Arte e scienza nella personale di Josè Angelino a Spoleto

Tra le mostre allestite a Palazzo Collicola in concomitanza con il Festival di Spoleto c’è la personale di Josè Angelino. Una riflessione sul concetto di resistenza tra natura, fisica e interpretazione creativa.

Si intitola Resistenze il progetto site specific di Josè Angelino (Ragusa, 1977) allestito tra le sale del Palazzo Collicola di Spoleto. A essere scandagliati sono fenomeni come turbolenza, complessità, relatività, grazie a un’orchestrazione estremamente oculata di interventi mimetici, che vanno a inserirsi negli ambienti del Piano Nobile dell’edificio. I fenomeni fisici sono al centro della ricerca di Angelino che, tuttavia, li usa come espedienti narrativi per alludere a significati profondi e dal portato millenario. La luce, le vibrazioni, la temperatura e l’elettromagnetismo dispiegano la loro infinita gamma di possibilità costituendo una poetica espressiva dal sostrato umanista. In un’indagine antropologica che si concentra sulle origini, sull’incontro degli individui, sulle sinergie che ne scaturiscono, la fisica diventa un campo aperto fatto di convergenze, opposizioni, dinamiche sottili.

Josè Angelino, Roma by led, 2019 21, video still. Photo Eleonora Cerri Pecorella
Josè Angelino, Roma by led, 2019 21, video still. Photo Eleonora Cerri Pecorella

LE OPERE DI JOSÈ ANGELINO

Lipari è un’installazione di pietre pomici, al cui interno piccoli magneti si muovono urtando le pareti, fino a polverizzare la pietra e liberarsi dell’involucro. Un orologio fermo del XVIII secolo fa da sfondo, alludendo al tempo, al contatto, alla trasformazione.
In Roma By Led Josè Angelino registra il fenomeno dell’esaurimento progressivo delle lampadine Led dei lampioni: la luce sfarfalla emettendo dei fievoli bagliori che non enfatizzano i toni caldi delle architetture, mentre riferendosi a Mosquitos il curatore Davide Silvioli scrive: “Le frequenze utilizzate come stimolo – con l’intento di renderle visibili – sono quelle della risonanza di Schumann amplificate, ovvero una pulsazione caratteristica che la Terra possiede. Tale frequenza costante di 7, 83 hertz può essere considerata la media di tutti i fulmini che colpiscono costantemente il pianeta, facendo risuonare la cavità delimitata dalla superficie terrestre e dalla ionosfera”. Piccoli magneti sono intrappolati all’interno di bicchieri capovolti, se ne apprezza il ronzio continuo che producono, urtando la superficie di vetro.
Su una delle pareti dell’ultima sala, nove elementi in vetro sono composti da circuiti elettrici contenenti un gas, l’argon, che cerca il percorso più breve per attraversare i tubi: la corrente viene ostacolata da alcuni elementi opportunamente inseriti; la fisica sfida l’estetica e il fascino di questi apparati è veramente incredibile. Il colore azzurrino dell’argon è contrapposto al rosso acceso del neon di un’altra installazione senza titolo, il cui modulo si piega in un riccio, una voluta, suggerendo la tensione e insieme la forza di quest’opera luminosa.

Josè Angelino. Resistenze. Installation view at Palazzo Collicola, Spoleto 2021. Photo Eleonora Cerri Pecorella
Josè Angelino. Resistenze. Installation view at Palazzo Collicola, Spoleto 2021. Photo Eleonora Cerri Pecorella

LA NATURA SECONDO ANGELINO

Una volta Angelino ci ha confidato: “Cerco di mettere in atto un flusso di elettricità, che scorre da una parte all’altra, come in una pila quando l’elettricità scorre dal meno al più per chiudere il circuito. Si può sfruttare un cavo di rame o uno spazio vuoto. Io disturbo il flusso con un ostacolo, una biglia o una pallina. Il flusso ha un’intelligenza, se in un ruscello si aggiungono nuove pietre l’acqua si auto-organizza, cerca la strada più breve. Se articolassi dei labirinti l’elettricità risolverebbe subito il rebus, scegliendo la strada più corta. Conoscendo il suo comportamento, lascio disponibili varie strade. Se in una mensola c’è un piccolo foro, l’elettricità passerà da lì. Se disegno il letto di un fiume a zig zag, il fiume seguirà il corso, ma se aggiungo delle deviazioni facoltative l’acqua non mi seguirà. La natura sceglie la strada più consona alle sue caratteristiche.

Josè Angelino, Senza titolo, 2021, dettaglio. Photo Eleonora Cerri Pecorella
Josè Angelino, Senza titolo, 2021, dettaglio. Photo Eleonora Cerri Pecorella

LE ALTRE MOSTRE A SPOLETO

La personale di Angelino, che terminerà il prossimo 26 settembre, è accompagnata da un’esposizione di disegni di Giuseppe Penone, che ha commentato: “Un disegno dove l’azione del disegnare è il soggetto dell’opera, il mezzo indispensabile all’idea, al linguaggio, all’invenzione dell’immagine. Un disegno che non si esaurisce nell’effetto della sua tecnica ma che suggerisce una riflessione sul mondo e offre una visione inattesa della realtà”.
La collettiva Windows, a cura di Teodora di Robilant in collaborazione con la Galleria Alessandra Bonomo, ha invece invaso gli spazi del Chiostro di San Nicolò. Non è la prima volta che questo ambiente viene trasformato dall’arte: nel 1972 ha ospitato la mostra 420 West Broadway con 33 artisti rappresentati da Leo Castelli, André Emmerich, Ileana Sonnabend e John Weber; e la prima opera pubblica Wall Drawing #136 di Sol LeWitt a Spoleto.

Giorgia Basili

Dati correlati
AutoreJosè Angelino
Spazio espositivoPALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE - MUSEO CARANDENTE
IndirizzoPiazza Collicola, 1, 06049 - Spoleto - Umbria
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.