L’Ecce Homo attribuito al Domenichino arriva alla Camera dei Deputati: a Roma il convegno sull’opera ritrovata a Melfi
Sarà la Sala Matteotti della Camera dei Deputati a ospitare, il 9 settembre 2026, il convegno di studi “Ecce Homo. Domenichino”, dedicato al dipinto conservato al Museo Diocesano di Melfi e attribuito a Domenico Zampieri
È l’attribuzione di un dipinto conservato al Museo Diocesano di Melfi a Domenico Zampieri, detto il Domenichino, il tema al centro del convegno di studi in programma il 9 settembre alla Camera dei Deputati. L’Ecce Homo, datato 1639-1640 e ricondotto all’artista dal critico e storico dell’arte Mauro Di Ruvo, sarà infatti oggetto di un confronto tra studiosi chiamati ad approfondirne paternità, datazione, condizioni conservative e fortuna iconografica.
Il convegno “Ecce Homo. Domenichino” alla Camera dei Deputati di Roma
L’appuntamento, curato dallo stesso Di Ruvo, arriva dopo l’attribuzione resa pubblica nel dicembre 2025, al termine di tre mesi di studio autoptico dell’opera. Il dipinto, proveniente dalla Riviera di Chiaia e oggi custodito a Melfi, appartiene agli ultimi anni della vita del Domenichino, morto a Napoli nel 1641. È proprio la cronologia uno degli elementi centrali della lettura proposta da Di Ruvo. Le caratteristiche pittoriche dell’Ecce Homo devono infatti essere valutate, secondo lo studioso, tenendo conto sia della fase estrema della produzione dell’artista sia delle condizioni conservative in cui la tela è giunta fino a oggi. La superficie pittorica appare particolarmente attenuata, con una resa cromatica tenue che avrebbe risentito delle vicende conservative attraversate dall’opera durante il periodo napoletano.
“Ecce Homo. Domenichino”: l’importanza della datazione
La datazione assume quindi un ruolo importante nell’ipotesi attributiva: si tratterebbe di un’opera realizzata quando il Domenichino era ormai negli ultimi anni della propria attività e della propria vita. Una fase nella quale, secondo Di Ruvo, anche la minore definizione della pittura e il carattere più sommesso dell’immagine potrebbero essere letti in relazione alle condizioni fisiche dell’artista. Se confermata, l’attribuzione avrebbe inoltre un peso significativo per il catalogo del pittore bolognese. L’Ecce Homo di Melfi sarebbe infatti l’unico dipinto noto del Domenichino dedicato a questo soggetto iconografico.
“Ecce Homo. Domenichino”: la lettura di Mauro Di Ruvo
Secondo la lettura proposta da Di Ruvo, il dipinto avrebbe infatti avuto un ruolo nella trasmissione dell’iconografia dell’Ecce Homo attraverso la riproduzione oleografica e tipografica. L’immagine potrebbe così aver superato i confini della singola tela, entrando nella cultura devozionale attraverso copie e riproduzioni e assumendo una circolazione autonoma rispetto all’opera originaria. È anche su questo passaggio dalla pittura alla riproduzione che si concentra una parte dell’interesse per il dipinto. La storia dell’arte italiana è infatti costellata di immagini che, attraverso stampe e copie, hanno progressivamente assunto una funzione devozionale e popolare, modificando il rapporto tra opera originale e pubblico. Nel caso dell’Ecce Homo di Melfi, questa vicenda potrebbe rappresentare un ulteriore elemento per ricostruire la storia dell’immagine e la sua permanenza nella memoria visiva.
Il programma di “Ecce Homo. Domenichino”
Il convegno sarà dunque occasione per affrontare la vicenda dell’opera da prospettive diverse, anche alla luce del valore economico indicato per il dipinto, superiore ai quattro milioni di euro. Al centro del confronto resteranno tuttavia soprattutto le questioni scientifiche: l’attribuzione, la datazione, la conservazione e il rapporto dell’opera con la produzione tarda del Domenichino. Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Fabrizio Santori, Consigliere di Roma Capitale, che ha sostenuto l’organizzazione dell’evento, Laura D’Acunto, rappresentante della Regione Lazio, e Riccardo Piazza, presidente dell’Associazione LaPaginaBianca.docx, indicata come partner ufficiale del convegno.
Gli interventi al convegno alla Camera dei Deputati
A moderare i lavori sarà Alessandro Verrelli, direttore responsabile del giornale Lanterna. Interverranno Cristina Galassi, docente di Storia della critica d’arte all’Università per Stranieri di Perugia e Direttore vicario della Scuola di specializzazione in Beni Storico Artistici; Maristella Trombetta, docente di Filosofia e critica delle arti visive all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”; Sofia Amati, critica e storica dell’arte, e Leonardo Lucchesi, politologo e membro IAPSS. L’obiettivo è mettere a confronto le diverse competenze coinvolte nella lettura dell’opera e approfondire il possibile ruolo dell’Ecce Homo di Melfi all’interno della produzione del Domenichino e della più ampia storia dell’iconografia devozionale italiana.
Il convegno “Ecce Homo. Domenichino” si terrà il 9 settembre 2026 alle ore 17, nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati. L’ingresso è gratuito, previo accredito.
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