Infanzia come riflesso della vita adulta. Luca Staccioli in mostra a Milano

Il dialogo tra l’artista e il suo alter ego bambino funge da motore per un’intensa attività di rielaborazione. Tempo libero e produttività, luoghi e sogni si fondono

La mostra Wake-up call di Luca Staccioli (Imperia, 1988) presentata da ArtNoble trasforma lo spazio della galleria in un luogo di gioco e re-immaginazione. Attraverso un’ampia selezione di lavori e differenti mezzi espressivi – tra cui sculture, installazioni, fotografie, ricami, disegni e suoni – Staccioli sfida i processi di standardizzazione estetica e identitaria perpetuata dai mass media. Le sue opere ibride combinano elementi di fantasia infantile, oggetti quotidiani, immagini diffuse su internet e archivi storici. Lo scopo è quello di invitare il visitatore a porsi domande critiche sulla società contemporanea: una realtà distorta dal consumismo e dalla produttività.

Luca Staccioli, Wake Up Call, installation view at ArtNoble gallery, Milano, 2023. Photo credit Michela Pedranti

Luca Staccioli, Wake Up Call, installation view at ArtNoble gallery, Milano, 2023. Photo credit Michela Pedranti

LA MOSTRA DI STACCIOLI DA ARTNOBLE

Una volta entrati negli spazi della galleria, la percezione iniziale potrebbe essere quella di un senso di confusione. Tuttavia, in questo ambiente alienante, il visitatore è guidato lungo un percorso che vuole rappresentare ciò che è rimasto di una vita degradata dall’eccessivo consumo. Una serie di opere multidisciplinari dai colori pastello sono esposte in tutti gli angoli della galleria, creando un’esperienza immersiva e coinvolgente. La serie Checkout è composta da sculture-giocattolo a forma di carrelli della spesa sparsi per terra, rappresentando l’iconografia degli iperveloci acquisti online, tipici della vita moderna. Alla parete, una serie fotografica intitolata Familiar stories (ritorni) documenta ambienti domestici ricostruiti con il play-doh e popolati da figure di carta tratte da foto d’archivio di detenuti. Questa è posta in dialogo con sei disegni intitolati Studio per una protesta, in cui prigionieri e memorie quotidiane si liberano e danzano insieme. Il percorso termina con Castello (di sabbia?), una grande installazione incastonata sulla parete realizzata in ceramica. Quest’opera richiama i bassorilievi dell’antichità, ma al posto di rappresentare battaglie, gesta eroiche o momenti di vita idilliaca, raffigura luoghi quotidiani come strade trafficate, parcheggi, supermercati, uffici e ambienti domestici asettici, privi di presenza umana. All’improvviso, un suono invadente come quello della campanella scolastica risuona nella galleria, una sveglia che pone la domanda: ci sentiamo ancora liberi? La campanella di Reality check invita a fermarsi e riflettere, per riscoprire i propri sogni d’infanzia, svegliarsi dall’incubo della vita moderna e cambiare.

Luca Staccioli, Wake Up Call, installation view at ArtNoble gallery, Milano, 2023. Photo credit Michela Pedranti

Luca Staccioli, Wake Up Call, installation view at ArtNoble gallery, Milano, 2023. Photo credit Michela Pedranti

L’INFANZIA COME CHIAVE PER CRITICARE LA SOCIETÀ

Staccioli sostiene che “l’immaginario infantile riflette e si riflette su quello quotidiano degli adulti. Il castello può rappresentare sia i sogni che gli incubi, così come una stanza o il carrello della spesa possono evocare il divertimento o l’ansia di chi non riesce ad arrivare a fine mese”. L’infanzia interessa l’artista in quanto momento non produttivo di gioco fine a se stesso e come momento ancora libero della costruzione del Sé, in contrasto all’omologazione e allo stress degli adulti. Attraverso uno sguardo giocoso, l’artista è in grado di nascondere tematiche politiche profonde, invitando lo spettatore a riflettere sulla società contemporanea, che spesso si concentra sul perseguimento di una frenetica vita capitalista a scapito della creatività individuale.

Sole Castelbarco Albani

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