Come riutilizzare l’incompiuto. Gli Alterazioni Video in mostra al Museo Nivola di Orani

Il collettivo artistico – da 15 anni impegnato nella mappatura e nello studio del fenomeno delle opere pubbliche rimaste incompiute in Italia – presenta, nell’ambito della mostra al museo sardo, un video in cui ipotizza tra reale e surreale un riutilizzo dell’incompiuto e abbandonato Palasport di Nuoro

Alterazioni Video, Appunti per un parco incompiuto, Palasport di Nuoro
Alterazioni Video, Appunti per un parco incompiuto, Palasport di Nuoro

Una serie di piloni mozzi in cemento armato si ergono tra le sterpaglie delle campagne di Nuoro, uno scheletro architettonico che mai sarà un Palasport, quello che avrebbe dovuto essere se la sua costruzione non fosse rimasta incompiuta. Cosa fare, quindi, di queste opere pubbliche rimaste incompiute? È possibile per loro immaginare una nuova destinazione d’uso che possa, in qualche modo, risollevarle dal limbo cui l’agire (o il non agire) umano le ha destinate? A mappare e studiare il fenomeno dell’Incompiuto su tutto il territorio nazionale è, da una quindicina d’anni, il collettivo Alterazioni Video (di cui fanno parte Paololuca Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu e Giacomo Porfiri), che ha addirittura teorizzato questo fenomeno ergendolo a stile architettonico, con tanto di manifesto. Dopo la mappatura e lo studio delle quasi 700 opere incompiute disseminate in tutta Italia, gli Alterazioni Video passano adesso a uno step operativo successivo: cambiare la destinazione d’uso delle architetture incompiute, dare loro una ragion d’essere che, con tutta evidenza, non hanno mai avuto, trasformarli in spazi polifunzionali, in luoghi di aggregazione per le comunità, in cinema, teatri, auditorium, senza però che ne vengano alterate le peculiarità architettoniche. A essere al centro di questa riflessione è proprio il (mai stato) Palasport di Nuoro protagonista, dal 30 ottobre 2021 al 13 febbraio 2022 al Museo Nivola di Orani, della mostra Alterazioni Video. Appunti per un parco incompiuto, a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda e Concettina Ghis.

L’INCOMPIUTO DEGLI ALTERAZIONI VIDEO AL MUSEO NIVOLA DI ORANI

“Può sembrare surreale, ma se la realtà è quello che rimane, con le opere incompiute dovremo farci i conti per tutto il ciclo di vita del calcestruzzo”, si legge nel libro degli Alterazioni Video Incompiuto: La nascita di uno Stile. “Conviene quindi iniziare a guardarsi allo specchio e imparare ad accettarle, partendo da un punto di vista che le renda finalmente parte del patrimonio comune. Ci sono molti motivi per aprire un nuovo capitolo della propria esistenza e ci sono altrettanti modi di farlo, poco importa cosa succederà dopo: quello che è importante è che ora lo stile Incompiuto esista e che abbia un nome, una dignità”. Il collettivo, in occasione della mostra al Museo Nivola, propone così di “ribaltare in positivo il fallimento”, trasformando in parco il l’incompiuto e abbandonato Palasport di Nuoro, attraverso un video in cui diversi personaggi mi muovono all’interno del palazzetto, per una narrazione che è reale e surreale insieme: un visionario guardiano di un campeggio che ha scoperto come viaggiare nello spazio-tempo, una giovane tiktoker persa tra i rovi, due turisti musicisti americani, un geometra rabdomante, i ragazzi del paese, un pastore, le forze dell’ordine, ognuno dei quali incarna uno dei caratteri descritti dagli Alterazioni Video nel Manifesto dell’Incompiuto: bellezza, terribilità, il passato corrotto. La porta ingresso del Palasport, unica parte dell’architettura a essere coperta, nel video diventa una sora di varco multidimensionale che collega tutti i vari Incompiuti italiani, dando vita a una sorta di grande parco archeologico dell’Incompiuto.

– Desirée Maida

Orani (NU) // dal 30 ottobre 2021 al 13 febbraio 2022
Alterazioni Video – Appunti per un parco incompiuto
Museo Nivola
Via Gonare 2
https://museonivola.it/

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Autore Alterazioni Video
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.