Chiude lo Spirit de Milan nelle archeologie industriali delle ex Cristallerie Livellara. Milano perde non un locale ma un polo culturale
Serate danzanti, musica dal vivo, cene conviviali e valorizzazione delle tradizioni popolari. È stato tutto questo, negli ultimi dieci anni, il progetto ideato da Luca Locatelli alla Bovisa, negli incredibili spazi dell’ex stabilimento progettato da Antonio Sant’Elia. Ora la proprietà dell’immobile non rinnova il contratto
Oltre dieci anni fa, all’interno dell’ex stabilimento Cristallerie Livellara, alla Bovisa, Spirit de Milan iniziava la sua attività con l’idea di proporre un nuovo spazio di aggregazione per la città.
Alle origini di Spirit de Milan. Da Expo 2015 al progetto permanente
Nato nell’alveo di Expo 2015, il progetto ideato da Luca Locatelli (alla guida della società Klaxon, già fautrice del festival Swing’n’Milan), aveva in origine carattere temporaneo, destinato a protrarsi per sei mesi, proponendo una celebrazione della milanesità autentica – e dunque anche una rievocazione delle vecchie osterie – ai visitatori dell’Esposizione Universale e agli stessi milanesi nostalgici. Fu subito chiaro, però, visto il successo riscosso, che l’iniziativa avrebbe potuto trasformarsi in esperienza permanente, andando ben oltre la dimensione del locale d’atmosfera, per costruire, invece, un modello di centro culturale concretamente incline all’inclusività, in tempi in cui il concetto non era ancora stato intaccato dalla retorica dei fenomeni di tendenza.
Spirit de Milan: uno spazio culturale amato dalla città
Spirit de Milan è stato, dunque, fino a oggi, un luogo aperto alla musica dal vivo, alle serate danzanti, al teatro, alle cene conviviali, alle iniziative di quartiere, alla valorizzazione delle tradizioni popolari. Diventando punto di riferimento culturale per una comunità trasversale e vastissima. Anche il Wunder Markt – nato sempre nel 2015 da un’idea di Le Cannibale e New Girls – aveva trovato casa al suo interno negli ultimi anni, e proprio domenica 7 giugno avrebbe onorato l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva, tra musica, artigianato e voglia di fare festa.
Cosa c’è dietro la chiusura di Spirit de Milan: i problemi con la proprietà
Non sarà così, perché l’intera programmazione di Spirit de Milan – la sua esistenza per come è stata negli spazi recuperati delle ex Cristallerie Livellara – si interrompe con effetto immediato, “a seguito della scadenza del contratto d’affitto degli spazi che lo ospitano e della mancata concessione di una proroga da parte della proprietà”, si legge nella nota inaspettata diffusa a mezzo social.
“Nonostante le interlocuzioni avviate e le soluzioni prospettata per preservare l’attività, motivo per cui lo Spirit de Milan ha sempre mantenuto un atteggiamento più che collaborativo, sostenendo tutti gli obblighi contrattuali e investendo direttamente nel recupero e nella riqualificazione degli spazi, è stata evidenziata dalla proprietà la mancanza di volontà nell’individuare un percorso condiviso che consenta di proseguire il progetto, anche solo in una fase transitoria”, prosegue la nota. Un commiato amaro, come sottolinea un rammaricato Locatelli nel riferire di “uno spazio che a oggi sembra destinato a scomparire sotto le macerie”.
Il rapporto con la proprietà delle mura, del resto, si era progressivamente più complicato. A giugno 2017 risale l’ultimo contratto di affitto (6+6) concordato. Già nel 2020, però, la proprietà aveva notificato a Spirit de Milan un’ingiunzione di sfratto per procura, manifestando l’intenzione di vendere l’immobile a una società terza. Allora, il giudice diede ragione agli occupanti, non convalidando lo sfratto. Ma la proprietà decise di rivalersi non rinnovando il contratto per gli ulteriori 6 anni previsti, adducendo un intervento di ristrutturazione integrale dell’immobile. Nuovamente sottoposta a un giudice, la controversia fu conciliata.
Nel frattempo, Spirit de Milan si è dato da fare per trovare un’acquirente da sottoporre alla proprietà (chiaramente intenzionata a disfarsi dell’immobile) che fosse intenzionato a preservare il progetto come attività prevalente. Con la società individuata, dopo mesi di colloqui, le trattative sono state interrotte bruscamente. E una situazione analoga si è verificata negli ultimi mesi, a confronto con un secondo acquirente proposto da Spirit de Milan, che ad aprile 2026, dopo aver presentato un preliminare di acquisto concordato, ha visto chiudersi qualsivoglia interlocuzione con la proprietà. Questo, rivela ora Spirit de Milan, “perché la proprietà ha già una trattativa in fase avanzata con un soggetto terzo”.
Cosa c’è nel futuro di Spirit de Milan? E delle ex Cristallerie Livellara?
“È una notizia che speravamo di non dover mai dare, soprattutto non con questi tempi e modalità”, spiega Locatelli. Il nostro pensiero ora è per i nostri 60 dipendenti e per le persone che in questi anni ci hanno frequentato e per le quali siamo diventati un po’ casa. Speriamo di potervi dare presto notizie su come e dove potremo proseguire questa avventura”.
Un altro spazio culturale cittadino, com’era stato solo qualche mese fa per la Fondazione Il Lazzaretto, chiude battenti per l’impossibilità di mantenere lo spazio che l’aveva accolto e visto crescere. Ma l’auspicio (e a quanto sempre l’intenzione di chi l’ha creato) è che possa rinascere altrove.
E si capirà forse nei prossimi mesi quale futuro spetta agli incredibili spazi delle ex Cristallerie di Via Bovisasca, stabilimento progettato da Antonio Sant’Elia dove i fratelli Livellara iniziarono la loro attività nel 1921 (una parte della proprietà è ancora destinata all’attività aziendale). Spirit de Milan aveva affittato e risistemato un’area di circa 2mila metri quadri nel complesso, preservandone i pavimenti industriali, i pilastri in cemento armato, le pareti in muratura a blocchi, i serramenti in ferro, e allestendo anche il cortile adibito alle serate musicali e danzanti e alle cene all’aperto.
Livia Montagnoli
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