Milano e Lombardia diventano arancioni: possono riaprire le gallerie d’arte

Con l’allentamento delle restrizioni e l’apertura delle attività commerciali, tornano ad accogliere i visitatori anche le gallerie d’arte. Abbiamo ascoltato le voci di alcuni galleristi milanesi: Tommaso Calabro, Antonio Addamiano di Dep Art Gallery e Daniela Barbieri di The Flat – Massimo Carasi.

Dal 29 novembre 2020 la Lombardia, assieme al Piemonte e alla Calabria, sono passate dall’area rossa a quella arancione, allentando, anche se di poco, la morsa delle restrizioni. Questo significa che ci si può tornare a spostare all’interno del comune di residenza senza bisogno di autocertificazione e riaprono le attività commerciali. Con esse, anche le gallerie d’arte possono tornare finalmente ad accogliere il pubblico nei propri spazi, continuando a rispettare il contingentamento, le visite su appuntamento nel caso di spazi ristretti, il distanziamento sociale, l’uso della mascherina e ogni norma anti contagio. Una boccata di ossigeno che si spera possa essere duratura, per non vessare con ulteriori chiusure un mercato già duramente provato da questo pandemico 2020. Non a caso in Lombardia, una delle Regioni più colpite dall’epidemia di Covid-19, il governatore Attilio Fontana ha lanciato un appello a tutti i cittadini invitando a “non abbassare la guardia” e ricordando che “non è iniziata la stagione del liberi tutti“. Ma come l’hanno presa le gallerie?

Tommaso Calabro ph Riccardo Gasperoni.

Tommaso Calabro ph Riccardo Gasperoni.

RIAPRONO LE GALLERIE A MILANO: TOMMASO CALABRO

Concentrandoci in particolare sulla città di Milano, abbiamo ascoltato le voci di alcuni galleristi che si preparano a riaprire a partire dal 1° dicembre (rispettando il canonico orario di galleria, che per la maggioranza delle attività va dal martedì al sabato). A rispondere ad Artribune è Tommaso Calabro, che nel suo spazio di Piazza San Sepolcro nel cuore di Milano, aveva lasciato in sospeso la mostra Casa Iolas. Citofonare Vezzoli, una ricognizione sullo storico collezionista greco, curata da Vezzoli e prorogata fino al 16 gennaio 2021 per tentare di recuperare il tempo perso in questo mese. “Siamo estremamente contenti di riaprire, non vediamo l’ora di accogliere nuovamente il nostro pubblico in totale sicurezza. Onestamente, assembramenti in galleria, a parte durante gli opening, io non ne ho mai visti!”, racconta. “Entrano di solito una o due persone per volta e non c’è nessun problema. È giusto che le gallerie vengano vissute, è giusto che si riapra”.

Turi Simeti Opere 1960 2020 Turi Simeti Works 1960 2020, Dep Art Gallery

Turi Simeti Opere 1960 2020 Turi Simeti Works 1960 2020, Dep Art Gallery

RIAPRONO LE GALLERIE A MILANO: DEP ART GALLERY

E, mentre le caselle di posta di chiunque segua le gallerie ora in zona arancione si riempiono in questi giorni di comunicazioni che urlano “di nuovo aperti”, gli spazi espositivi si preparano al meglio per tornare a proporre opere, artisti e mostre, nonostante tutto. Sebbene ora il pubblico sia ristrettissimo, anche con i budget ridotti e con una crisi galoppante che non infonde fiducia nella temperatura generale del commercio. “Siamo molto contenti di riaprire la galleria a partire dal 1° dicembre per poter incontrare nuovamente i nostri collezionisti dal vivo. Inoltre, abbiamo pensato fosse una buona idea proporre un nuovo allestimento, visto che l’evento in corso è la mostra di Turi Simeti, aperta dal 8 settembre: ci è sembrato ‘attraente’ stupire i visitatori con qualche tocco di novità. Ma sempre con un occhio attento alle distanze e al rispetto delle regole per dare il nostro contributo affinché non ci sia un terzo lockdown”, dice ad Artribune un entusiasta Antonio Addamiano, titolare della Dep Art Gallery, nella zona di Porta Romana. E conclude esprimendo un ringraziamento: “anche in questo lockdown ANGAMC (Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, ndr) è rimasta vicina alle gallerie italiane, instaurando un forte dialogo che si è concentrato soprattutto nella comunicazione delle regole vigenti, delle differenze tra le regioni e nella gestione delle nuove tante iscrizioni che sono giunte negli ultimi mesi”.

Life on Tralfamadore, The Flat Massimo Carasi

Life on Tralfamadore, The Flat Massimo Carasi

RIAPRONO LE GALLERIE A MILANO: THE FLAT – MASSIMO CARASI

Credo che tutte le gallerie non vedano l’ora di poter riaprire al pubblico i propri spazi”, ci scrive Daniela Barbieri di The Flat – Massimo Carasi, galleria di Porta Venezia. “L’attività non si è mai fermata, (così come non si ferma la domenica), anche perché oggi basta uno smartphone per organizzare e gestire la programmazione e i rapporti con gli artisti ed i collezionisti”. E aggiunge, “quello che però per noi è indispensabile – e a maggior ragione nella specifica mostra in corso Vita su Tralfamadore – è l’esperienza che fisicamente il pubblico può fare solo in loco, quindi a galleria aperta. L’installazione di Sali Muller (il cui lavoro è attualmente esposto in galleria, ndr), nello specifico, stupisce per i giochi di specchi e colori che variano anche in base alla posizione di chi la guarda: nulla quindi di restituibile neppure con le più innovative tecnologie di 3D virtual Tour di cui ci avvaliamo da due anni (e che abbiamo sfruttato in entrambi i lockdown). Per questo motivo la mostra, che doveva finire il 21 novembre, è stata prorogata almeno fino al 19 dicembre. E spiace che ne possano godere ancora solo i milanesi”.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi

Giulia Ronchi

Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando…

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