Superfluo: una nuova vetrina per arte, moda, musica e design a Milano

Uno spazio, una vetrina e un ponte per progetti creativi di ogni tipo: è il nuovo format di Superfluo, che sta già scombinando le regole canoniche del non profit art space.

Superfluo, via Francesco Reina, 9, Milano. Courtesy of Superfluo
Superfluo, via Francesco Reina, 9, Milano. Courtesy of Superfluo

Superfluo o super-fluo? Nasce sotto il segno dell’ambivalenza il nuovo spazio di via Francesco Reina 9 a Milano, pronto a inaugurare il 29 ottobre 2020. “Superfluo si fonda sulla consapevolezza che ognuno è superfluo, quindi non necessario ma, al tempo stesso, collettivamente necessario proprio come essere superfluo”, spiegano l’artista Andrea Cancellieri e il curatore Gianluca Gramolazzi, che hanno dato il via al progetto. “Si vuole stimolare un moto di cooperazione cosciente al fine di ottenere l’indipendenza del singolo per la collettività stessa. Il progetto indaga quindi le necessità, le possibilità e i limiti dell’identità, concentrandosi sulla dicotomia superfluo/super-fluo propria della figura dell’artista”.

ALTROVE, 2017, grafite su carta schoeller applicata su tavola, cm 104,7x147,5 Courtesy of the artist.
ALTROVE, 2017, grafite su carta schoeller applicata su tavola, cm 104,7×147,5 Courtesy of the artist.

SUPERFLUO: IL NUOVO SPAZIO NO PROFIT A MILANO

Avviene tutto su una vetrina: Superfluo sorge all’interno di un’ex attività commerciale, i cui vetri sono stati sabbiati lasciando un quadrato di 50×50 cm che affaccia sulla strada. Quella di mostrare un’unica opera in una vetrina visibile solamente dalla strada è una tendenza che avevamo iniziato a vedere qua e là nel periodo subito dopo il lockdown, per evitare i contagi all’interno di uno spazio espositivo al chiuso (era successo a Le Dictateur, e in maniera simile nella nuova galleria Massimo De Carlo a Parigi senza dimenticare esperienze pionieristiche come Edicola Notte dell’artista H. H. Lim a Roma). Il nuovo progetto, però, intende porsi come un canale di promozione per artisti e creativi emergenti che aprono una mostra in un’altra città, ad esempio, oppure per lanciare iniziative legate all’ambito musicale, alla moda o al design. Un format di preview e showcase che è stato intitolato Bello Bellissimo. “Ogni volta Superfluo collabora con artiste e artisti provenienti da diverse discipline come arte, musica, design e moda. Per ogni ambito e collaborazione, l’utilizzo della vetrina varierà: potrà essere luogo espositivo, o finestra dalla quale poter spiare nuove collezioni di designer emergenti, oppure potrebbe essere luogo di una performance musicale fruibile dall’esterno”, spiega ad Artribune Gianluca Gramolazzi. E conclude, “Superfluo diventa quindi uno slot pubblicitario atipico, spontaneo e periodico che si attiva in base alle nuove collaborazioni. Vogliamo essere un amplificatore di cose belle bellissime”.

Superfluo, via Francesco Reina, 9, Milano. Courtesy of Superfluo
Superfluo, via Francesco Reina, 9, Milano. Courtesy of Superfluo

LA MOSTRA DI MARIACRISTINA CAVAGNOLI, PRIMO PROGETTO DI SUPERFLUO

Il primo progetto ospitato in occasione dell’opening del 29 ottobre è dell’artista Mariacristina Cavagnoli, collegato alla sua mostra DE SIDERANTES, che inaugurerà il 13 novembre 2020 presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco. Fino al 22 novembre 2020, Bello bellissimo // Mariacristina Cavagnoli mostrerà nella vetrina milanese il cartone preparatorio dell’opera Altrove di Mariacristina, unito ad un audio prodotto da Superfluo. L’esposizione del cartone vuole sottolineare come talvolta manchi l’attenzione agli studi preparatori che stanno dietro la realizzazione dell’opera di un artista contemporaneo, come a dire che ciò che davvero conta è la punta dell’iceberg, l’immagine “superflua” del lavoro. Lo spazio in questo modo vuole ridare valore a ciò che viene escluso dalla visione e dalla fruizione dell’opera. Tra gli appuntamenti di Superfluo in programma per i prossimi mesi, sono attesi Marco Siciliano (artista visivo), Ponee (cantante) e FSTD (brand).

-Giulia Ronchi

Vedi il Manifesto di Superfluo
https://www.facebook.com/superfluoproject

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.