Biennale d’Arte 2019. Per la prima volta a Venezia ci sarà il Madagascar

Ecco come sarà il Padiglione del Madagascar alla prossima Biennale di Venezia negli spazi dell’Arsenale

Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida
Biennale di Venezia. ph. Desirée Maida

Negli ultimi mesi vi abbiamo parlato spesso della prossima Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, la cui 58esima edizione si svolgerà dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Un excursus, il nostro, volto a svelarvi le prime anticipazioni su cosa ci attenderà alla Biennale, raccontandovi soprattutto dei progetti e degli artisti che animeranno i Padiglioni nazionali tra i Giardini, l’Arsenale e l’intera Laguna. Giusto per fare un breve ripasso, di recente vi abbiamo parlato di Bárbara Wagner e Benjamin de Burca, che realizzeranno un’opera video per il Padiglione del Brasile; di Anna K.E. e Shu Lea Cheang, artiste che rappresenteranno, rispettivamente, Georgia e Taiwan; della sound performance che Carsten Nicolai, insieme all’artista mongolo E. Jantsankhorol, ha in serbo per il Padiglione della Mongolia; o ancora delle caverne psichedeliche che Hrafnhildur Arnardóttir/Shoplifter porterà all’interno del Padiglione dell’Islanda. Quella che circola già da un paio di giorni, però, è una notizia che si discosta dagli usuali “annunci” di partecipazioni nazionali cui siamo abituati. Stavolta infatti è stato ufficializzato l’ingresso di un nuovo Paese all’interno della Biennale più famosa al mondo. Chi è la new entry? Il Madagascar, e il suo Padiglione sorgerà all’interno dell’Arsenale, tra i primi Padiglioni nazionali dopo la mostra internazionale curata da Ralph Rugoff.

LA PRIMA VOLTA DEL MADAGASCAR

Per il Madagascar si tratta quindi di un evento storico, circostanza che si carica di ulteriore importanza per via del luogo in cui sorgerà il proprio Padiglione: l’Arsenale, tra le venues principali delle Biennale. L’artista chiamato a rappresentare il Madagascar è Joël Andrianomearisoa (Antananarivo, 1977), la cui pratica si caratterizza per l’utilizzo di differenti media e linguaggi: cucito, design, video, fotografia, scenografia, architettura, installazioni, arti visive. Formatosi in Madagascar, Andrianomearisoa a 20 anni si trasferisce a Parigi per frequentare la la Scuola Speciale di Architettura. Appartiene a quella generazione di artisti malgasci contemporanei che, attraverso la loro ricerca, hanno portato l’attenzione internazionale sulla scena artistica del Madagascar; fattore, questo, che ha senza dubbio spinto il Ministero della Cultura del Paese a promuovere il progetto del Padiglione nazionale alla Biennale di Venezia.

IL PADIGLIONE

“Alla Biennale di Venezia è probabile che il dramma si nasconderà tra le pieghe di una cascata nera di carta fino ad avvolgere ogni visitatore in uno spirito luminoso”, si legge nella descrizione del concept del Padiglione curato da Rina Ralay Ranaivo ed Emmanuel Daydé e sostenuto dalle associazioni Kantoko e Revue Noire. Tutto lascerebbe intendere a un’installazione ambientale, materica, che voglia condurre il visitatore verso un’esperienza emozionale ed estetica…

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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