Marina Abramović presenta alla fiera Masterpiece a Londra la scultura Five Stages of Maya Dance

L’artistar serba, in occasione della fiera londinese, presenta una nuova opera che coniuga perfomance e scultura. In che modo? Attraverso una serie di ritratti in alabastro che sembrano cambiare forma…

Marina Abramović, Five Stages of Maya Dance, 2018, presented by Factum Arte and Lisson Gallery at Masterpiece Presents, Photo: Oak Taylor Smith for Factum Arte
Marina Abramović, Five Stages of Maya Dance, 2018, presented by Factum Arte and Lisson Gallery at Masterpiece Presents, Photo: Oak Taylor Smith for Factum Arte

Avevamo parlato di lei solo poco tempo fa, quando il suo ex compagno di vita e d’arte Ulay aveva annunciato che sarebbero tornati insieme per lavorare alla stesura di un “libro di memorie”. Ma tanto, si sa, tutto ciò che la riguarda fa subito notizia, possa trattarsi di gossip, di nuovi progetti artistici, di una sua comparsa a una serata, a un talk, o anche a una fiera. Figuriamoci poi se non debba fare notizia che la regina della performance, Marina Abramović (Belgrado, 1946), presenterà un nuovo lavoro in occasione di Masterpiece, la lussuosa fiera d’arte, d’antiquariato e design che si terrà a Londra tra il 28 giugno al 4 luglio 2018. Non aspettatevi, però, performance dal vivo in stile The Artist is Present o trasmesse via video: stavolta la Abramović sbaraglia tutti presentando una scultura. Per la precisione, si tratta di una serie di suoi ritratti realizzati in alabastro.

Marina Abramović, Five Stages of Maya Dance, 2018, presented by Factum Arte and Lisson Gallery at Masterpiece Presents, Photo: Oak Taylor Smith for Factum Arte
Marina Abramović, Five Stages of Maya Dance, 2018, presented by Factum Arte and Lisson Gallery at Masterpiece Presents, Photo: Oak Taylor Smith for Factum Arte

LA SCULTURA “PERFORMANTE”

Five Stages of Maya Dance è il titolo della scultura che Marina Abramović presenterà a Masterpiece Presents, sezione della fiera Masterpiece dedicata alle opere di grande formato. L’opera consiste in una serie di cinque lastre in alabastro 3D combinanti performance, fotografia e tecnologia digitale che rappresentano il volto della Abramović. La particolarità di questi ritratti? Sembrano diversi a seconda dell’angolazione da cui sono osservati: mentre lo spettatore si muove, si ha la sensazione che le superfici delle lastre si decompongano per poi ricomporsi nuovamente attraverso un particolare sistema di giochi di luci. In poche parole, è come se i ritratti della Abramović stessero facendo una performance. “A questo punto della mia vita, di fronte alla mortalità, ho deciso di catturare la mia performance in un materiale più permanente rispetto al video e alla fotografia”, ha spiegato Marina Abramović della serie. “Ho scelto l’alabastro per via della sua storia e proprietà”.

PERFORMANCE E TECNOLOGIA

La serie di sculture, presentata a Masterpiece da Lisson Gallery, è stata realizzata in collaborazione con Factum Arte, azienda con sedi a Madrid, Londra e Milano costituita da un team di artisti e tecnici specializzati nella mediazione digitale, nella produzione di opere per artisti contemporanei e nella realizzazione di copie di opere del passato a scopi di conservazione e ricerca. “Queste sculture in alabastro mostrano le possibilità di lavorare con un materiale traslucido usando la tonalità come rilievo per produrre effetti ottici nell’occhio dello spettatore”, è il commento di Factum Arte sul lavoro realizzato con la Abramović. “I ritratti sono il risultato di una serie di visite (dell’artista, n.d.r.) al laboratorio, di esperimenti con la scansione 3D e di alcuni pensieri innovativi sull’effimero e sul permanente”.

– Desirée Maida

www.masterpiecefair.com
www.factum-arte.com

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AutoreMarina Abramovic
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.