David Claerbout e Francesco Simeti in mostra a Piacenza

XNL a Piacenza ospita due mostre differenti ma complementari, che riuniscono le opere del belga David Claerbout e del palermitano Francesco Simeti

Nato come stabilimento agli albori del Novecento e poi frequentato per decenni dai cittadini di Piacenza come sede dell’Enel, XNL (ex Enel, appunto, da leggere senza vocali) si rivela uno spazio pieno di fascino e di promesse. Situato in prossimità dei due maggiori teatri della città, del Conservatorio e della Galleria Ricci Oddi, si propone, come spiega Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, di “valorizzare la trasmissione dei saperi, utilizzando gli strumenti culturali come modo per interpretare il presente e immaginare nuovi scenari”. Sottoposto a una calibrata remise en forme architettonica, aveva inaugurato in grande con La rivoluzione siamo noi, mostra dedicata al collezionismo italiano contemporaneo. Dopo l’interruzione forzata di due anni ecco ora questa Anteprima, che celebra l’avvio del progetto di arte contemporanea diretto da Paola Nicolin: intervallato da una mostra di Klimt di prossima apertura, prenderà ufficialmente il via a partire da settembre.

David Claerbout, The pure necessity, 2016. Installation view at XNL, Piacenza 2022. Courtesy XNL Piacenza. Photo Daniele Signaroldi

David Claerbout, The pure necessity, 2016. Installation view at XNL, Piacenza 2022. Courtesy XNL Piacenza. Photo Daniele Signaroldi

LE OPERE DI DAVID CLAERBOUT A PIACENZA

L’area espositiva principale consta di due grandi spazi sovrapposti, tra loro omologhi, che nel presente allestimento si mostrano connessi in una dinamica speculare. Al pian terreno è di scena David Claerbout (Kortrijk, 1969), per la prima volta presente in Italia dopo la grande retrospettiva al MART di una decina d’anni fa. Sofisticato indagatore dei rapporti fra fotografia e cinema, l’artista belga presenta qui The Pure Necessity (2016), frutto di tre anni di lavoro passati a rivisitare e ridisegnare completamente i fotogrammi de Il libro della giungla di Walt Disney. Gli animali selvaggi mantengono i connotati fumettistici e ammiccanti ereditati dall’originale, ma svuotati della loro energia antropomorfa, della loro caricaturale vitalità buffonesca. Anziché danzare, cantare ed esibirsi in altre pagliaccerie, ritrovano la loro dignità e il loro stato di natura: comme il faut, non fanno altro che rincorrersi, spulciarsi, sonnecchiare e annusare l’aria. Lo sconcerto deriva dallo scarto tra l’aspettativa ingenerata dai loro lineamenti da cartone animato e la constatazione dei loro comportamenti da documentario zoologico.

Francesco Simeti, come un limone lunare – che non riposa mai, 2022. Installation view at XNL, Piacenza 2022. Courtesy XNL Piacenza. Photo Daniele Signaroldi

Francesco Simeti, come un limone lunare – che non riposa mai, 2022. Installation view at XNL, Piacenza 2022. Courtesy XNL Piacenza. Photo Daniele Signaroldi

FRANCESCO SIMETI IN MOSTRA DA XNL A PIACENZA

Allo schermo tecnologico di Claerbout corrisponde al piano di sopra Curtain (2017), di Francesco Simeti (Palermo, 1968), un’installazione che a tutta prima richiama elementi di tappezzeria, ma il cui pattern figurativo, a uno sguardo più attento, prende in contropiede lo spettatore e lo sfida ad affinare lo sguardo, in quanto il techno-collage con cui è realizzato si carica di rimandi colti e di sofisticate citazioni iconografiche. Lo spiazzamento avviene appunto in questa frizione fra l’apparente banalità quotidiana dell’installazione fisica e il suo trasformarsi in terreno per ardui accostamenti di prelievi storico-artistici. Allo stesso modo, Rubble (2007), fatto di incastri e di intersezioni di immagini, come in quei giochi didattici in cui una serie di figure si prestano a essere innestate le une sulle altre in articolati castelli di carte, rivela un’iconografia straniante: in luogo di rassicuranti illustrazioni, immagini di rovine e disfacimento.
Nelle realizzazioni di entrambi gli artisti, pur così diverse per modalità culturali e per i media usati, si parte da prodotti di consumo, nell’un caso di intrattenimento e nell’altro di arredamento e di decorazione, per incepparli poi nel loro funzionamento canonico e proiettarli in costellazioni di senso inedite e sorprendenti.

Alberto Mugnaini

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Alberto Mugnaini

Alberto Mugnaini

Alberto Mugnaini, storico dell’arte e artista, si è laureato e ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università di Pisa. Dal 1994 al 1999 ha vissuto a New York, dove è stato tra i fondatori del laboratorio di design “New York…

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