Art Basel Hong Kong: 8 grandi opere da vedere nel primo parco di sculture nel porto della città

Nei giorni dell’appena trascorsa Art Basel, Harbour Arts Sculpture Park, il primo parco internazionale di sculture di Hong Kong nel porto iconico della città, ha inaugurato 21 sculture di 19 artisti locali e internazionali. Eccone una selezione

A cura di Tim Marlow, direttore artistico della Royal Academy of Arts di Londra e Fumio Nanjo, direttore del Mori Art Museum di Tokyo e direttore del programma internazionale presso la Hong Kong Art School, la prima edizione dell’Harbour Arts Sculpture Park offre al pubblico di Hong Kong l’opportunità di vedere le grandi installazioni di rinomati nomi internazionali del mondo dell’arte accanto al meglio dei talenti cresciuti in casa. Il tutto ambientato sullo sfondo dell’iconico skyline della città asiatica, nei quartieri di Central e Wan Chai. Creato in collaborazione con l’Hong Kong Arts Center – un’organizzazione non profit di arti performative e visive, di cinema e video che quest’anno compie 40 anni – e H Queen’s, questo parco delle sculture gratuito presenta 21 opere di qualità museale di 19 artisti provenienti da 7 paesi come Tony Oursler, Rasheed Araeen, Jenny Holzer, Antony Gormley, Yayoi Kusama, Bosco Sodi, Mark Wallinger e 5 artisti provenienti da Hong Kong, sparse per tutto il Tamar Park e nel campus del vicino Hong Kong Arts Center e dell’Academy for Performing Arts. Ecco una selezione di 8 progetti installativi.

– Claudia Giraud

Harbour Arts Sculpture Park
Fino all’11 aprile
Central and Western District Promenade & Wan Chai
www.harbourarts.hk

1. L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI TONY OURSLER

Tony Oursler presso Harbour Arts Sculpture Park ad Hong Kong

Da sempre Tony Oursler (New York, 1957), con le sue videosculture che alterano il comportamento umano spesso inibendolo, studia gli effetti della tecnologia sull’umanità. Nella videoproiezione f / •w, Oursler s’interroga sull’Intelligenza Artificiale e, in particolare, sulle interazioni con le personificazioni di sistemi algoritmici come ELIZA (e più recentemente Siri, Alexa ed Echo) destinati a servire tutti i bisogni umani.

Tony Oursler, f / •w,2017
Hong Kong Arts Centre, 2 Harbour Rd, Wan Chai

2. L’OCEANO LUMINOSO DI WONG CHI-YUNG

Wong Chi Yung presso Harbour Arts Sculpture Park ad Hong Kong

Per Harbour Arts Sculpture Park, Wong Chi-Yung (Hong Kong, 1981) ha creato una nuova serie di scenari luminosi guidati dal tema concettuale The Wave of Ocean. A ispirare l’artista è stato, infatti, il movimento delle onde oceaniche che permette di visualizzarne l’energia e il legame con il vento, ponendo una riflessione sul potere della trasformazione, nel bene e nel male.

Wong Chi-Yung, The Memories from The Tower of Light, 2017
The Hong Kong Academy of Performing Arts, 1 Gloucester Rd, Wan Chai

3. LA ZUCCA MUTANTE DI YAYOI KUSAMA

Yayoi Kusama presso Harbour Arts Sculpture Park ad Hong Kong

Sebbene questo lavoro sia uno dei pezzi più riconoscibili dell’artista, il motivo della zucca si può trovare nelle opere di Yayoi Kusama (Matsumoto, 1929) fin dagli anni ’50. L’artista ricorda di aver consumato il vegetale fino alla nausea nella sua giovinezza, ma ha deciso di utilizzarlo per i suoi lavori a causa dei suoi lineamenti irregolari. Combinando la sua forma organica naturale con materiali altamente fabbricati e modelli psichedelici mutanti, Kusama cerca di sottolineare la natura inquietante del “naturale” nella cultura moderna.

