Arte pubblica a Milano. Le opere di Mario Airò, Alfredo Jaar e Kiki Smith a CityLife

Nell’ambito di ArtLine, progetto di arte pubblica che vede il parco milanese accogliere installazioni di arte contemporanea, sono state inaugurate le nuove opere di Airò, Jaar e Smith. Le immagini

Alfredo Jaar, Padiglione Rosso, 2022, courtesy ArtLine Milano, foto Alberto Fanelli
Alfredo Jaar, Padiglione Rosso, 2022, courtesy ArtLine Milano, foto Alberto Fanelli

Mario AiròAlfredo Jaar e Kiki Smith sono i protagonisti del nuovo intervento di ArtLine, progetto di arte pubblica promosso dal Comune di Milano che, dal 2020, vede il Parco di CityLife, adiacente al complesso architettonico dove svettano le tre torri di Zaha Hadid, Arata Isozaki Daniel Libeskind, riconfigurarsi come un museo a cielo aperto, con l’installazione di opere realizzate da importanti artisti del panorama contemporaneo. Quelle di Airò, Jaar e Smith – inaugurate durante la Milano Art Week 2022 – vanno così ad aggiungersi alle installazioni di Riccardo Benassi, Judith Hopf, Maurizio Nannucci, Adrian Paci, Ornaghi & Prestinari, Wilfredo Prieto, Matteo Rubbi, Pascale Marthine Tayou e Serena Vestrucci; prossimamente, invece, sarà la volta delle opere di Rossella Biscotti, Elisabetta Benassi, Jeremy Deller, Shilpa Gupta, Adelita Husni-Bey, Liliana Moro, Otobong Nkanga. Quella di Jeremy Deller, poi, è quasi pronta e successivamente ne inaugureranno altre per arrivare ad un totale di 20.

MARIO AIRÒ PER ARTLINE A MILANO

Atrio dello sguardo sul futuro è il titolo dell’opera di Mario Airò (Pavia, 1961), una scultura ipogea, “ispirata alla vocazione ‘ambientale/spazialista’ dell’arte d’avanguardia milanese”, spiega l’artista. “Prende spunto dal fegato di Piacenza, un piccolo bronzo tardo-etrusco, che fungeva da mappa per la lettura delle interiora dell’animale sacrificale. Alle varie parti del fegato e alle sue protuberanze è sovrapposta una mappa celeste, in modo da attribuire le manifestazioni presenti in esso all’influsso di questa o quest’altra divinità. L’idea”, continua Airò “era di accostare questa radice ancestrale, un po’ ctonia, a un luogo caratterizzato soprattutto dallo slancio verticale delle Tre Torri”.

Alfredo Jaar, Padiglione Rosso, 2022, courtesy ArtLine Milano, foto Alberto Fanelli
Alfredo Jaar, Padiglione Rosso, 2022, courtesy ArtLine Milano, foto Alberto Fanelli

ALFREDO JAAR PER ARTLINE MILANO

È uno spazio cubico caratterizzato da una vetrata di colore rosso l’opera di Alfredo Jaar, un Padiglione Rosso (la cui progettazione architettonica è stata eseguita da AOUMM) che offre una prospettiva e una visione alternativa del Parco di CityLife, “uno spazio per pensare allo stato della cultura e della finanza del mondo contemporaneo. Uno spazio per pensare allo stato della cultura e della politica del mondo contemporaneo. Padiglione Rosso è uno spazio di resistenza, uno spazio di speranza”, spiega l’artista. L’opera si candida ad essere una grandiosa attrazione, indubbiamente una delle installazioni più potenti di tutto il parco. Una esperienza coinvolgente, semplice, cangiante.

Kiki Smith, Guardiane, 2022, courtesy ArtLine Milano, foto Alberto Fanelli
Kiki Smith, Guardiane, 2022, courtesy ArtLine Milano, foto Alberto Fanelli

KIKI SMITH PER ARTLINE MILANO

Guardiane è invece il titolo dell’installazione di Kiki Smith, due sculture in bronzo che raffigurano due gatte come “benevoli protettori a guardia del quartiere”, spiega l’artista. “I gatti sono mistici compagni che ci donano gioia e conforto. Questi animali sacri, come molte altre creature viventi, sono oggi percepiti come un peso nelle città moderne. Abbandonati per motivi sociali ed economici, sono lasciati senza cure ed esposti a malattie. Spesso i loro organi riproduttivi sono distrutti per nostra comodità. Così come la perdita di varietà del mondo vegetale, anche la diversità genetica degli animali si va assottigliando. La mia opera per CityLife (Artline)”, conclude Smith, “si ispira ai gatti che vivono nel fossato del Castello Sforzesco”. 

 – Desirée Maida

www.artlinemilano.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.