A Milano Grande Brera si farà: arriva l’ok dal MiBACT per il progetto di Palazzo Citterio

Approvato il progetto di adeguamento del settecentesco palazzo milanese a spazio espositivo che ospiterà le collezioni di arte moderna della Pinacoteca di Brera. Apertura prevista, pandemia permettendo, nel 2022

il cortile foto maurizio montanga, palazzo citterio, milano
Milano, Palazzo Citterio, il cortile foto maurizio montanga

Il 2021 inizia con l’arrivo di un sì atteso da anni per James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brerache ha visto l’approvazione, da parte della Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio del MiBACT, alle modifiche del progetto di restauro, adeguamento e allestimento di Palazzo Citterio, edificio i cui interventi di recupero sono terminati nel 2018 (dopo decenni di inutilizzo) e i cui spazi sono destinati a ospitare le collezioni d’arte moderna della attigua Pinacoteca, dando così vita a un unico polo museale chiamato “Grande Brera”. L’approvazione al progetto promosso da Bradburne – secondo il quale gli interventi terminati tre anni fa non potevano funzionale per realizzare un grande museo d’arte moderna – ha avuto un iter turbolento, per via di alcuni passaggi che hanno danno vita a non pochi pareri discordanti: tra tutti il nuovo ingresso, con una scala in vetro monumentale che comporta lo sfondamento di un soffitto.

PALAZZO CITTERIO E LA “GRANDE BRERA”

I lavori di recupero del settecentesco Palazzo Citterio sono terminati nel 2018, per una ristrutturazione dal valore di 23 milioni di euro che ha visto 6500 metri quadrati di spazio ritornare alla luce per ospitare le collezioni del Novecento della Pinacoteca di Brera, esposizioni temporanee, sale per conferenze e proiezioni, bookshop e caffetteria. Un progetto ambizioso, che farà di Brera un grande polo culturale, e che vedrà gli spazi espositivi della Pinacoteca addirittura raddoppiati. Il progetto caldeggiato da Bradburne nell’estate 2019 ricevette parere positivo – in piena crisi di governo – da parte dell’allora Ministro ai Beni Culturali Alberto Bonisoli. Nonostante l’attesa, il direttore della Pinacoteca intanto aveva raccolto fondi per la realizzazione del progetto, presentando un video promozionale in cui viene mostrato come sarà Brera Modern.

VERSO LA NASCITA DI BRERA MODERN. LE PAROLE DI JAMES BRADBURNE

L’apertura di Grande Brera dopo le modifiche richieste da Bradburne finalmente autorizzate è prevista per il 2022, in occasione del cinquantesimo anniversario dall’acquisto di Palazzo Citterio. Il nuovo progetto prevede inoltre la realizzazione di un nuovo ingresso, che verrà spostato dal civico 12 al 16 di Via Brera, e di impianti d’allarme e di climatizzazione. “Siamo molto contenti di questa approvazione del progetto che ci permetterà di aprire nel 2022”, commenta James Bradburne. “Si tratta di un risultato importantissimo non tanto per Brera, che pure aspetta l’apertura del Palazzo da mezzo secolo ormai, ma per Milano e per tutta l’Italia”. Una significativa notizia soprattutto perché Milano si appresta a raddoppiare anche un altro suo importante museo: il Museo del 900 che sbarcherà, sempre in Piazza Duomo, anche nel nuovo arengario grazie ad un concorso internazionale. È la città che si prepara al meglio alle Olimpiadi del 2026. Ma non dobbiamo dimenticarci che qui lo Stato ha impiegato 50 anni tra l’acquisto di un immobile alla sua effettiva trasformazione in museo. “Se non ci saranno ulteriori ostacoli”, come ha dichiarato Bradburne…

– Desirée Maida

www.pinacotecabrera.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.