A Capri il paesaggio si guarda con occhi artistici, umani e artificiali: il festival compie 10 anni

È dedicata all’importanza dell’osservazione la decima edizione della rassegna curata da Arianna Rosica e Gianluca Riccio ad Anacapri, negli spazi di Villa San Michele. La mostra dal 6 settembre all’8 novembre 2026

Ad Anacapri sono dieci anni di Festival del Paesaggio. Un traguardo che invita alla riflessione sul percorso intrapreso per mettere al centro della ricerca curatoriale il paesaggio come utile chiave di lettura della realtà, maturato un’edizione dopo l’altra sull’isola di Capri, a partire dall’esperienza del Convegno sul paesaggio, promosso nel 1922 da Edwin Cerio, sindaco e intellettuale dell’epoca.

Arianna Rosica e Gianluca Riccio
Arianna Rosica e Gianluca Riccio

Dieci anni di Festival del Paesaggio di Anacapri

Dieci anni di storia sono un percorso lungo e difficile da raggiungere” spiegano oggi Arianna Rosica e Gianluca Riccio, che insieme, nel 2016, davano vita al Festival “Siamo molto contenti delle collaborazioni che abbiamo avviato, e della sinergia con Villa San Michele, che ci ospita e ci sostiene, sotto la guida di Kristina Kappellin”. Nella casa museo di Anacapri, che custodisce lo spirito del medico e intellettuale svedese Axel Munte, la rassegna ha trovato casa: “Ogni anno ci misuriamo con gli spazi interni ed esterni di un contesto storico e paesaggistico molto peculiare. E il percorso del festival si è sempre nutrito di residenze artistiche, di produzione e progettazione, da parte degli artisti invitati, in stretta relazione con la Villa e con l’isola. Al contempo abbiamo il respiro di una collaborazione internazionale (Villa San Michele è proprietà della Svezia, ndr), che ci ha portato anche a lavorare con l’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma”. Ma in questi anni sono maturate anche importanti relazioni locali, dal sostegno della Fondazione Tridama di Brunella Trimarco e Gianfranco D’Amato, ente che promuove il mecenatismo contemporaneo, alla partnership con il Jumeirah Capri Hotel. “Dunque il bilancio di questi primi dieci anni è molto positivo, per un traguardo difficile da ipotizzare in principio”, evidenziano i curatori.

Il paesaggio come spazio di ricerca curatoriale sull’isola di Capri

Negli anni, il Festival, nato con l’obiettivo di indagare il paesaggio contemporaneo non come cartolina, trovandovi invece le origini del rapporto tra uomo, ambiente e ricerca artistica, ha portato a Capri i più grandi nomi dell’arte contemporanea italiana e internazionale. “Quando abbiamo pensato al Festival del Paesaggio, entrambi già lavoravamo su questo territorio, che è bello e desiderabile, ma anche complicato. Abbiamo preso in eredità il progetto di residenze d’artista Travelogue, continuando a investire sugli artisti, che rispondono sempre con grande entusiasmo e sono coinvolti da subito nel lavoro di produzione. In base al tema che scegliamo, selezioniamo chi ci sembra più affine, giovani e affermati, con percorsi spesso molto diversi tra loro, e ricerche che spaziano tra media differenti. L’isola, per quanto radicata nell’immaginario collettivo, è spesso meno conosciuta di quello che pensiamo: dal confronto con il territorio e con la storia della Villa – le opere non ne stravolgono gli ambienti e la storia, dialogano con gli spazi: la cucina, la stanza da letto, il giardino… – nascono sempre progetti interessanti”.

Villa San Michele ad Anacapri
Villa San Michele ad Anacapri

Lo scambio tra il Festival del Paesaggio e Capri

Così il Festival del Paesaggio di Anacapri è riuscito a trovare una sua continuità in un contesto, come quello caprese, “in cui mancava un evento permanente incentrato sui linguaggi del contemporaneo, applicati non solo all’arte, ma anche al design”. Perché se Capri ha imposto la sua immagine nel mondo come luogo glamour e seduttivo, dall’altro lato “questi luoghi, proprio perché così desiderati, sono investiti da processi critici: l’overtourism, il consumo del territorio, l’impatto ambientale molto forte e le conseguenze di natura culturale che ne derivano. Il Festival, che torna a fare di questo spazio un luogo di produzione artistica, si propone di continuare a lavorare su questi aspetti”. Forte di un’organizzazione scrupolosa, necessaria quando si lavora su un’isola e auspicabile se l’intenzione è quella di lasciare una traccia permanente e connessa con il territorio: “Iniziamo a lavorare almeno con un anno di anticipo sull’edizione successiva, capiamo quali sono gli artisti più interessanti e giusti per i luoghi, favoriti dalla consuetudine che abbiamo instaurato con Villa San Michele. Ci sono (e ci sono stati) artisti molto generosi, capaci di lasciare segni profondamente connessi. Ciascuno di loro, tra cui sempre un artista svedese, risiede per una settimana nella Villa: si instaura un legame molto forte. Il nostro è un percorso lento e sedimentato”.

