Nuova sede per la annarumma gallery a Napoli. Insolita, condivisa e con vista su Capri

Al terzo piano di un palazzo vista mare la nuova sede della galleria di Francesco Annarumma, che ci ha raccontato di questa nuova avventura da lui definita “insolita”: la galleria infatti condivide gli spazi con uno studio notarile, dando vita a una sorta di co-working

Nuova sede della annarumma gallery, Napoli
Nuova sede della annarumma gallery, Napoli

“Con dispiacere sono stato costretto a lasciare lo spazio di via del Parco Margherita a Napoli… La ricerca della nuova location è FORSE giunta al termine. Nel corso di questi anni, nel mio piccolo, ho sempre cercato di essere innovativo… credo che anche stavolta farò qualcosa di insolito”. Con questo post social, Francesco Annarumma – titolare da quasi vent’anni della omonima galleria a Napoli – annunciava il trasferimento in una nuova sede, da lui definita “insolita”. Insolita rispetto a ciò che ci si aspetta (o siamo abituati a vedere) da una galleria d’arte – uno spazio su strada, un white cube, un unico ambiente possibilmente “neutro” dentro al quale costruire progetti espositivi – e proprio per questa ragione innovativa, per svariati motivi. Uno su tutti, la nuova sede della annarumma gallery sorgerà al terzo piano di un palazzo di Via Partenope 1, sempre a Napoli, all’interno di un appartamento condiviso con uno studio notarile. Quello della annarumma gallery, insomma, può essere definito tra i primi casi di galleria d’arte in un co-working. Come mai questa scelta definita per l’appunto “insolita”? “Quando ti rendi conto che lo spazio fisico non è più indispensabile, se ti ritrovi a cercare un nuovo spazio lo fai con una logica diversa”, ci racconta Annarumma.

LA NUOVA SEDE DELLA GALLERIA ANNARUMMA A NAPOLI. LA STORIA

“Le circostanze che hanno portato alla scelta del nuovo spazio sono nate poco alla volta, frutto anche delle riflessioni sorte durante il primo lockdown”, continua Annarumma. “In quel periodo mi sono accorto che in fondo lo spazio fisico è necessario ma non indispensabile perché, più che in altri momenti, mi sono molto impegnato sui social, in particolare su Instagram, continuando a vendere (a New York, Los Angeles, Malesia, Cina, Russia, Romania). È una cosa che avevo già pronosticato diversi anni fa, ovvero che Instagram avrebbe avuto un ruolo fondamentale nell’arte, e la pandemia ha anticipato e amplificato questo fenomeno”. La pandemia ha quindi spinto Annarumma a una riflessione sull’importanza e sul ruolo dello spazio “galleria”, inteso dal punto di vista fisico e concettuale. Dato che lo spazio fisico “non è indispensabile”, quindi, “ho cominciato persino a pensare di andare in provincia. Ma con Napoli ho sempre un forte legame. Ho visto tantissimi spazi, molti inadeguati o a prezzi inaccessibili; poi sono venuto a conoscenza, tramite l’artista napoletana Carla Viparelli e il collezionista Mario Colonna di Sorrento, di una notaio che aveva intenzione di cedere alcune stanze del suo studio a una diversa destinazione”.

LA NUOVA SEDE DELLA GALLERIA ANNARUMMA A NAPOLI: UN NUOVO MODO DI CONCEPIRE LE GALLERIE D’ARTE?

“È l’attuazione del mio sogno”, continua Annarumma, “avere una galleria che si affaccia sul mare. Ho tre stanze più un deposito e tre balconi con vista su Capri”. Quello di Annarumma è il primo caso, almeno in Italia, di galleria d’arte che nasce all’interno di uno spazio condiviso, in co-working. Una soluzione decisamente insolita, come sottolineato più volte dallo stesso gallerista, ma anche in linea con i tempi attuali sotto diversi punti di vista. “Ho preso lo spazio con un contratto di concessione di spazi attrezzati”, sottolinea Annarumma, “soluzione molto vantaggiosa per numerose ragioni e che potrebbe rappresentare una soluzione interessante anche per i giovani che vogliono aprire una galleria d’arte. Rappresenta un’agevolazione dal punto di vista fiscale e anche burocratico. E poi”, conclude Annarumma, “il gallerista è il ‘professionista’ del mondo dell’arte, quindi mi pare quasi ovvio che la sua figura possa essere accostata a quella di altri professionisti. Quando ti rendi conto che le quattro mura non sono indispensabili, acquisisci una elasticità mentale per cui certi schemi e certi dogmi circa la professione vengono a cadere, e questa è una delle ‘conseguenze’ della pandemia”. Il nuovo spazio sarà inaugurato l’8 gennaio 2022, con una mostra di sole artiste donne dal titolo The bright side of the Moon.

– Desirée Maida

www.annarumma.net/site/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.