Presentato il programma espositivo del Mart di Rovereto per il 2021-2022

Tantissimi appuntamenti da Depero New Depero alla mostra del falsario Dossena, da Canova tra innocenza e peccato a Wainer Vaccari, sino al secondo appuntamento della rassegna Ex Post

Fortunato Depero, Grattacieli e tunnel, 1930, Mart, Fondo Depero
Fortunato Depero, Grattacieli e tunnel, 1930, Mart, Fondo Depero

Voli pindarici, peripezie narrative, labirinti gossipiani – un po’ difficili da seguire ma divertenti se si conoscono gli antefatti -: il presidente del Mart Rovereto, Vittorio Sgarbi, annuncia il prossimo programma espositivo del Mart di Rovereto per il 2021/22. Le mostre, che si susseguiranno nella stagione autunno-inverno, condividono la pertinenza al filone curatoriale già impugnato da Sgarbi: cucire il legame tra passato e presente, tra antico e moderno. Il Presidente tiene anche a precisare il ruolo di coloro che lo affiancano: nel Consiglio di Amministrazione Silvio Cattani, vicepresidente, e Dalia Macii, consigliera. Mentre il Comitato Scientifico è composto da Stefano Bruno Galli, Giordano Bruno Guerri, Emilio Mazzoli, Riccardo Muti, Moni Ovadia. Dal 2020, il Direttore generale è invece Diego Ferretti.

Mali Weil, Erotica (serie), 2017 2018, courtesy l’artista
Mali Weil, Erotica (serie), 2017 2018, courtesy l’artista

 

IL PROGRAMMA DI MOSTRE DALLA A ALLA Z

 

Nei prossimi mesi le 3 sedi del Mart – l’edificio dell’architetto svizzero Mario Botta a Rovereto, Casa Depero e la Galleria Civica di Trento – ospiteranno ben 8 mostre.
La più attesa è senz’altro Depero New Depero, a cura di Nicoletta Boschiero. La stagione si inaugura con la retrospettiva sullo scultore Alceo Dossena, completandosi poi con il confronto su Piero Guccione e Achille Perilli e con il progetto dedicato a Romolo Romani, epigono di Fortunato Depero.
La mostra dedicata ad Alceo Dossena (Cremona, 1878 – Roma, 1937), abilissimo falsario con studio a Via Margutta, in grado di emulare tutti gli stili – creava opere ex novo calcando il gusto di Giovanni e Nicola Pisano, Donatello, Mino da Fiesole, Desiderio da Settignano, Andrea del Verrocchio, il Vecchietta -, ruoterà anche intorno ad un avvenimento di memoria storica. Si tratta del celebre e scanzonato caso della burla Modigliani. Tre ragazzi con martello, cacciavite e trapano elettrico creano una testa nello stile di Amedeo Modigliani e la gettano nel Lungomare di Livorno ma le teste ripescate, alla fine, sembrano essere tre. Due sono infatti del falsario Lino Frongia famoso per essere riuscito a trarre in inganno persino il Louvre: eseguiva copie da Cranach, Franz Hals, Orazio Gentileschi, El Greco.
Sarà poi il turno dell’esposizione Canova tra innocenza e peccato che inaugurerà una settimana prima di Natale. Come la precedente su Botticelli, la mostra mira a costruire un ponte con le creazioni artistiche attuali chiamando all’appello scultori – Leone Tommasi, Giuseppe Bergomi, fino ai giovani Livio Scarpella, Elena Mutinelli, Jago -; fotografi che hanno dialogato con la bellezza del corpo – Wilhelm Von Gloeden, Helmut Newton, Robert Mapplethorpe, Edward Weston, Richard Avedon, Irving Penn -; fotografi la cui ricerca ha guardato più all’imperfezione come Miroslav Tichý con i suoi scatti rubati di nascosto, immortalando le donne di passaggio per le strade; infine fotografi che hanno documentato le sculture neoclassiche di Canova.
Alla Galleria Civica dal 3 ottobre apriranno, a cura di Gabriele Lorenzoni, Ex post 2 focus su quattro artisti trentini selezionati dai quaderni dell’ADAC (archivio di monografie di artisti trentini) e dal 20 novembre Wainer Vaccari.

 

 

 

DEPERO NEW DEPERO

  

Mentre presso la Casa d’arte futurista Fortunato Depero aprirà Depero e la sua Casa d’Arte a cura di Maurizio Scudiero dal 16 ottobre 2021 al 27 marzo 2022, in concomitanza nella sede principale del Mart verrà inaugurata l’attesissima Depero new Depero.
La curatrice Nicoletta Boschiero spiega come sarà strutturata l’esposizione: “in Depero non c’è gerarchia tra arazzi, bozzetti, oli su tela, opere di arte applicata: è un arte democratica che ha ispirato i designer del Gruppo Memphis come Ettore Sottsass e Alessandro Mendini”. Boschiero definisce l’arte di Depero “problematica”, riferendosi alla natura delle sue opere che sconfinano nel merchandising: “quando furono importate in America il dazio fu salatissimo, si credeva fossero merci e non creazioni artistiche”.
La mostra si articola in più sezioni. Ricostruzioni si focalizza sul recupero delle due scenografie andate perdute, i Balli Plastici e Le chant du rossignol. Effetto Depero parte dalle due grandi mostre – la prima, Ricostruzione futurista dell’universo, curata da Enrico Crispolti a Torino, scomparso nel 2018, la seconda Futurismo & futurismi (1986) a Palazzo Grassi – che ebbero il merito di riportare in auge la figura dell’artista, ispirando designer come Sottsass e Mendini. America si sofferma sui legami di Depero con New York e con alcune pellicole cinematografiche – come Pallottole su Broadway di Woody Allen, dove compare un’opera gigantesca di Depero, o Toys (1994) un film, ora acquisito dalla Disney, con Robin Williams – e sulla ricostruzione video, eseguita da parte dell’Istituto Barlumen dell’opera Drama. Nel 1929, dopo il crollo di Wall Street, Depero immagina un’utopica New York, quella che avrebbe incontrato se fosse capitato lì in un altro momento storico, realizza così una Maquette. Vi compaiono i luoghi ai quali è affezionato che assumono le forme estetiche e simboliche tipiche dello stile deperiano: Broadway, la metropolitana e il luna park di Coney Island.
In ultimo, Museo propone un affondo nell’opera dell’artista attraverso il suo fornito archivio di documenti, riviste e fotografie.

 

– Giorgia Basili

 

http://www.mart.trento.it
Catalogo mostra Botticelli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.