Storia e tempo. David Claerbout a Basilea

Schaulager, Münchenstein – fino al 22 ottobre 2017. L’artista belga mette in scena un’immaginaria trasformazione in rovine di uno dei simboli del Terzo Reich. Usando come supporto la tecnologia digitale.

È una grande installazione video quella proposta da David Claerbout (Kortrijk, 1969) allo Schaulager di Basilea. Il soggetto unico del lavoro, dal titolo Olympia, è lo stadio olimpico di Berlino, costruito dal Terzo Reich per le Olimpiadi del 1936, quelle celebrate dal film omonimo della regista Leni Riefenstahl. L’architetto era Werner March, che, a sua volta, aveva sviluppato il progetto di venti anni precedente di suo padre Otto. Olimpiadi che avrebbero dovuto celebrare il trionfo fisico della “razza ariana”, ma così, fortunatamente, non è stato.
L’artista belga ha ricostruito lo stadio attraverso il digitale. Ha calcolato, quindi, un invecchiamento di circa mille anni a partire da marzo 2016.
Il lavoro di Claerbout è una riflessione sul tempo, ma anche la testimonianza della decadenza delle cosiddette ideologie nei confronti dell’invecchiamento biologico e naturale, il tutto in rapporto alla relativa brevità della vita umana.

Angela Madesani

Münchenstein // fino al 22 ottobre 2017
David Claerbout. Olympia
SCHAULAGER
Ruchfeldstrasse 19
www.schaulager.org

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AutoreDavid Claerbout
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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.