Marina Abramović e Ulay ritornano insieme per scrivere un libro sul loro sodalizio artistico

In occasione dell’opening della sua ultima personale a New York, Ulay ha rivelato di aver proposto all’ex compagna Marina Abramović di scrivere un libro di memorie e di aneddoti sul loro sodalizio artistico lungo 12 anni. E la performer serba pare abbia accettato di buon grado…

Marina Abramovic - aaa-aaa - 1978 - courtesy l'artista & Lisson Gallery
Marina Abramovic - aaa-aaa - 1978 - courtesy l'artista & Lisson Gallery

A volte ritornano. E non solo “per caso” – magari davanti a pubblico e giornalisti – ma anche annunciando sorprendenti reunion. Di chi stiamo parlando? Di Marina Abramović (Belgrado, 1946) e Ulay (Solingen, 1943), la coppia più nota, controversa e chiacchierata dell’arte contemporanea che, dopo separazioni, incontri casuali, riappacificazioni, cause legali, uscite pubbliche e disgeli vari, aggiunge un ulteriore tassello alle proprie vicende private e mediatiche annunciando la notizia che forse molti fan aspettavano da tempo: i due performer ritorneranno a lavorare insieme per scrivere un libro di memorie sui 12 anni del loro sodalizio artistico.

Marina Abramovic, Ulay - Impoderabilia - 1977
Marina Abramovic, Ulay – Impoderabilia – 1977

MARINA E ULAY DI NUOVO INSIEME (?)

Stando a quanto racconta Artnet, a dare la notizia della reunion con Marina Abramović è stato Ulay che, in occasione dell’opening della mostra Ulay: Renais Sense in corso alla Boers Li Gallery di New York fino al prossimo 23 giugno, ha dichiarato: “ci sono così tanti incredibili aneddoti che la maggior parte della gente non conosce, e penso che valga la pena leggerli, sembreranno fiabe”. A quanto pare, l’idea di scrivere un libro che racchiuda i loro 12 anni di sodalizio artistico è venuta a Ulay, che ha proposto il progetto a Marina durante l’inaugurazione di The cleaner, la grande retrospettiva dedicata all’artista serba in corso alla Bundeskunsthalle di Bonn. “Ero presente all’opening a Bonn”, continua Ulay, “e ho anche tenuto un discorso pubblico, durante il quale ho realizzato: ‘ehi, c’è qualcosa che non abbiamo fatto, ovvero scrivere le nostre memorie”. La Abramović, stando a quanto raccontato da Ulay, avrebbe accolto la proposta con entusiasmo, e ad agosto la coppia si incontrerà per 10-15 giorni per lavorare al manoscritto.

Abramovic e Ulay riuniti al Louisiana Museum, photo Louisiana Channel
Abramovic e Ulay riuniti al Louisiana Museum, photo Louisiana Channel

UNA STORIA D’AMORE E MEDIATICA SENZA FINE

Incontratisi ad Amsterdam nel 1976, Marina Abramović e Ulay per 12 anni hanno condiviso insieme vita privata e artistica, in un rapporto che esplorava, attraverso i linguaggi della performance, i limiti e le potenzialità del corpo, le relazioni tra esseri umani e il rapporto uomo-donna. Tra le loro performance più celebri, Death Self del 1977, in cui i due respiravano a labbra unite l’aria espulsa dalla bocca dell’altra fino a perdere i sensi a causa della mancanza di ossigeno, e  Imponderabilia, in cui i due artisti bloccarono con i loro corpi nudi l’ingresso della Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna costringendo i visitatori al contatto con i loro corpi. Negli anni il rapporto sentimentale tra i due artisti si incrina e nel 1988, per affrontare la fine della relazione, Marina e Ulay decidono di dirsi addio con un’ultima performance, The lovers: partiti dai due estremi opposti della Muraglia Cinese, i performer dopo tre mesi si incontrarono a metà strada per abbracciarsi e dirsi definitivamente addio. Ma nel 2010 al MoMA di New York, in occasione di The artist is present – performance in cui Abramović per due mesi è rimasta seduta a un tavolo a condividere con i visitatori istanti di silenzio e di sguardi – Ulay si presenta a sorpresa al museo, per un incontro tra le lacrime che è passato alla storia. Dopo pochi mesi però Ulay denuncia Marina per violazione dei diritti d’autore, e l’artista serba si ritrova a dover versare all’ex compagno un risarcimento pari a 250mila dollari. Ma nel 2017, come raccontato da Mariacristina Ferraioli in questo articolo, in occasione della grande retrospettiva che il Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca ha dedicato ad Abramović, durante la conferenza stampa Ulay sale sul palco e insieme a Marina si presta a una lunga intervista in cui viene raccontata – per l’ennesima volta – la loro storia…

– Desirée Maida

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AutoreMarina Abramovic
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.