Verso BIAF 2017. A Firenze 6 Itinerari nelle case-museo dei grandi antiquari della città

Nei giorni della 30esima edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, BIAF propone visite guidate nei 6 musei della città nati dalle donazioni di privati collezionisti, come Bardini e Stibbert.

Museo Stibbert
Museo Stibbert

A Firenze esiste un discreto nucleo di musei, estranei al circuito turistico di massa, nati dalle donazioni di privati collezionisti che hanno inteso condividere con l’intera collettività, soprattutto tra Otto e Novecento, residenze e collezioni. Per poterle scoprire, viene proposto, nell’ambito della BIAF – Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze – un calendario di visite (dal 21 settembre all’1 ottobre) condotte da guide abilitate con formazione specialistica nell’ambito dell’arte e dell’architettura, che accompagneranno i visitatori fin dentro la storia dei grandi antiquari e collezionisti che le hanno formate. Il tutto integrato da due itinerari tematici dedicati alla Firenze dell’epoca, per meglio comprendere l’ambito storico, culturale e sociale in cui i grandi collezionisti e antiquari ottocenteschi si trovarono a operare. L’uno, dal titolo Tramonti ottocenteschi: passeggiata verso il nuovo belvedere fiorentino, conduce sui colli meridionali di Firenze, coronati dalla presenza di una grande terrazza-belvedere affacciata sulla valle dell’Arno; l’altro, Eclettismi fin de siècle oltre le mura, va da Piazza Savonarola al Giardino dell’Orticultura.

– Claudia Giraud

Per informazioni e prenotazioni:
mail: [email protected]
mob. Elena Franzoia (+39) 3395943274
mob. Andrea Malcontenti (+39) 3385364804
www.biaf.it

1. MUSEO STEFANO BARDINI: SHOWROOM OTTOCENTESCO

Salone dipinti, Museo Bardini

Elegantissimo showroom ottocentesco immerso nel blu, il Museo prende il nome dal suo ideatore Stefano Bardini (1836-1922), conservando allestimento e collezioni originali del “principe degli antiquari”, che dopo anni di intensa attività commerciale, decise di trasformare la propria collezione in museo e di donarla al Comune di Firenze. Bardini ci ha lasciato opere, tra gli altri, di Donatello, Luca Giordano, Tiepolo, Giambologna, Guercino, Tino di Camaino, Arnolfo di Cambio, accanto a elementi di arredo e architettura, come l’importante collezione di tappeti orientali e i magnifici soffitti lignei rinascimentali. Il museo ospita attualmente anche importanti opere di proprietà comunale, come l’originale in bronzo della Fontana del Porcellino di Pietro Tacca, uno dei monumenti più popolari di Firenze, e il Diavolino del Giambologna.

http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/bardini/

2. MUSEO HORNE: UNA RESIDENZA RINASCIMENTALE

Museo Horne

Storico dell’arte, antiquario e collezionista, l’architetto inglese Herbert Percy Horne nel 1911 acquista Palazzo Corsi per ricreare atmosfera e ambienti di una residenza rinascimentale, in cui valorizzare la propria collezione di seimila opere, tra cui Giotto, Simone Martini, Filippino Lippi, Giambologna, oltre a pregiati arredi dal Duecento al Seicento. A Horne si devono la riscoperta e il rilancio internazionale di Sandro Botticelli.

www.museohorne.it

3. MUSEO DI PALAZZO DAVANZATI: UNA DIMORA MEDIEVALE

Palazzo Davanzati

Creato nel 1904 dall’antiquario di origine ebraica Elia Volpi, grande antagonista di Bardini, il museo è conosciuto anche come Museo dell’Antica Casa Fiorentina. Sul palinsesto architettonico dell’antico palazzo dei Davizzi, famiglia di mercanti e banchieri, poi acquistato dai Davanzati nel 1578, Volpi ha inteso ricostruire una tipica dimora signorile della Firenze trecentesca, con grande profusione di pittura a secco e una notevole collezione incentrata soprattutto su arredi e oggetti di uso.

http://www.bargellomusei.beniculturali.it/musei/4/davanzati/

4. FONDAZIONE SALVATORE ROMANO IN UN ANTICO REFETTORIO IN STILE GOTICO

Fondazione Salvatore Romano

L’antiquario e collezionista campano Salvatore Romano dona nel 1946 al Comune di Firenze una settantina di prestigiose sculture della propria collezione, frammenti di decorazione architettonica, affreschi staccati e arredi, di varia provenienza e di epoca compresa tra l’antica età romana e il XVII secolo, come omaggio alla sua città di adozione. Allestito dallo stesso donatore, il luogo prescelto è il prestigioso Cenacolo di Santo Spirito, ampio Refettorio edificato in stile gotico nel XIV secolo accanto all’antica chiesa agostiniana di metà ‘200, decorato dal magnifico affresco trecentesco di Andrea Orcagna. Il nucleo collezionistico è medievale e primo rinascimentale, con opere di Tino di Camaino, Donatello, Jacopo della Quercia.

http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/romano/

5. MUSEO STIBBERT: ECLETTICA CASA-MUSEO IN COLLINA

Museo Stibbert

Il collezionista anglo-fiorentino Frederick Stibbert (1838-1906), discendente da una famiglia di ufficiali e collezionisti inglesi, dedica l’intera vita all’eclettica casa-museo sulla collina di Montughi. Con oltre 36mila pezzi, la collezione aperta al pubblico nel 1908 si incentra principalmente su armi e armature, affiancate da costumi, quadreria, arazzi, oggetti di arredo e di arte applicata. Sono state appena riaperte al pubblico le sale giapponesi, che conservano la più importante raccolta mondiale di armi antiche nipponiche al di fuori del Giappone.

www.museostibbert.it

6. MUSEO CASA SIVIERO: LA DIMORA DEL DETECTIVE DELL’ARTE

Museo Casa Siviero

A Firenze Rodolfo Siviero (1911-1983), agente segreto dal 1934, diventa a ridosso della Liberazione lo 007 dell’arte, recuperando gran parte delle opere trafugate in Italia dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Appassionato collezionista, dona allo Stato la sua casa e la sua collezione, che comprende un’ampia raccolta di opere antiche (dall’archeologia al Seicento) affiancata da un importante nucleo contemporaneo che vanta opere di De Chirico, Manzù, Soffici, Annigoni. In particolare i numerosi De Chirico dimostrano l’amicizia tra artista e collezionista cementata durante la frequentazione con i colti coniugi ebrei Giorgio e Matilde Castelfranco, cui la casa apparteneva, perseguitati dalle leggi razziali.

www.museocasasiviero.it

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).