miart 2022: le migliori opere delle gallerie in fiera a Milano

Disegni, pitture, installazioni: la fiera milanese ha aperto al pubblico con una selezione di gallerie italiane e internazionali, affermate ed emergenti, fino ai progetti curati. Ecco 10 opere tra quelle che ci hanno colpito maggiormente

Visitabile fino a domenica 3 aprile, l’edizione 2022 di miart apre i battenti con una selezione di gallerie italiane e internazionali, emergenti e established. Sebbene caratterizzata da una forte presenza di pittura – spiccano in particolare gli artisti africani – non mancano all’interno della kermesse anche installazioni, sculture, disegni su carta, video, opere in piccolo e grande formato. Dopo aver curiosato tra gli stand (e avervi raccontato le 10 migliori gallerie della fiera) vi proponiamo qui una selezione delle 10 opere da non perdere.

-Giulia Ronchi

https://www.miart.it/

1. LORIS CECCHINI – GALLERIA CONTINUA

miart 2022 ph irene fanizza Loris Cecchini, Aeolian Landforms, Riyah Galleria Continua

Si intitola Aeolian Landforms, Riyah, l’opera di Loris Cecchini (Milano, 1969) appositamente prodotta in occasione della partecipazione di Galleria Continua a miart. Si tratta di un’opera di grande formato che ritrae un paesaggio desertico, dune di sabbia che riflettono la luce esterna, ottenuta tramite l’applicazione di un materiale simil-velluto su resina. L’intento è quello di riprodurre un elemento organico e paesaggistico attraverso materiali sintetici, con un effetto straniante chi guarda l’opera.

2. MARIO AIRÒ – GALLERIA VISTAMARE

miart 2022 ph irene fanizza, Mario Airò, M’illumino d’immenso, Vistamare

È intima e poetica la selezione di Mario Airò (Pavia, 1961) che la galleria Vistamare porta a miart, chiamata a partecipare alla sezione Decades negli anni 2000. Tre installazioni dedicate alla luce e al paesaggio, tra le quali spicca in particolar modo M’illumino d’immenso: un’opera ermetica (come il componimento poetico di Ungaretti da cui riprende il titolo), ideata per la prima volta in occasione della mostra LighLab, a cura di Letizia Ragaglia, al Museion di Bolzano nel 2005. Una semplice linea laser che riprende il movimento del suono generato dall’enunciazione del verso ungarettiano, linee verticali e orizzontali che generano una sinfonia muta nello spazio.

3. IVA LULASHI – PROMETEO GALLERY

miart 2022 ph irene fanizza Iva Lulashi Galleria Prometeo

Erotismo e inquietudine si mescolano nei dipinti di Iva Lulashi (Tirana, 1988), in fiera con Prometeo Gallery. Quello che la giovane artista albanese mette in scena è un universo quotidiano e controverso, a metà tra memoria e immaginazione, in cui corpi nudi, sesso e relazioni tra diverse figure assumono contorni angosciosi attraverso la pittura sfumata, la linea spezzata e i colori cupi, evocando la violenza latente insita nelle relazioni umane.

4. WAEL SHAWKY – LIA RUMMA

miart 2022 ph irene fanizza Wael Shawky, Cabaret Crusades, Lia Rumma

Un dromedario, un mostro marino, una mitica città arroccata su un colle: tutto si fonde e si mescola in un’unica forma nella scultura dell’artista egiziano Wael Shawky, esposto nello stand di Lia Rumma. Un lavoro tratto dalla serie Cabaret Crusades che rimanda all’omonima trilogia filmica, iniziata nel 2010 e conclusa nel 2015, nella quale l’artista rilegge e racconta le vicende delle Crociate dalla prospettiva e con gli occhi del mondo arabo. “Il disegno non è mai qualcosa che posso prevedere. Può diventare un animale collegato a una città, per esempio”, spiega Christov-Bakargiev, curatrice della mostra personale a lui dedicata al Castello di Rivoli nel 2016. “Ciò che voglio dall’opera è che alla fine sia sufficientemente precisa nei suoi dettagli da non potere più criticare le singole parti, perché essa sembra esistere realmente, da qualche parte“.

5. ANNA PERACH – ADA

miart 2022 ph irene fanizza Anna Perach, Ada

Artista ucraina nata in Israele, di base a Londra: Anna Perach (1985) arriva a miart grazie alla giovane galleria romana ADA, nella sezione Emergent. Colorate e potenti, le sue maschere tessili – tre modelli esposti in fiera, usate dall’artista anche durante le proprie performance – irrompono con energia e vitalità, rileggendo il passato in chiave contemporanea. Realizzate con l’antica tecnica del tufting e tessute a telaio, infatti, uniscono la tradizione folkloristica dei paesi dell’est con l’evocazione della potenza femminile più ancestrale.

