La pittura concreta di Ermanno Leinardi a Oristano

Il Museo Diocesano di Oristano ospita la prima grande antologica di un maestro dell’Arte concreta in Sardegna. Fu lui l’inventore del Museo Civico di Calasetta.

Attraverso disegni, acquerelli, oli su tela e tappeti, tutta la produzione pittorica dal 1954 al 2004 di Ermanno Leinardi (Pontedera, 1933 ‒ Calasetta, 2006), va in scena al Museo Diocesano di Oristano ‒ dai debutti figurativi sino all’astrazione geometrica. Le opere in mostra provengono tutte dalla collezione degli eredi Leinardi.

LA PITTURA DI LEINARDI

Nelle prime opere figurativo-espressioniste, Leinardi si ispira al paesaggio sardo con le case, le sue marine e i boschi dai colori accesi, ma già qui inizia a studiare la linea, il colore e il segno grafico. Dopo gli esordi espressionistici nella seconda metà degli Anni Cinquanta, la sua pittura volge verso l’astrazione dal 1960, anno in cui rimane folgorato dalle opere di Jean Fautrier esposte alla Biennale di Venezia, che lo portano verso l’astrattismo geometrico. Nel 1961 realizza la sua prima personale a Cagliari con la presentazione del pittore Mauro Manca. Prosegue la sua ricerca sul segno e la geometria ed evolve il motivo del tondo nella scoperta della forma ellittica e della lettera “O” che caratterizza la sua produzione artistica, grazie al suggerimento datogli dalla caduta accidentale di una macchia di colore sul pavimento.
Partecipa alla IX Quadriennale d’Arte di Roma nel 1965 e nello stesso anno, nella galleria La Cornice di Cremona, condivide una personale con Antonio Calderara. Guidato dall’idea di formare un gruppo per la divulgazione dell’arte astratta, nel 1966 fonda il Gruppo Transazionale insieme a Tonino Casula, Ugo Ugo e Italo Utzeri. Nella Galleria degli Amici del libro, a Cagliari, con la presentazione di Corrado Maltese, il gruppo lancia il Manifesto Criterio Transazionale nelle arti della visione sul problema della percezione visiva.

Ermanno Leinardi e l'ovale
Ermanno Leinardi e l’ovale

LA CARRIERA DI LEINARDI

Dipinge le Transazioni, opere seriali in bianco e nero, dove le O scorre liberamente sul piano pittorico in uno spazio mentale colore-non colore di difficile decodifica e interpretazione. Collabora con Giulio Carlo Argan e nel 1970 partecipa alla X Quadriennale d’Arte di Roma, dove Palma Bucarelli, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, fa acquistare la sua opera TS 20.
Negli Anni Settanta, attraverso la tecnica dell’acquerello, scelto per le trasparenze e variazioni cromatiche, e le tecniche grafiche quali l’acquaforte, l’acquatinta, la litografia e la serigrafia, torna al colore e allo studio dei toni, dando vita a composizioni cromatiche animate da semplici elementi: il cerchio, l’ellisse e la linea.
Dal 1993 è stato direttore artistico dell’Associazione Culturale Concreto, Studio d’informazione estetica, realizzando oltre quaranta mostre di artisti internazionali come Michel Seuphor, Bice Lazzari, Aurelie Nemours, presso la Torre Civica di Calasetta.
Nel 2000 realizza il suo sogno: il Museo Civico d’Arte Contemporanea di Calasetta, per la divulgazione dell’arte astratta e concreta in Sardegna, di cui è stato direttore artistico organizzando numerose esposizioni di pittura e grafica di artisti italiani e stranieri e al quale ha donato parte della sua collezione privata.
La mostra, accompagnata anche da un documentario sull’artista, dopo questa tappa a Oristano, proseguirà a Sassari e Roma.

Alessio Onnis

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Alessio Onnis
Alessio Onnis (San Gavino Monreale, 1979) è un artista. Vive tra Guspini (VS) e Sassari. Formazione: Accademia di Belle Arti di Sassari. Si interessa principalmente di pittura e incisione. Ha partecipato a numerose mostre, tra cui: 2010 – Roma, La Città dell’Acqua, “Concorso d'Arte Internazionale Centro-Periferia”, a cura di Federculture; 2008 - Ancona, Mole Vanvitelliana, "Arrivi e Partenze. Italia", a cura di Alberto Fiz e Walter Gasperoni; 2007 - Nuoro, MAN Museo d'Arte della Provincia di Nuoro, "Sala 1 - Cruel Fairy Tales (Fiabe crudeli)", a cura di Roberta Vanali; 2004 - Milano, Show Room Elena Mirò, "Morbidamente Donna", a cura di V. Sgarbi; 2003 - Acqui Terme (AL), "Premio Acqui, VI Biennale Internazionale per l'Incisione"; 2002 - Imbersago (LC), Fondazione Corrente, "Premio Marlotti-Imbersago, VII edizione". Ha lavorato anche come docente e consulente storico artistico presso istituzioni pubbliche. Precedentemente ha collaborato per Exibart e dalla sua nascita con Artribune.