Autoprogettazione: progetti d’artista fai da te per la quarantena con tanto di istruzioni

Lanciato da oltre 60 artisti italiani e internazionali, il progetto mira a coinvolgere il pubblico (da casa) rendendolo per una volta artefice della creazione di un’opera. Ma s’ispira anche a un poetico lavoro di Enzo Mari del 1974.

Marco Strappato, More than nine landscapes (pyramids)
Marco Strappato, More than nine landscapes (pyramids)

Abbiamo esplorato musei virtuali. Abbiamo seguito corsi online, visto film d’artista, seguito serie tv, documentari e persino realizzato libri fatti in casa. Cosa manca, in questa lunga quarantena che comunque parzialmente continua nella Fase 2, se non dar vita a vere e proprie opere d’arte? L’iniziativa prende il nome di Autoprogettazione ed è curata da Toni Merola, Nicola Pellegrini e Bianca Trevisan, promossa e sostenuta da Galleria Milano. Il principio di base è molto semplice: basta andare sul sito www.autoprogettazione.com e cliccare sull’artista del quale si vuole scoprire l’opera. Una volta selezionato, basterà seguire fedelmente le istruzioni. Tutti i lavori sono stati pensati per essere riprodotti a casa, con operazioni semplici e materiali facilmente reperibili. Una volta realizzata la propria opera, è possibile condividerla postandole su Instagram con il tag @autoprogettazione e @galleria.milano e gli hashtag #autoprogettazione #galleriamilano #iorestoacasa #laculturanonsiferma. Per chi non fosse sui social, può spedirne le immagini tramite mail all’indirizzo [email protected]

AUTOPROGETTAZIONE, UN OMAGGIO A ENZO MARI

La situazione attuale ci costringe a casa in una situazione non facile, ma che ci sta anche portando a rivalutare gli spazi in cui viviamo e, in essi, il modo in cui viviamo”, affermano gli organizzatori, spiegando che l’intento che sta dietro Autoprogettazione non è certo quello di migliorare le proprie doti di bricolage, bensì dare la possibilità di riorganizzare il proprio pensiero e la propria esistenza. “Nella nostra casa riscopriamo la necessità del saper fare, del realizzare autonomamente ciò che ci è necessario, un’esigenza che si rivela esistenziale, ancor prima che pratica”. Certo il grande Enzo Mari, quando nell’aprile del 1974 presentava alla Galleria Milano la sua poi celebre mostra Proposta per un’autoprogettazione, non pensava che molti decenni dopo il suo progetto potesse essere riutilizzato nelle circostanze di una pandemia globale.

L’INSEGNAMENTO DI ENZO MARI

All’epoca, offrire disegni progettuali e istruzioni per la realizzazione di mobili destinati alla creatività e inventiva di chiunque volesse cimentarsi a costruirli autonomamente, era una poetica e gentile forma di ribellione. Un invito a sottrarsi ai meccanismi produttivi dominanti, su larga scala, recuperando quindi la capacità manuale e con essa l’autonomia realizzativa. A non essere parte di un ingranaggio, ma soggetto attivo della propria opera. Un modo, anche, per affermare un rapporto di orizzontalità tra l’artista e “gli altri”. Un insegnamento che, nonostante il drastico cambio di tempi e circostanze, non smette di essere portatore di un messaggio sempre attuale. Tra gli artisti partecipanti (la lista è in continuo aggiornamento), ricordiamo: Mario Airò, Alterazioni Video, Aurelio Andrighetto, Riccardo Arena, Louisa Babari, Fabrizio Basso, Dario Bellini, Alice Bonfanti, Monica Bonvicini, Angelo Candiano, Andrea Caretto + Raffaella Spagna, Laura Castagno, Silvia Cini, Sarah Ciracì, Manuela Cirino, Gianluca Codeghini, Daniela Comani, Ermanno Cristini, Paola Di Bello, Emilio Fantin, Pierluigi Fresia, Gianni Gangai, Eugenio Giliberti, Meri Gorni, Andrea Kvas, Ugo La Pietra, Alessio Larocchi, Pierpaolo Lista, Elio Marchesini, Eva Marisaldi con Enrico Sirotti, Amedeo Martegani, Ferdinando Mazzitelli, Marzia Migliora, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Albano Morandi, Margherita Morgantin, Giancarlo Norese, Giovanni Oberti, Antonella Ortelli + Luca Quartana, Adrian Paci, Francesco Pedrini, Chiara Pergola, Federico Petrella, Cesare Pietroiusti, Premiata Ditta, Anteo Radovan, Diego Randazzo, Sara Rossi con Matteo Angelo, Luca Scarabelli, Lorenzo Scotto di Luzio, Berty Skuber, Patrick Tabarelli, Patrick Tuttofuoco, Luisa Valentini, Vedovamazzei, Cesare Viel, Luca Vitone, Francesco Voltolina, Italo Zuffi.

-Giulia Ronchi

www.autoprogettazione.com
[email protected]
Instagram: @autoprogettazione
Hashtag: #autoprogettazione #galleriamilano #iorestoacasa #laculturanonsiferma

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.