A Volterra gli alberi diventano archivi della memoria nelle sculture di Janine Thüngen-Reichenbach
Fino al 1° novembre, da Kalpa Art Gallery nella città etrusca gli alberi ci guardano nella mostra e indagine della artista tedesca residente a Roma che fa della scultura la pelle della memoria
Non c’è nulla che racchiuda meglio di un albero l’irrisolvibile questione dello scorrere del tempo, della sua fluidità inesorabile, della nostra brevità. Nella loro fissità totemica, contengono al loro interno la mappa del passato. Dentro gli alberi c’è tutto un mondo in movimento. La loro pelle è vita, ed è la casa di ecosistemi. Nella nostra ingenuità crediamo che siano esseri statici, sono invece universi che comprendono universi.

La mostra di Janine Thüngen-Reichenbach a Volterra
Non cade in questa trappola Janine Thüngen-Reichenbach (Monaco, 1964), che aggiunge a queste riflessioni un approccio scientifico e filosofico. Nata in Germania e residente a Roma, ha vissuto tra Europa e Stati Uniti, anche lavorando nell’ambito del fashion design a fianco di Karl Lagerfeld e nel teatro come scenografa e costumista. Come artista, ha esposto in esposizioni e musei a livello internazionale. Oggi è in mostra a Volterra fino al 1° novembre, nei seducenti spazi di Palazzo Bonomini, tra le sedi di Kalpa Art Gallery, che raccoglie sotto il titolo Indentations of Memory, una serie di opere in bronzo e carta washi. Tra queste, i suoi Baumwelt – letteralmente mondo degli alberi – realizzati in bronzo a partire dal calco di cortecce secolari. La carta geografica impressa sulla superficie, tra ferite, suture e scarti mette in luce, incalzata dalla forma sferica finale, la solidità di un gesto che abbraccia il mondo, costruendo, citando la curatrice Eleonora Raspi, un grande archivio della memoria, nel quale tutti – nel tempo e nello spazio – possano riconoscersi.
La scultura secondo Thüngen-Reichenbach
Sono opere che l’artista sviluppa, all’interno della sua ricerca, in bronzo, cemento, materiali plastici e vetro di Murano, a dimostrare una grande disinvoltura nella trattazione della materia (anche se a Volterra resta protagonista il bronzo, materiale nobile della statuaria monumentale, qui al servizio di istanze ecologiche e di una esperienza sensuale). Disinvoltura che torna anche nel confrontarsi con soggetti differenti come lecatacombe paleocristiane. Qui Thüngen-Reichenbach realizza dei calchi in silicone e li utilizza come base per il suo bassorilievo in carta washi Omega fondendo insieme due tradizioni. Si incrociano le origini del cristianesimo (I-V secolo d.C) e le fibre ottenute dal gelso da carta del supporto introdotto in Giappone nel 610, utilizzata poi per origami e ukiyo-e, in un’apoteosi di spiritualità laica, che ritorna nella serie di bronzi DNA.

Il senso del tempo e della memoria
Le opere, spiega Alessandro Tusset di Collalto, “non rappresentano la Natura: ne evocano la coscienza profonda. Come reliquie di un tempo sospeso, in esse la materia conserva il ricordo del vivente, ma al tempo stesso lo trascende, trasformandolo in una meditazione universale sulla fragilità dell’esistenza e su una possibile eternità”. E in questo tentativo di imprimere, come suggerisce il titolo, dei segni sul tempo e nella memoria, con i denti, con la pelle, con ciò che in fin dei conti resta di noi, Thüngen-Reichenbach dichiara una partecipazione passionale e fisica, un essere anima e corpo con la scultura. In un movimento che avvolge artista, natura e storia e coinvolge anche la percezione del visitatore. Raggiungendo la volta celeste in un moto siderale: i suoi meteoriti giungono dallo spazio fino a noi per parlarci di noi, di cosa abbiamo dimenticato, di cosa possiamo ancora ricordare.
Santa Nastro
Volterra // fino al 1 novembre 2026
Janine Thüngen-Reichenbach. Indentations of Memory
Kalpa Art Gallery – Via Porta all’Arco 22-24
Scopri di più
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati