Tommaso Calabro e Francesco Vezzoli celebrano lo storico collezionista Alexander Iolas a Milano

La mostra, disposta su tre piani, ricostruisce la mitica casa ateniese del famoso gallerista e collezionista. Ecco chi era e quali saranno le opere esposte nella galleria del giovane Tommaso Calabro.

Villa Iolas
Villa Iolas

È ormai evidente che per Francesco Vezzoli(Brescia, 1971), tra i più noti artisti italiani a livello internazionale, fare il curatore costituisca parte integrante della pratica artistica. L’aveva dimostrato nella mostra Museo Museiona Bolzano nel 2016, e ancora di più l’anno successivo in TV 70: Francesco Vezzoli guarda la Rai, un grande progetto realizzato per Fondazione Prada attingendo ai vasti archivi Rai. Ora l’artista torna a Milano e diventa curatore per la Galleria Tommaso Calabro. Raccontando un personaggio cardine della storia dell’arte del Novecento e la sua mitica collezione.

LA MOSTRA CURATA DA FRANCESCO VEZZOLI PER TOMMASO CALABRO

Casa Iolas. Citofonare Vezzolisi svolge nella galleria milanese dal 25 settembre 2020 al 16 gennaio 2021, oltre a una giornata inaugurale prevista per il 24 settembre: con un allestimento dell’artista Filippo Bisagni, la mostra racconta vicenda umana e professionale del gallerista e collezionista greco Alexander Iolas(1907-1987), che riuscì a introdurre il Surrealismo negli Stati Uniti, organizzare mostre di Andy Warhole creare il primo sistema di gallerie satellite. La mostra, che punta a ricostruire negli ambienti della galleria Tommaso Calabro quelli perduti della mitica casa ateniese del mercante d’arte, occupa tutti gli spazi della galleria, disponendosi su tre livelli con installazioni scenografiche. È accompagnata da un catalogo interamente illustrato con un saggio del critico Luca Massimo Barbero e si inserisce in un ciclo espositivo che mira a valorizzare alcuni dei galleristi più importanti del ventesimo secolo (il primo capitolo, sempre da Tommaso Calabro, aveva visto protagonista la figura di Carlo Cardazzo).

Francesco Vezzoli, JuliaTheElder
Francesco Vezzoli, JuliaTheElder

LA STORIA DI ALEXANDER IOLAS PRESSO LA GALLERIA TOMMASO CALABRO

Nato nel 1907 ad Alessandria d’Egitto da una famiglia greca di commercianti di cotone, Alexander Iolas (all’anagrafe Costantino Koutsoudis) parte in cerca di fortuna stabilendosi sia a Parigi che a Berlino, dove lavora come ballerino professionista. Nella capitale francese incontra i protagonisti e gli avventori del gruppo surrealista che proprio in quegli anni viveva un pieno fermento: Georges Braque, Man Ray, Pablo Picasso, de Chirico. In seguito si trasferisce a New York, dove comincia la sua attività di gallerista dapprima come manager per la Hugo Gallery, e poi mettendosi in proprio. Qui intrattiene rapporti interpersonali con artisti del calibro di Max Ernst, René Magritte e Victor Brauner. Negli anni successivi, apre una rete internazionale di gallerie d’arte (Parigi, Ginevra, Milano, Madrid, Roma e Atene) dove espone mostre di Brauner, Copley, Fontana, Yves Klein, Kounellis, Magritte, Raysse, Matta, Niky De Saint Phalle eHarold Stevenson, che dura fino agli anni Settanta. Ritiratosi dalle scene, realizza il sogno di creare una casa ad Atene dove allestire la sua vasta collezione, composta dai capolavori raccolti nel corso della sua vita: nelle numerose stanze, antichità greche, egizie, romane, bizantine e orientali si alternano con le opere dei più importanti artisti moderni. Quando muore, senza eredi, la sua casa è in preda all’abbandono e al vandalismo: a salvarsi sono solo alcune opere da lui donate al Centre George Pompidou e al Macedonian Museum of Contemporary Art. La collezione è stata smembrata.

Alexander Iolas, Iolas Jackson Gallery, New York, 1983
Alexander Iolas, Iolas Jackson Gallery, New York, 1983

LE OPERE IN MOSTRA PRESSO LA GALLERIA TOMMASO CALABRO

Casa Iolas. Citofonare Vezzoli intende rievocare la vita e la personalità di Alexander Iolas proponendo le opere di alcuni degli artisti con cui collaborò in vita: in mostra William N. Copley, Giorgio de Chirico, Niki de Saint Phalle, Max Ernst, Leonor Fini, Lucio Fontana, Edward Kienholz, Paul Klee, Yves Klein, Les Lalannes, Georges Mathieu, Roberto Matta, Eliseo Mattiacci, Pino Pascali, Man Ray, Martial Raysse, Ed Rusha, Fausta Squatriti, Takis, Dorothea Tanning eJean Tinguely. Accanto, anche alcune opere di Francesco Vezzoli, preposte a dialogare con l’intero percorso: si tratta di alcune sculture realizzate di recente, di cui due inedite, e tre opere a ricamo create per l’occasione. “Casa Iolas vuole essere non solo un omaggio a un grande gallerista quasi dimenticato, ma anche a una cultura galleristica basata su relazioni personali di amicizia, fiducia e stima reciproche, che il sistema del mercato dell’arte contemporanea sembra aver definitivamente cancellato”, spiega Vezzoli. “Per questo motivo ho voluto omaggiare la figura di Iolas nella sua interezza, come gallerista e collezionista, come dandy del mercato dell’arte e come esteta”.

– Giulia Ronchi

https://www.tommasocalabro.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.