Yayoi Kusama, Pumpkin: big, 2008
Central and Western District Promenade, Admiralty

4. LA SCULTURA ANTROPOMORFA DI ANTONY GORMLEY

Antony Gormley presso Harbour Arts Sculpture Park ad Hong Kong

Antony Gormley (Londra, 1950) è conosciuto per le sue sculture, installazioni e opere di arte pubblica che indagano la relazione del corpo umano nello spazio. Per Harbour Arts Sculpture Park, l’artista britannico ha, appunto, realizzato una scultura antropomorfa costituita da una pila verticale di cubi in ferro che evoca la postura del corpo nel momento in cui prova paura per ciò che si trova oltre l’orizzonte. Una posa attenta e consapevole che suona come un invito a prendere coscienza della propria posizione nello spazio, e nella vita.

Antony Gormley, Daze VI, 2016
Central and Western District Promenade, Admiralty

5. GLI AFORISMI INCISI DI JENNY HOLZER

Jenny Holzer presso Harbour Arts Sculpture Park ad Hong Kong

Jenny Holzer, una delle principali artiste che dedicano la propria ricerca artistica al linguaggio, ha presentato la sua prima serie, i Truisms, nel 1977-79: aforismi in ordine alfabetico limitati ad una riga che partono da frasi note per tramutarsi in ammonimenti, provocazioni, riflessioni che inevitabilmente aprono la mente di chi legge. Per Harbour Arts Sculpture Park l’artista ripropone quella vecchia serie incidendo le sue frasi su delle panchine.

Jenny Holzer, Truisms: Don’t Place Too Much Trust in Experts
Truisms: Freedom is a Luxury Not a Necessity
Truisms: Money Creates Taste
Truisms: Solitude is Enriching, 2013
Central and Western District Promenade, Admiralty

6. LE PIETRE PREZIOSE DI BOSCO SODI

Bosco Sodi presso Harbour Arts Sculpture Park ad Hong Kong

Bosco Sodi (Città del Messico, 1970) è un artista che trae ispirazione dalla filosofia estetica giapponese del wabi sabi, che abbraccia l’imperfezione e celebra l’autenticità della natura sopra ogni altra cosa. Con le sue pietre smaltate e dorate, Sodi ha voluto decontestualizzare questi oggetti naturali per farli diventare preziosi oggetti del desiderio. Come in molti dei suoi lavori, l’artista ha lasciato quest’opera senza titolo con l’intenzione di aprirla a qualsiasi interpretazione.

Bosco Sodi, Untitled, 2017
Central and Western District Promenade, Admiralty

7. IL CAVALLO DA CORSA DI MARK WALLINGER

Mark Wallinger presso Harbour Arts Sculpture Park ad Hong Kong

I cavalli e le corse di cavalli purosangue sono ricorrenti nelle opere di Mark Wallinger (Chigwell, 1959) che esplorano la costruzione dell’identità sociale e la preoccupazione della Gran Bretagna per le gerarchie e le classi sociali. Commissionato dalla British Council Collection, White Horse è una scultura a grandezza naturale di un cavallo da corsa purosangue creata utilizzando la tecnologia più avanzata: un cavallo vivo è stato scansionato digitalmente per produrre una rappresentazione fedelmente accurata dell’animale. L’ubicazione di White Horse di fronte al porto di Hong Kong è di particolare impatto, date le complesse associazioni storiche tra Hong Kong, la Gran Bretagna e le tradizioni equestri.

Mark Wallinger, White Horse, 2013
Central and Western District Promenade, Admiralty

8. IL MINIMALISMO ATIPICO DI RASHEED ARAEEN

Rasheed Araeens presso Harbour Arts Sculpture Park ad Hong Kong

Progettata specificamente per l’Harbour Arts Sculpture Park, Hong Kong Blues (2018) ricalca dal punto di vista della composizione le opere dei primi anni di carriera del pittore, scultore, critico d’arte e artista concettuale britannico di origine pakistana Rasheed Araeen (Karachi, 1935). Questo lavoro, però, dimostra un diverso approccio al minimalismo enfatizzando, invece, la necessità della mobilità sociale nello spazio pubblico.

Rasheed Araeen, Hong Kong Blues, 2018

 

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AutoriTony Oursler, Mark Wallinger, Bosco Sodi, Jenny Holzer, Antony Gormley, Yayoi Kusama
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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).