Angelo Bellobono. Dagli Appennini a Roma

AlbumArte, Roma ‒ fino al 28 febbraio 2019. Angelo Bellobono dipinge il suo viaggio-esperienza come ritorno alle radici comuni dell’Uomo e della Natura.

Angelo Bellobono, Artist book, 2018. Photo Sebastiano Luciano. Courtesy AlbumArte, Roma
Angelo Bellobono, Artist book, 2018. Photo Sebastiano Luciano. Courtesy AlbumArte, Roma

Varcando la soglia di AlbumArte per la mostra Angelo Bellobono | Linea Appennino 1201 si è subito richiamati in una dimensione di silenzio e di ascolto. Immediato si apre lo scenario sul viaggio compiuto da Angelo Bellobono (Nettuno, 1964) lungo la “colonna vertebrale” appenninica, su irte cime e dolci vallate. Lo spazio silente accoglie tele a parete o adagiate su piani rialzati, che segnano un percorso di scoperta, mentre gli artist book sono diari di un viaggio reale e dell’anima, una meta-riflessione in cui perdersi e ritrovarsi.
Fulcro del vagabondare è Monte Appennino, grande tela in apertura, summa delle vette, delle terre nella loro unicità, come quadratura del cerchio e sintesi della circolarità dei corsi e del tempo naturale. È simbolo del valore dei rilievi appenninici quale anello di congiunzione tra quelle Italie ancora distanti fisicamente e culturalmente, metafora della “barca” che percorre e attraversa e che, nel mezzo del Mediterraneo, permette di guardare in lontananza, di avvistare all’orizzonte e di perdere lo sguardo all’infinito.

Angelo Bellobono, Quadreria, 2015-18. Photo Sebastiano Luciano. Courtesy AlbumArte, Roma
Angelo Bellobono, Quadreria, 2015-18. Photo Sebastiano Luciano. Courtesy AlbumArte, Roma

UOMO E NATURA

Bellobono racconta dell’elegante universo della Natura e lo fa con tocchi delicati, ma incisivi.
I lavori esposti, nel loro insieme, formano un’opera totale che si estende oltre il visibile e che si compone dell’esperienza del viaggio, del cammino intrapreso, del tempo e del contatto con la natura, del respiro dell’aria d’alta quota e dei profumi della vegetazione, dell’ascolto dei sussurri e delle vibrazioni di piante, rocce, terre e animali.
Nella definizione di una mappa fisica ed emotiva, Bellobono ci riporta n contatto con le nostre radici, in un percorso ancestrale e catartico, a ricordarci, nel vortice di un’arcana energia, di quel legame inscindibile tra Uomo e Natura.

Eloisa Saldari

Evento correlato
Nome eventoAngelo Bellobono - Linea Appennino 1201
Vernissage16/01/2019 ore 18,30
Duratadal 16/01/2019 al 28/02/2019
AutoreAngelo Bellobono
CuratoreElisa Del Prete
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoALBUMARTE
IndirizzoVia Flaminia 122, 00196 - Roma - Lazio
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Eloisa Saldari
Eloisa Saldari (Roma, 1978), storica dell’arte e curatrice freelance, ha approfondito lo studio dei rapporti tra arti visive e scienza, in particolare nell’ambito dell’Arte Povera. Specializzata in comunicazione estetica e museale, è stata curatrice dello spazio sperimentale non profit Sala 1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, dal 2009 collabora con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio (Roma) nel coordinamento scientifico e organizzativo di mostre ed eventi. Si interessa di educazione all’arte con l’ideazione e la gestione di attività didattiche che introducono alla esperienza estetico-pedagogica e contestualmente è docente in master post-universitari. Collabora con riviste specializzate in arte contemporanea.