Nuova caffetteria per la Triennale di Milano che diventa una jungla sostenibile

L’istituzione milanese ha rinnovato gli spazi della propria caffetteria, con un progetto di Luca Cipelletti, aprendosi così ai temi della sostenibilità ambientale

Caffè Triennale - Triennale Milano © foto Gianluca Di Ioia
Caffè Triennale - Triennale Milano © foto Gianluca Di Ioia

Un nuovo caffè: la Triennale di Milano saluta così l’avvento della primavera, rinnovando la propria caffetteria – all’insegna della sostenibilità e dell’efficientamento energetico – progettata dall’architetto Luca Cipelletti, impegnato inoltre nella direzione architettonica del Palazzo dell’Arte e nei lavori di valorizzazione dell’architettura di Giovanni Muzio, che Triennale porta avanti da anni. L’intervento “ha liberato lo spazio centrale della caffetteria, così da valorizzare l’asse prospettico dall’ingresso e rendere più visibili le grandi vetrate che affacciano su Parco Sempione”, sottolinea una nota dell’istituzione. Questo spazio centrale sarà quindi utilizzato per accogliere installazioni temporanee dedicate alla natura e alla sostenibilità (La prima opera che viene presentata è GL 03 di Andrea Branzi), temi, questi, attorno cui ruota tutto il progetto architettonico e non solo. Lavazza, che è partner istituzionale di Triennale Milano, condivide con l’istituzione il medesimo impegno: al caffè infatti vengono servite miscele della linea La Reserva de Tierra, provenienti da territori e comunità coinvolte in progetti di responsabilità sociale. Inoltre la caffetteria è connotata dalla presenza di piante provenienti dai vivai di Vanucci Piante di Pistoia, creando così una sorta di continuità con il verde del Parco del Sempione. Elemento di design della caffetteria sono le lampade di Artemide, ovvero le modulari Alphabet of Light e Gople di BIG (Bjarke Ingels Group), il bancone riprogettato da Lavazza coinvolgendo l’illustratrice e graphic designer Raikhan Musrepova e i tavoli disegnati per Triennale da Giulio Iacchetti e le sedute di Molteni.

– Desirée Maida

https://triennale.org/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.