6. ELMGREEN AND DRAGSET – KONIG GALLERY

miart 2022 ph irene fanizza Elmgreen and Dragset, Kev, Konig

Si potrebbe addirittura affermare che le nostre identità fisiche siano diventate più un ostacolo che un vantaggio”, hanno spiegato Elmgreen & Dragset in occasione della supermostra Useless Body, aperta alla Fondazione Prada di Milano in occasione della artweek. “Nel 19° secolo il corpo produceva i beni di consumo, mentre nel secolo successivo ha assunto prevalentemente il ruolo di consumatore. Nel primo ventennio del 21° secolo il corpo detiene lo status di prodotto i cui dati vengono raccolti e venduti dalle Big Tech. In un’epoca in cui la mercificazione dei dati personali da parte delle aziende tecnologiche è di dominio pubblico – seppur inutilmente – e l’influenza di queste organizzazioni su ogni aspetto della nostra vita è sempre più dilagante, ci fa un po’ paura pensare al ruolo futuro dei nostri corpi”. Il concetto di “corpo inutile” torna anche nell’opera esposta dalla galleria Konig a miart: Kev, il bambino ritratto nell’opera, giace per terra a faccia in giù, con indosso un completo da tennis e una racchetta caduta poco più in là. Un esito crudo e crudele, che diventa il simbolo universale della condizione umana contemporanea secondo la visione degli artisti.

7. WILFREDO PRIETO – FRANCESCA MININI E GALLERIA MASSIMO MININI

miart 2022 ph irene fanizza Wilfredo Prieto, Fake News, Massimo e Francesca Minini

Francesca e Massimo Minini arrivano in tandem alla fiera milanese, presentando uno stand condiviso in cui diversi artisti e media condividono gli spazi. Di particolare interesse è Fake News dell’artista cubano Wilfredo Prieto (Sancti Spíritus, 1978), una serie pittorica realizzata nel 2020, durante la pandemia. È nel momento di massima reclusione dettata dal lockdown, infatti, che il flusso di informazioni online ha espresso la sua massima potenza, non risparmiando i lettori da fake news e notizie “clickbait”. L’artista raccoglie e documenta quel momento – e le notizie più assurde scovate in rete – cambiandone completamente i connotati e traducendo le immagini che le accompagnano tramite brevi pennellate sulla tela nuda. Tratti veloci e perituri, così come un certo tipo di informazione web.

8. JEANNE GAIGHER – OSART GALLERY

miart 2022 ph irene fanizza Jeanne Gaiger Osart Gallery

Osart Gallery partecipa a miart con una selezione di giovani artiste contemporanee africane, tutte nate negli anni Novanta. A spiccare è, in particolare, la ricerca di Jeanne Gaigher, che mixa in modo libero e poetico tessuti, collage, stampe e pittura, utilizzando come supporto delle tele dalle forme irregolari. Al loro interno, prendono vita visioni surreali e allucinate – come in Love Potion, del 2021 – in cui i contorni della realtà si mescolano con quelli del sogno, mentre i contorni dei corpi che li abitano si disgregano nell’universo fluido.

9. TAFADAZWA TEGA – MIMMO SCOGNAMIGLIO

miart 2022 ph irene fanizza, Tafadazwa Tega, Mapatya, Galleria Mimmo Scognamiglio

La casa, la luce, gli affetti, la famiglia: sono gli ingredienti essenziali del variopinto mondo di Tafadazwa Tega (Zimbabwe, 1985), presentato dalla galleria Mimmo Scognamiglio. A colpire particolarmente è Mapatya, il ritratto di due donne (non è uno specchio, bensì la rappresentazione di due gemelle omozigote) colte nella stessa posa. Intimo e visionario, pop e surreale, a suggestionare ulteriormente nelle composizioni di Tega è l’elemento religioso dell’aureola, con cui circonda il capo delle due donne, tratto dalla tradizione bizantina.

10. KINKI TEXAS – ALESSANDRO CASCIARO ART GALLERY

miart 2022 ph irene fanizza, Kinki Texas, Alessandro Casciaro Art Gallery

Un universo popolato da incubi e sogni di sapore puerile occupa la superficie cartacea delle opere di Kinki Texas (Brema, 1969), portato in fiera da Alessandro Casciaro Art Gallery. Come una sorta di contemporaneo Kandinsky, le sue creature mostruose si muovono in uno spazio onirico esente da forza di gravità, terrorizzando lo spettatore e rassicurandolo allo stesso tempo. Un gioco o una minaccia? “Una sorta di anarchia pittorica, indifferente a qualunque timore di poter essere fraintesa, viene portata ai massimi livelli da righe scomposte, labbra rosse sghignazzanti, cavalli ed elefanti surrealisti in salsa daliniana, fucili sghembi, colori che fanno a pugni”, scrive il curatore Manuel Felisi in occasione della mostra in corso alla galleria di Bolzano, “un universo di formule caotiche prende forma nelle sue opere per creare ogni volta ambienti ed architetture sconvolgenti”.

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.