Semiha Berksoy: l’artista turca che ha reso la sua vita un’opera totale

La sua figura è stata fondamentale nel panorama culturale turco, eppure il nome di Semiha Berksoy non è così noto come dovrebbe: la mostra in corso al museo Istanbul Modern aiuta a far luce su questa artista, attrice teatrale e molto altro ancora

Come molti, non conoscevo Semiha Berksoy, ma una mostra in corso all’Instanbul Modern fino al 6 settembre ne riscopre la figura. Lo spirito eclettico dell’artista si evince già dalla locandina di Aria of All Colors – questo il titolo dell’esposizione con oltre 200 opere -, da cui emerge la figura stilizzata di una colorata donna di inizio secolo, con un grande cappello e un’avvolgente pelliccia.

Il ritratto della madre come amuleto

Nata a Istanbul nel 1911, da una pittrice e da un contabile che si dilettava nella poesia, Semiha perse la madre a soli sette anni a causa dell’influenza spagnola. Questo tragico avvenimento la accompagnerà per il resto della sua esistenza, divenendo anche un topos nella sua espressione artistica – non a caso la sua opera più celebre è My Mother the Painter Fatma Saime, rimasto nella collezione di famiglia di Berksoy, ma presente in ogni sua mostra in giro per il mondo, come fosse un amuleto. 

Semiha Berksoy: l’artista turca che ha reso la sua vita un’opera totale
Semiha Berksoy, My Mother The Painter Fatma Saime, 1965

L’arte totale di Semiha Berksoy

Semiha ha praticato l’”arte totale”, come ha scritto la storica dell’arte Deniz Turker, che l’ha definita “celebre soprano drammatico, pittrice, scultrice, attrice, costumista e artista performativa”. Dopo aver frequentato il conservatorio, a soli vent’anni fece infatti il suo esordio cinematografico come protagonista nel primo film sonoro nella storia del cinema turco, interpretando, tra l’altro, una femminista. Era il 1931.

Questo debutto le diede lo slancio per trasferirsi a Berlino e perfezionare i suoi studi canori, rendendola la prima cantante lirica turca ad affermarsi sulle scene europee. Tornò in patria per contribuire alla fondazione del teatro dell’opera di Ankara, interpretando Tosca, Madame Butterfly, Il Trovatore, Fidelio. Di queste esperienze ha lasciato traccia anche nelle sue opere pittoriche, cui è dedicata la sala centrale rossa della mostra.

Oltre ai dipinti, ci sono anche abiti di scena, bozzetti, filmati d’epoca, racconti da lei firmati e persino l’anta di un frigorifero su cui Semiha tratteggiò il ritratto della figlia Zeliha, nata dal matrimonio con Ercüment Siyavuşgil.

Lo stile infantile e la “linea del destino”

Il suo stile è estremamente grafico: dal tratto veloce e dai colori vivaci, i soggetti prediletti sono amici e persone di spicco dell’ambiente culturale turco, oltre, come detto, alla figura materna, che vengono delineati in maniera semplice e quasi infantile, ma non priva di dettagli e simbolismi.

Tra questi elementi spicca una riga orizzontale, che attraversa molti dipinti. “La decisa linea nera, che compare nella maggior parte dei dipinti di Berksoy, non vuole evocare la morte, bensì la vita terrena e ultraterrena”, spiega sempre Turker. Si tratta della linea del destino, memento di come fatti e avvenimenti abbiano inciso sul percorso esistenziale dell’artista.

Semiha ha infatti vissuto la rivoluzione politica e culturale del suo paese, ma anche una sorta di ostracismo da parte dell’intellighenzia turca, che ha influenzato il suo temperamento e, in parte, stimolato la sua produzione pittorica. La sua vocazione per l’arte l’ha indotta a trasformare la sua camera da letto in una vera e propria installazione, in parte ricreata nella mostra e ha fatto sì che calcasse le scene fino a pochi anni prima della sua morte, avvenuta nel 2004 all’età di 93 anni. In una delle sale di Aria of All Colors, è infatti proiettata la sua ultima commovente esibizione, che la vede cantare distesa su un sofà, con abiti e trucco di scena.

La riscoperta di Berksoy

Negli anni recenti il settore sta riscoprendo il lascito di Berskoy, tanto che 26 dei suoi dipinti sono stati esposti alla 51ª Biennale di Venezia nel 2005 e recentemente è apparsa alla 60ª Biennale di Venezia nel 2024. La mostra attualmente in corso a Istanbul è stata preceduta inoltre da una retrospettiva completa intitolata Singing in Full Color, ospitata all’Hamburger Bahnhof – Nationalgalerie der Gegenwart nel 2025.

Dopo aver ammirato le opere di Berksoy si ha l’impressione di essere stati al cospetto di un’artista a tutto tondo – molto simile all’approccio della Kahlo – che ha reso la sua vita un’opera totale, in maniera schietta, genuina, a volte anche sfrontata, non per provocare, ma per un’indole creativa ed espressiva incontenibile. Nei volti da lei impressi, così semplici, eppure tanto profondi, aleggia l’animo di una visionaria, intriso di una cultura turca squisitamente cosmopolita, che non rinnegò mai sé stessa, in barba al giudizio altrui.

Roberta Pisa

Semiha Berksoy: Aria of All Colors
Dal 22 gennaio al 6 settembre 2026 
ISTANBUL MODERN
Kılıç Ali Paşa Mahallesi, Tophane Iskele Caddesi
No:1/1 34433 Beyoğlu-İstanbul

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Roberta Pisa

Roberta Pisa

Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.

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