Biennale d’Arte 2019. Per la prima volta a Venezia ci sarà l’Algeria

Il Paese nordafricano presenterà per la prima volta nella storia della Biennale un proprio Padiglione a Venezia. Unendosi così agli esordienti Madagascar e Pakistan

Padiglione Centrale Giardini_Photo by Andrea Avezzu_Courtesy of La Biennale di Venezia
Padiglione Centrale Giardini_Photo by Andrea Avezzu_Courtesy of La Biennale di Venezia

Si intitola Time To Shine Bright la mostra che l’Algeria presenterà a Venezia in occasione della 58. Mostra Internazionale d’Arte, in programma dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Per il Paese nordafricano si tratta della prima partecipazione alla Biennale, e il Padiglione sarà allestito alle Fondamenta di San Giuseppe, al sestiere Castello.

IL PADIGLIONE DELL’ALGERIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2019

Time To Shine Bright vedrà protagonisti gli artisti Rachida Azdaou, Hamza Bounoua, Amina Zoubir, Mourad Krinah e Oussama Tabti, con la curatela del designer Hellal Mahmoud Zoubir. Il Padiglione dell’Algeria rifletterà sul tema del tempo, o per meglio dire sugli atteggiamenti che portano a posticipare e ad attendere il momento per “splendere” e autorealizzarsi. Riflessioni, queste, che vengono quindi traslate in ambito artistico, facendo un chiaro riferimento al ruolo dell’artista nella società odierna. “La tendenza a posticipare al giorno successivo le decisioni cruciali di autorealizzazione e radiosità e ad attendere volontariamente, sono tutti aspetti dell’inerzia ambientale che ci invita a riflettere sull’azione necessaria per capire come rendere possibile lo sviluppo e la fioritura degli artisti nella loro società”, si legge nel testo critico di Zoubir. “Questi artisti non si alzano presto fino a quando non devono, anche se spesso le loro notti sono insonni. Si svegliano lentamente, tuttavia la loro azione rilevante illumina l’oscurità della stupidità umana senza mai lasciarci indifferenti e dimentichi. Questo fa di loro artisti incapaci di essere presenti nella contemporaneità? (…) Eppure, sono questi artisti che illuminano i cittadini con la loro percezione e la loro invenzione estetica della forma e del colore, mostrando così la visione con cui affrontano il mondo”.

LE PRIME VOLTE ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2019. MADAGASCAR E PAKISTAN

L’Algeria non è il solo paese che quest’anno debutterà a Venezia. Le farà compagnia infatti anche il Madagascar, il cui Padiglione sorgerà all’interno dell’Arsenale, tra i primi Padiglioni nazionali dopo la mostra internazionale curata da Ralph Rugoff. L’artista chiamato a rappresentare il paese africano è Joël Andrianomearisoa (Antananarivo, 1977), la cui pratica si caratterizza per l’utilizzo di differenti media e linguaggi: cucito, design, video, fotografia, scenografia, architettura, installazioni, arti visive. All’Algeria e al Madagascar si aggiunge inoltre il Pakistan, con la mostra Manora Field Notes delll’artista Naiza Khan. Si tratta di un lavoro che esplorerà e racconterà al pubblico la vita contemporanea di Manora, località che si trova a sud della città portuale di Karachi. Una sorta di microcosmo attraverso cui riflettere su tematiche più ampie, e sulle problematiche che contraddistinguono tutti i luoghi che fanno parte del “Sud Globale”.

– Desirée Maida

www.labiennale.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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