Da Dalí a Leonardo: tutte le grandi mostre organizzate dal Comune di Milano fino al 2028

Il nuovo programma espositivo del Comune raccoglie arte antica e contemporanea, fotografia, design e archivi con un calendario 2026/2027 che arriva ai primi mesi del 2028


Un calendario che alterna grandi mostre internazionali, riletture dei maestri del passato, ricerca contemporanea e valorizzazione delle collezioni e degli archivi. Sono oltre 40 le mostre programmate dal Comune di Milano nelle sedi civiche dall’autunno 2026 alla fine del 2027, con alcuni progetti destinati a proseguire nei primi mesi del 2028. Palazzo Reale resta il principale teatro delle grandi esposizioni, ma il programma coinvolge l’intero sistema museale della città: PAC, Museo del Novecento, GAM, MUDEC, Palazzo Morando, Castello Sforzesco, CASVA e Fabbrica del Vapore.

Tutte le mostre del Comune di Milano per il 2026-2027

La cultura, soprattutto quando è pubblica, ha bisogno di una progettazione capace di andare oltre le scadenze amministrative. Programmare significa costruire oggi progetti destinati a maturare negli anni, assicurando continuità al lavoro delle istituzioni culturali della città”, afferma l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, che aggiunge: “È una programmazione ancora aperta, che si arricchirà di nuove proposte nei prossimi mesi, ma che testimonia già la capacità del sistema culturale civico di costruire ricerca, relazioni e nuovi progetti con uno sguardo di lungo periodo”.

L’autunno di Palazzo Reale: Dalí, Brueghel, Picabia

La stagione si apre a Palazzo Reale con “Dalí e la Moda”, dal 24 settembre al 31 gennaio 2027. Oltre 200 opere e documenti raccontano il rapporto dell’artista catalano con stilisti, fotografi e maison, dagli abiti realizzati con Elsa Schiaparelli ai gioielli, dai bozzetti ai costumi teatrali. Il 29 settembre arriva poi “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”, con oltre 80 opere. Pieter Bruegel il Vecchio e i figli Pieter il Giovane e Jan il Vecchio permettono di seguire la nascita di generi destinati a diventare centrali nella pittura europea: paesaggi, scene contadine, nature morte e vedute. Dal 9 ottobre al 24 gennaio 2027 sarà invece protagonista Francis Picabia, con la più ampia mostra italiana mai dedicata all’artista. “Picabia. Aprire le porte della notte” riunisce oltre 170 opere tra dipinti, disegni, fotografie e documenti, ripercorrendo una carriera impossibile da limitare in un solo movimento, dall’Impressionismo al Dadaismo e all’astrazione. Sempre a Palazzo Reale, l’autunno porta anche Carla Cerati, celebrata nel centenario della nascita con una grande antologica dal 26 settembre. Fotografie, libri e materiali d’archivio restituiscono la doppia traiettoria della fotografa e scrittrice, dal racconto della Milano degli Anni Sessanta e Settanta al reportage sui manicomi realizzato con Gianni Berengo Gardin e confluito in Morire di classe, fino alla successiva attività letteraria.

Dal tessile alla memoria: il contemporaneo nelle istituzioni civiche

Il PAC apre invece la stagione contemporanea con Sheila Hicks, dal 17 novembre 2026 al 14 febbraio 2027. “In the Thread of Love” porta negli spazi di Ignazio Gardella la ricerca della pioniera della fiber art, che ha trasformato il tessile in materia scultorea e installativa, tra colore, architettura, identità e dimensione monumentale. Alla GAM, dal 15 settembre, sarà Shilpa Gupta a confrontarsi con le sale storiche del museo. “One Palm Closer to the Sky” raccoglie nuovi interventi site-specific dedicati a temi come confini, migrazioni, libertà di espressione e censura. Nel 2027 il PAC ospiterà poi la prima grande personale italiana di Doris Salcedo, in occasione di Milano ArtWeek. Le sue opere affrontano lutto, assenza e violenza politica attraverso gesti spesso radicali sullo spazio e sulla materia. La mostra, da aprile, riunirà opere, disegni e progetti di una delle figure più significative della scena contemporanea internazionale. E a novembre sarà invece la volta di Flatform, collettivo di base tra Milano e Berlino che lavora con film, installazione e arti visive, mettendo in discussione la natura stessa dell’esperienza espositiva. Si passa poi al MUDEC, che dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 dedica a Henri Matisse “Il mondo in una stanza”. La mostra affronta il rapporto dell’artista con le culture incontrate nei suoi studi e nei suoi viaggi, dall’arte africana a quella islamica, russa, cinese e del Pacifico.

