Una retrospettiva al Museum of Fine Arts di Ghent celebra Medardo Rosso. Le immagini

Per la prima volta dal 1909, un’istituzione belga dedica una mostra all’artista italiano che, con il suo approccio sperimentale, ha anticipato molti aspetti dell’arte moderna e contemporanea. Le immagini

Medardo Rosso, Museum of Fine Arts, Ghent 2018
Medardo Rosso, Museum of Fine Arts, Ghent 2018

Se il valore di un artista si pesa sulla capacità che ha di anticipare i tempi, Medardo Rosso(Torino, 1858 – Milano, 1928) è stato un precursore assoluto. Molti aspetti dell’arte moderna e contemporanea sono già leggibili nell’opera di Rosso (“l’artista degli artisti” per quanto è stato poi apprezzato dai suoi colleghi), soprattutto nel suo approccio aperto e sperimentale. È stato il primo artista a contestare i pilastri tradizionali della scultura, fino a quel momento eroica, isolata e atemporale e a scegliere figure umili, anti-eroiche, prese dalla “vie moderne”, per presentarle in tutta la complessità di stati d’animo che lasciano traccia nell’espressione dei volti. Il Museum of Fine Arts di Ghent (MSK) celebra con una grande retrospettiva l’opera di Medardo Rosso, pioniere della scultura moderna e punto di riferimento imprescindibile di artisti come Umberto Boccioni, Luciano Fabro, Giuseppe Penone, Marisa Merze Giovanni Anselmo.

LA MOSTRA A GHENT

La mostra, che si concluderà il 24 giugno, è la prima in Belgio dedicata all’artista italiano da centodieci anni a questa parte. Il percorso espositivo mette in evidenza il complesso processo creativo di Rosso, in particolare le sue esplorazioni dei limiti della forma e della materialità grazie alla scelta di materiali morbidi come l’argilla e la cera che si prestavano alla resa di effetti effimeri e forme sottili. Una ricerca costante che ha portato l’artista a produrre più versioni dei suoi lavori, variando costantemente forme e materiali. Medardo Rossoè stato tra i primi ad intuire quanto la luce abbia un ruolo strumentale e funzionale nella costruzione dell’opera d’arte e, anche, uno dei primi ad interessarsi alla fotografia. Ai suoi occhi, la scultura e la visione della scultura erano inestricabilmente legate. Ha fotografato le sue opere in studio, cambiando i fondali, regolando l’inquadratura, fino a quando le forme si sono dissolte e si sono sbiadite nello spazio. Attraverso questo processo, Rosso è stato forse il primo a riconoscere la fotografia come disciplina artistica. La MSK, in collaborazione con il Museo Medardo Rosso di Barzio, è riuscita a riunire un impressionante numero di opere provenienti da collezioni pubbliche e private in tutta Europa. Un evento davvero raro data la fragilità delle sculture e la difficoltà a spostarle. Ecco le immagini.

     Mariacristina Ferraioli

Ghent// fino al 24 giugno 2018
Medardo Rosso
Museum of Fine Arts, Ghent
Fernand Scribedreef 1,
Belgio
https://www.mskgent.be/en

 

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AutoreMedardo Rosso
Generearte
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.