I Tesori della Ca’ Granda: svelato al pubblico l’ultimo segreto di Milano

La Fondazione Ca’ Granda Policlinico apre al pubblico un percorso che espone capolavori di tre secoli e celebra la tradizione milanese della Festa del Perdono.

I Tesori della Ca' Granda a Milano
I Tesori della Ca' Granda a Milano

Se su Milano pensavamo di saperne abbastanza, ecco che dalla sua storia emerge un ultimo segreto: I Tesori della Ca’ Granda è la collezione della Fondazione Ca’ Granda Policlinico che racconta, attraverso celebri autori lombardi, una vicenda che vede in prima linea la generosità della città. Aperto al pubblico e visitabile gratuitamente, il percorso si collega alla Festa del Perdono, una tradizione annuale iniziata nel ‘400 che chiamava i cittadini a compiere offerte all’istituzione medica. La grande raccolta di ritrattistica si fa oggi testimone dei benefattori più facoltosi susseguitisi nei secoli e di un patrimonio artistico dall’identità unica.

I TESORI DELLA CA’ GRANDA: LE OPERE

La collezione, recentemente aperta al pubblico, si trova nella sede degli uffici amministrativi e dell’Archivio Storico del Policlinico di Milano di via Francesco Sforza 28, nel cuore del centro storico. Si tratta di un percorso che si sviluppa in cinque sale in cui si alternano i protagonisti della storia dell’arte lombarda: Giovanni Segantini, Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Mosé Bianchi, Carlo Carrà, il Pitocchetto, Filippo Abbiati, Emilio Longoni e Mario Sironi sono alcuni degli autori dei 23 ritratti esposti, per un arco temporale che va dal ‘600 al ‘900. Un grande orgoglio di questo patrimonio artistico, in particolare, è il Ritratto di Carlo Rotta, unico esemplare di questo genere che il pittore Giovanni Segantini eseguì nella sua vita, su commissione. In mostra, anche cinque sculture, tra cui quelle raffiguranti il Duca Francesco Sforza e San Carlo Borromeo, tra i primi benefattori della storia. Una realtà che viene raccontata anche attraverso il suo lato scientifico: oltre alle opere, sarà esposta una raccolta di strumenti medici, utilizzati a partire dall’800. L’esposizione, gratuita e senza prenotazione, godrà del servizio di accoglienza e mediazione del Touring Club.

I TESORI DELLA CA’GRANDA: UNA STORIA SECOLARE

Ma perché il Policlinico di Milano detiene un patrimonio così speciale? Perché questa insistenza sul ritratto? Le risposte a queste domande affondano le radici in una storia vecchia di secoli e si ricollegano a una Milano esempio di umanità e generosità: si tratta della Festa del Perdono, istituita dal Papa Pio II nel 1459. Ogni anno, per accedere all’indulgenza plenaria, i fedeli erano chiamati a effettuare una donazione alla Ca’ Granda, oggi Fondazione Ca’ Granda Policlinico. Nel tempo, i donatori più generosi vennero celebrati con dei ritratti, fatti realizzare dagli artisti locali più promettenti di ogni epoca. È così che si è arrivati a costituire una preziosa Quadreria, di cui solo una parte è esposta nelle sale recentemente aperte al pubblico. “Con la Festa del Perdono, quest’anno caduta il 25 marzo, da secoli si celebra la fondazione del nostro Ospedale” spiega Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano, che aggiunge: “quello dei Tesori della Ca’ Granda è il giusto modo per rendere onore a questa tradizione. È un percorso che ho fortemente voluto per riavvicinare i cittadini alla nostra storia e alle nostre radici. L’obiettivo è sempre stato quello di far re-innamorare i lombardi e i milanesi della nostra istituzione, resa grande anche grazie alla loro generosità nei secoli. Ora, con questa esposizione permanente l’obiettivo è senz’altro raggiunto. Grazie a questa filantropia e a quello che i benefattori ci hanno donato riusciremo a realizzare anche il Nuovo Policlinico, primo esempio di struttura pubblica quasi interamente autofinanziata“.

-Giulia Ronchi

I Tesori della Ca’Granda
via Francesco Sforza 28
dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18
www.policlinico.mi.it

Dati correlati
AutoriFrancesco Hayez, Giovanni Segantini, Giuseppe Molteni , Mosè Bianchi, Carlo Carrà, Giacomo Ceruti detto Pitocchetto, Emilio Longoni, Mario Sironi
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.