della pittura caravaggesca con una scrittura spregiudicata e colorata”, citando il curatore Stefano Causa, ampliando la scelta dei soggetti raffigurati e cercando di valicare i limiti della cornice. “Giordano reinventa il barocco romano in una versione aggressiva e come scatenata: Rubens, Cortona e Bernini stanno sempre alle spalle. Ma si capisce che per saltar meglio ha preso la rincorsa lunga scegliendosi, tra i maestri, Tiziano e Veronese”, afferma ancora Causa, docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, il quale ha aperto questa tre giorni dedicata al pittore napoletano con un testo pubblicato sul sito del Museo di Capodimonte. E continua, “Chiunque si cimenti in una mostra su Giordano a Napoli sa che la vera mostra di Giordano è Napoli con i dipinti e gli affreschi suoi: dalle chiese del centro alla collina del Vomero dove, nella Certosa di San Martino, si dispiega il finale di partita tutto settecentesco del pittore. Consapevoli di questo abbiamo cercato di costruire una possibile ouverture; una sorta di invito al viaggio. E potremo dire di essere riusciti nell’intento solo se, una volta fuori della mostra, il visitatore curioso indossasse scarpe comode e, a giro per Napoli, andasse in cerca del suo barocco. Come una promessa di felicità”.

Luca Giordano, San Michele ©pedicini304592
Luca Giordano, San Michele ©pedicini304592

LUCA GIORDANO AL MUSEO CAPODIMONTE: I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Si prosegue, svelando la mostra pezzo per pezzo, lunedì 6 aprile con il contributo del direttore Sylvain Bellenger: il suo testo è accompagnato da un video di Carmine Romano, responsabile del progetto di digitalizzazione che svelerà le opere più significative che saranno esposte in mostra, con l’allestimento dell’architetto Roberto Cremascoli. Martedì 7 aprile, infine, la co-curatrice dell’esposizione Patrizia Piscitello e Alessandra Rullo, storiche dell’arte del Museo e Real Bosco di Capodimonte, percorreranno il viaggio storico delle tele di Luca Giordano dalle Chiese di Napoli al Museo e Real Bosco di Capodimonte, un cammino lungo secoli segnato da eventi bellici, cambi dinastici e disastri naturali. Tutti i materiali visivi e testuali forniti durante l’inaugurazione online saranno poi rilanciati sul canale Youtube e su tutti gli account social del Museo.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.