La mostra al MUDAM di Lussemburgo celebra i 40 anni di attività artistica di William Kentridge

​Fino al 30 agosto 2021, questa retrospettiva ripercorre i momenti salienti della poetica e della produzione dell’artista sudafricano noto a livello internazionale

William Kentridge, The Head and the Load
William Kentridge, The Head and the Load

La carriera artistica di William Kentridge (1955, Johannesburg) ha raggiunto i 40 anni. Per omaggiare l’artista sudafricano conosciuto a livello internazionale, il MUDAM di Lussemburgo ha aperto a febbraio la mostra More Sweetly Play the Dance, visitabile fino al 30 agosto 2021, che raccoglie tutti i media impiegati nella sua poetica: disegno, animazione filmata, sculture, performance, opere sonore e teatrali. Kentridge è conosciuto soprattutto per i suoi film d’animazione realizzati a carboncino, attraverso il suo caratteristico processo di cancellazione e recupero. La mostra è prodotta dal Mudam Luxembourg con la Philharmonie Luxembourg e il Grand Théâtre della città. All’ingresso campeggia la sagoma nera di un grande albero ricco di ramificazioni, con quattro enormi megafoni agli angoli della stanza che rievocano la Resistenza contro l’Apartheid, grazie alle rielaborazioni di un gruppo di compositori sudafricani.

Il murale di William Kentridge vandalizzato
Il murale di William Kentridge vandalizzato

L’OPERA DI WILLIAM KENTRIDGE

Nato bianco in un Sudafrica afflitto dall’Apartheid, William Kentridge è stato fortemente toccato dalla storia e dalle complesse vicende dell’attualità che entrano con irruenza nelle sue riflessioni poetiche, mordaci ed efficaci negli asciutti tratti formali, talvolta naive. Eppure Kentridge risulta estremamente emozionale e conturbante nelle sue sovrapposizioni a più livelli, come quando proietta le silhouette, tratteggiate a carboncino, sugli attori in scena nelle sue articolate pièce teatrali. Chi tra i romani può dimenticare Triumphs and Laments, i 550 metri di murales tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini, realizzati proprio sui muraglioni del Tevere nel 2016 per il natale dell’Urbe poi vandalizzati? La sua cifra stilistica, partendo dai disegni a carboncino sino ad arrivare alle opere teatrali, è inconfondibile. A settembre 2019 ha presentato Waiting for the Sibyl al Teatro dell’Opera di Roma, insieme alla rimasta in scena di Work in Progress di Calder. Nel suo lavoro il tempo presente e la storia si fondono in un’unica dimensione, in una metamorfosi continua. 

—Giorgia Basili 

More Sweetly Play the Dance
Fino al 30 agosto 2021
Mudam Luxembourg
3 Park Drai Eechelen, 1499 Luxembourg
https://www.mudam.com/exhibitions/

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.