Le collezioni milanesi

Una parte importante del programma nasce poi direttamente dal patrimonio delle istituzioni civiche. A Palazzo Morando, dal novembre 2026, “Abiti in scena. Il Settecento dipinto di Mosè Bianchi” mette per la prima volta a confronto gli abiti settecenteschi raccolti dal pittore con i dipinti nei quali furono utilizzati. Una mostra costruita quasi interamente con opere del Comune, provenienti da Palazzo Morando, GAM e Castello Sforzesco, e accompagnata dal restauro dei materiali esposti. Nel 2027 il Castello Sforzesco celebrerà invece il centenario della Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli, istituita nel 1927 a partire dalla grande collezione donata alla città. Durante l’anno, focus nelle Salette della Grafica permetteranno di scoprire un patrimonio vastissimo, dalle carte geografiche ai manifesti, dai figurini di moda alle cartoline. Si torna poi a Palazzo Reale: da aprile a luglio, la mostra “Maggiolini e Milano. Alle origini del Design italiano” ricostruirà il processo creativo dell’ebanista Giuseppe Maggiolini mettendo in dialogo gli arredi con i disegni preparatori conservati al Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco.

Archivi, fotografia e Novecento

Il Museo del Novecento prosegue il ciclo “Voci del Novecento” con una mostra dedicata a Tommaso Trini, critico, giornalista e curatore tra le figure più originali della cultura artistica italiana del secondo Novecento. Scritti, riviste e materiali d’archivio ne ricostruiranno il pensiero e le relazioni con gli artisti. Il ciclo proseguirà nel 2027 con Pierre Restany. Sempre qui tornano i Focus900, con approfondimenti su Vincenzo Agnetti ed Enrico Castellani, oltre a un percorso collettivo dedicato a Valerio Adami, Alik Cavaliere, Lucio Del Pezzo, Bobo Piccoli ed Emilio Tadini. La Fabbrica del Vapore inaugurerà invece il 2027 con una mostra dedicata alla fotografa Inge Morath, pioniera della fotografia documentaria e tra le prime donne di Magnum Photos, mentre il CASVA presenta dal settembre 2026 “Somaini. Giardini inquieti: la filosofia del paesaggio”. Circa cento opere dell’archivio di Francesco Somaini seguono il rapporto tra scultura, natura e spazio urbano, fino alla sua idea di “ecologia totale”.

Dal 2027: Giacometti, Munari, Anselmo e Soutine

Il 2027 concentra alcuni dei nomi più attesi. Dal 25 febbraio Palazzo Reale ospiterà “Alberto Giacometti e l’Italia”, oltre cento opere che rileggono il lavoro dello scultore svizzero attraverso il suo profondo legame con il nostro Paese. Da marzo a giugno sarà la volta di Bruno Munari, in una retrospettiva che privilegia processi creativi e sperimentazione tra arte, grafica, design e pedagogia. Nell’estate arriverà Giovanni Anselmo, protagonista di una mostra che riunisce opere storiche e approfondisce il rapporto tra materia, gravità, energia, natura e spazio. È la prima esposizione dedicata all’artista da Palazzo Reale dopo la sua scomparsa. A settembre, sempre a Palazzo Reale, sarà invece protagonista Chaïm Soutine, con una grande retrospettiva sulla pittura inquieta e deformata dell’artista della Scuola di Parigi.

Verso Leonardo da Vinci

L’autunno 2027 chiuderà poi il calendario con due progetti dedicati alla memoria e alla storia delle immagini. Luca Pignatelli, a Palazzo Reale da settembre 2027 a gennaio 2028, presenterà oltre trent’anni di ricerca fondata sul recupero e la trasformazione di immagini e materiali del passato, mentre da ottobre 2027 a febbraio 2028 sarà infine il momento di Leonardo da Vinci con “Leonardo e il Nord”. Dipinti, disegni, incisioni e manoscritti provenienti da collezioni internazionali ricostruiranno la diffusione del linguaggio leonardesco nell’Europa settentrionale e la sua influenza su artisti come Rubens e Rembrandt.

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