LOOM Gallery si traferisce nell’ex galleria di Christian Stein a Milano. Si apre con Jonathan Monk

L’artista inglese allestisce nella nuova sede della galleria un’installazione monumentale ispirata al “dito medio” di Maurizio Cattelan in Piazza Affari a Milano.

Jonathan Monk F.I.N.G.E.R.S courtesy Loom Gallery
Jonathan Monk F.I.N.G.E.R.S courtesy Loom Gallery

Nonostante il duro colpo inflitto dal lockdown alle gallerie e al mercato dell’arte, in questo inizio autunno stanno emergendo segnali incoraggianti di entusiasmo e voglia di ripartire. Una delle novità arriva da Milano, dove la LOOM Gallery, fondata nel 2015 da Luca Maffei e Nicola Mafessoni, riapre la stagione in una nuova galleria, inaugurando lo spazio con una personale dell’artista Jonathan Monk.

IL NUOVO SPAZIO DI LOOM GALLERY 

LOOM Gallery si trasferisce al numero 15 di via Lazzaretto, in Porta Venezia. Una location già segnata da una galleria storica, la Christian Stein, oggi situata nella doppia sede di Corso Monforte e nei grandi spazi di periferia a Pero. “Eravamo alla ricerca di una sede più ampia per varie ragioni, tra cui il fatto che stavamo cercando di aumentare il livello dei nostri artisti”, raccontano ad Artribunei galleristi. “Inoltre, dopo cinque anni trascorsi in uno stesso spazio si accumulano talmente tante energie dentro una galleria che sentivamo di dover cambiare. La pausa del lockdown si è rivelata una bella occasione per pensare ed immaginare delle mostre su una scala diversa rispetto a quella su cui stavamo lavorando e proprio in questo momento si è presentata l’occasione per farlo”. La nuova sede di LOOM è un luogo ampio e connotato, con il pavimento rivestito in parquet e le pareti bianche. Lo spazio, inoltre, è intervallato da colonne bianche che si alzano fino ai lucernari presenti sul soffitto, favorendo l’ingresso della luce naturale e donando grande luminosità all’ambiente. “Qui sono state ospitate mostre di grandi artisti dagli anni Ottanta agli anni Duemila”, proseguono Luca Maffei Nicola Mafessoni. “Lo riteniamo uno spazio storico e importante di Milano. Siamo davvero felici che oggi sia la nuova sede di LOOM”. 

LOOM GALLERY APRE CON LA PERSONALE DI JONATHAN MONK ISPIRATA A CATTELAN

È ormai nota a tutti la scultura L.O.V.E.(acronimo di libertà, odio, vendetta ed eternità), l’irriverente “dito medio” progettato da Maurizio Cattelan che sorge dal 2010 al centro della piazza della Borsa di Milano. La scultura di 11 metri è realizzata in marmo bianco di Carrara, rispettando i canoni della classicità rinascimentale. Quello che Jonathan Monk (1969, Leicester, Regno Unito) cerca di immaginare con la mostra F. I. N. G. E. R. S. è cosa succederebbe se le restanti dita, oltre al medio, fossero attaccate alla mano. La risposta è che si otterrebbe un saluto fascista, gesto che entrerebbe in relazione con la facciata neoclassica di epoca fascista della Borsa di Milano. In questo gioco di rimandi tra autori e significati diversi, l’artista ricrea le dita mancanti e le espone nella nuova sede di LOOM Gallery, chiedendo al visitatore di ricostruire il contesto e riflettere su un tema attualissimo come quello del ruolo delle statue in questa nuova era di iconoclastia (con riferimento è al movimento Black Lives Matter il quale è stato, nei mesi scorsi, promotore di un profondo ripensamento della questione). La mostra è visibile fino al 30 ottobre 2020.

– Giulia Ronchi

www.loomgallery.com

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.