Merita attenzione la ricerca di Davide Mancini Zanchi, classe 1986, in mostra al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro con una serie di opere che guardano alla pittura, ai videogiochi e alla Street Art.

Era quasi un appuntamento annunciato, o piuttosto una felice coincidenza. Nel 2011 l’artista Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1986), allora studente all’Accademia di Belle Arti di Urbino, vince la prima edizione del Premio Centro Arti Visive Pescheria, destinato ai giovani talenti. Dieci anni dopo, Mancini Zanchi torna nello stesso spazio con Mira il mare mà lë, la sua prima personale in uno spazio pubblico, curata da Marcello Smarrelli, accompagnata da un testo di Gabriele Tosi e aperta fino al 3 ottobre alla Pescheria.

LA MOSTRA DI MANCINI ZANCHI A PESARO

Una mostra che l’artista ha concepito come una narrazione in due capitoli curata nei minimi dettagli, che asseconda la struttura architettonica dei due ambienti del Centro Arti Visive, il Loggiato dell’antica Pescheria e l’ex chiesa del Suffragio, relazionandosi anche con la posizione geografica della città di Pesaro, affacciata sul mare, che di fatto non è soltanto il principale protagonista della mostra, ma anche veicolo di una riflessione sulla morfologia della pittura contemporanea. Un racconto che parte dal titolo, riassunto in una frase che unisce spagnolo, italiano e dialetto urbinate, che significa “Guarda il mare ma lì”, a indicare una tautologia apparente ma in realtà ingannevole. Il primo mare che i visitatori possono scorgere dalle vetrate esterne del Loggiato è Trevor, una videoproiezione lunga trenta metri, dove le onde si susseguono in maniera quasi identica, con alcune piccole ma significative variazioni. Potrebbe essere la spiaggia di Pesaro, ma in realtà si tratta del mare che bagna Los Santos, la città immaginaria, ma ispirata da Los Angeles, dove è ambientato GTA V, un noto videogioco per la Playstation con protagonista Trevor Philips, che Mancini Zanchi, suggerisce Gabriele Tosi, “ha condotto sulla spiaggia pseudocaliforniana a guardare il mare”. Nonostante la spiaggia sia virtuale, simbolo del “sublime tecnologico” (Tosi), le onde vi hanno depositato una serie di sculture realizzate dall’artista con tronchi di legno sagomato che inglobano altrettanti strumenti domestici, tra i quali un ombrello, un coltello, uno scopetto, uno spazzolone, uno specchio e altri ancora. Relitti fisici portati in Pescheria dalle onde di un mare imprigionato dagli algoritmi di un videogioco, che forse potevano essere ridotte nel numero ma aumentate nelle loro dimensioni, per ottenere un risultato meno dispersivo.

PITTURA E STREET ART

Il secondo capitolo della mostra è 1200 études pour le plus beau ciel du monde, l’installazione composta da 1200 tele che occupano le pareti dello spazio dodecagonale del Suffragio. Tutte rettangolari e della stessa misura, sono state dipinte con la bomboletta spray e in ognuna è visibile l’impronta del dito dell’artista che reggeva la tela mentre la dipingeva contro il cielo sopra Baia Flaminia, attraverso un ironico e originale cortocircuito tra la pittura en plein air di tradizione impressionista e la Street Art. “La chiesa del Suffragio” ‒ prosegue Tosi ‒ “funziona come una grotta, dove le tele non aprono 1200 finestrelle sul cielo ma segnano le impronte di un dito”. Un sottile gioco di rimandi tra vero e falso, reale e virtuale, immagine dipinta e proiettata. Il punto forte della mostra consiste in un’interpretazione in chiave contemporanea di un malinconico genius loci, che Mancini Zanchi ha saputo affrontare con coraggio e tenacia, senza sbavature e con la consapevolezza di un artista maturo, che meriterebbe maggiore attenzione.

Ludovico Pratesi

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Nome eventoDavide Mancini Zanchi - Mira il mare má lë
Vernissage10/07/2021 ore 19
Duratadal 10/07/2021 al 03/10/2021
AutoreDavide Mancini Zanchi
CuratoreMarcello Smarrelli
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoCENTRO ARTI VISIVE - PESCHERIA
IndirizzoCorso XI Settembre 184 - Pesaro - Marche
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Ludovico Pratesi
Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore Artistico di Spazio Taverna Dal 2009 al 2011 è stato curatore scientifico di palazzo Fabroni di Pistoia. Dal 2006 al 2010 è stato Presidente dell’AICA. Dal 2012 al 2015 è stato Vice Presidente dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Dal 1995 al 2010 è stato Consigliere di Amministrazione per la Quadriennale d’Arte di Roma. Critico del quotidiano La Repubblica.