Le opere di Mario Mafai alla Pinacoteca di Brera. In arrivo anche un documentario

Il nucleo di opere, che racconta gli orrori della guerra, è stato donato dal collezionista Aldo Bassetti con l’intento di promuovere una narrazione sempre più antifascista dell’istituzione braidense.

Mario Mafai, Vinti e vincitori
Mario Mafai, Vinti e vincitori

La collezione della Pinacoteca di Brera a Milano si amplia con 22 opere di Mario Mafai (Roma, 1902-1965), grazie alla donazione fatta nel 2018 dall’ing. Aldo Bassetti, collezionista e ex presidente degli Amici di Brera, che è stato recentemente sostituito da Carlo Orsi. Un significativo nucleo di opere a cui è stata dedicata un’intera parete della sala 18 del museo. Le fantasie di Mafai costituiscono una denuncia nei confronti degli orrori provocati dal nazifascismo: dipinti di matrice espressionista realizzati tra e il 1939 e il 1944 che raffigurano massacri, grida e violenze perpetrati nei confronti degli ebrei e di tutti coloro considerati ostili al regime. Una collezione a cui Aldo Bassetti è legato profondamente poiché richiamano esperienze traumatiche da lui vissute in gioventù.

Mario Mafai, Le Fantasie, Pinacoteca di Brera
Mario Mafai, Le Fantasie, Pinacoteca di Brera

ALDO BASSETTI, MARIO MAFAI E GLI ORRORI DEL FASCISMO

Aldo Bassetti aveva appena 14 anni quando fu chiamato a riconoscere il cadavere di sua zia Lotte Froehlich Mazzucchelli, vittima della strage dell’Hotel Meina sul Lago Maggiore nel 1943: in quell’albergo soggiornavano 16 ebrei, che furono identificati durante una retata tedesca, trattenuti per alcuni giorni in una stanza e infine uccisi e gettati con zavorre nel lago. “Un’esperienza che ha cambiato completamente la mia sensibilità morale, politica e sociale. Ecco allora che Mafai diventa un simbolo della mia vita”, afferma il collezionista. “Il mio acquisto e il mio regalo hanno un significato strettamente politico”, prosegue. “Questi lavori rappresentano un uomo Mario Mafai, che come artista aveva avuto la priorità di descrivere le tristezze e le infamie dei campi di concentramento. Qui c’è il mio pensiero… un pensiero antifascista. Io desidero che si conosca quanto è accaduto nella storia, affinché sia ricordato per sempre”.

Mario Mafai, Interrogatorio
Mario Mafai, Interrogatorio

PINACOTECA DI BRERA ANTIFASCISTA

Del resto, lo stesso Mafai fu all’epoca con la sua famiglia sotto il mirino delle discriminazioni razziali: non a caso iniziò a dipingere Le Fantasie nel periodo del suo soggiorno a Genova, dove si era trasferito da Roma con la famiglia, nel 1939, per timore di ripercussioni nei confronti della moglie Antonietta Raphaël, ebrea, all’indomani delle leggi razziali del 1938. Con questa donazione, la Pinacoteca vuole quindi affermare il suo ruolo di promozione culturale e antifascista, capace di agire nel proprio tempo presente, riflettendo sul passato in virtù della costruzione del futuro, continuando a informare e a formare coscienze.

Mario Mafai, I dirigenti
Mario Mafai, I dirigenti

MARIO MAFAI DIVENTA UN DOCUMENTARIO SU BRERA+

Il progetto, a cura di Alessandra Quarto e Marco Carminati, diventerà un documentario fruibile dal 29 marzo sulla piattaforma Brera Plus+, un servizio offerto dalla Pinacoteca braidense per fidelizzare il proprio pubblico: si tratta di un abbonamento che sostituisce il biglietto di ingresso e permette di tornare più volte nel corso di un anno, e accedere inoltre a tutta la programmazione digitale del museo. Le opere esposte verranno in seguito trasferite a Palazzo Citterio, futuro Brera Modern, dove entreranno a far parte della collezione di arte moderna. “Questa è una occasione per iniziare a celebrare la generosità e la sensibilità dei donatori che hanno contribuito ad arricchire le collezioni del museo”, ha affermato James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense. “Il 2021, attraverso una serie di appuntamenti, renderà omaggio ai donatori di Brera”.

-Giulia Ronchi

https://pinacotecabrera.org/

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Evento correlato
Nome eventoMario Mafai - Le Fantasie
Vernissage18/02/2021 no
Duratadal 18/02/2021 al 29/03/2021
AutoreMario Mafai
Generipersonale, arte moderna
Spazio espositivoPINACOTECA DI BRERA
IndirizzoVia Brera 28 - Milano - Lombardia
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.