Villa San Michele ad Anacapri
Villa San Michele ad Anacapri

La decima edizione del Festival del Paesaggio di Anacapri: chi è l’osservatore?

Dal 6 settembre all’ 8 novembre 2026, la decima edizione del festival sarà dedicata alla figura dell’osservatore – The Observer, come recita il titolo, “anche in omaggio al lavoro presentato nel 2022 da Ilya ed Emilia Kabakov – la cui centralità è oggi messa in discussione dalla proliferazione delle immagini digitali e dall’emergere dei sistemi di visione artificiale. Dunque chi è l’osservatore? Come osserva? E cosa significa nel mondo contemporaneo continuare a porre l’accento sul valore (e la responsabilità) dell’osservazione? “Il tema di quest’anno introduce anche un elemento di circolarità: nel 2016 iniziammo con Luigi Ghirri, che ha concentrato il suo lavoro sull’osservazione della realtà. Ora ci chiediamo cosa significhi oggi osservare la realtà”, spiega Riccio. “Ogni anno lo sforzo è quello di mantenere un piede ancorato alla storia dell’arte e dei luoghi e un piede ben rivolto al presente e al futuro. Stavolta ci concentriamo sulla figura dell’osservatore, che ha una precisa storia all’interno dell’iconografia, forse un po’ sottovalutata, e la riportiamo all’attualità: chi è che osserva oggi? L’esperienza dell’osservazione si può ancora intendere in senso fisico oltre che ottico mentre intorno proliferano gli agenti artificiali che guardano al posto nostro?”.

Luca Vitone, Villa Arson, Nizza, 2004
Luca Vitone, Villa Arson, Nizza, 2004

Gli artisti del Festival del Paesaggio di Anacapri 2026

Si interrogano su questi punti Francis Alÿs, Ali Cherri, Irene Fenara, Andrea Francolino, Eva Giolo, Elisa Sighicelli, Luca Vitone e Klara Zetterholm, le cui installazioni, nella sede storica del festival a Villa San Michele, accompagneranno il pubblico a riflettere sulla dimensione contemplativa del paesaggio naturale e storico, sul rapporto che intratteniamo con i nostri archivi visivi – personali e collettivi – e sull’osservazione intesa come esperienza condivisa e comunitaria, più che come gesto individuale. “Avremo una polifonia di sguardi, da artisti anche generazionalmente molto diversi tra loro, che lavorano con mezzi differenti. Ci saranno molti video e molti film, proprio in funzione del tema dato”. Luca Vitone, per esempio, presenterà una serie di cannocchiali installati nel giardino, con effetto sorpresa: “Non punteranno a paesaggi di Capri, ma apriranno sguardi su altri luoghi e orizzonti, coinvolgendo i visitatori in un confronto interattivo e inaspettato. Il suo lavoro farà da cerniera tra gli spazi interni e quelli esterni”.

Sempre a Villa San Michele, Andrea Francolino (protagonista il 3 settembre della performance/passeggiata Humus) presenterà il suo lavoro per The Flag Project, progetto di arte pubblica del Festival giunto alla sua quarta edizione: tre grandi bandiere sostituiranno quelle italiana, svedese ed europea poste solitamente davanti all’edificio; sabato 5 settembre, alle ore 18, l’installazione sarà attivata da una performance nel giardino della Villa, aperta alla partecipazione del pubblico.
Ma è possibile che nel corso del Festival anche altri luoghi dell’isola saranno raggiunti da attività del Festival, che punta ad ampliare il suo raggio d’azione.

Il premio Jumeirah Capri Palace

Il Festival del Paesaggio di Anacapri è anche contenitore, dallo scorso anno, del premio Jumeirah Capri Palace dedicato alle arti visive, istituito in collaborazione con Jumeirah Capri Palace Hotel di Anacapri. La seconda edizione vede la giuria presieduta dal critico e curatore francese Nicolas Bourriaud, e composta da Claudio Cerasa, Brunella Trimarco, Ermanno Zanini e Marco Zappalorto. Domenica 6 settembre, alle 11, presso il bar degli artisti del Jumeirah Capri Palace Hotel, è prevista una conversazione aperta al pubblico con Bourriaud e i curatori del Festival.

Livia Montagnoli

Festival del Paesaggio di Anacapri // dal 6 settembre all’8 novembre 2026
Villa San Michele, Anacapri – Capri
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