Galleria Borghese: dal “Giovane con canestra di frutta” di Caravaggio via il vetro protettivo

Il vetro protettivo che per anni ha coperto il dipinto di Caravaggio è stato rimosso, permettendo così al visitatore una fruizione più diretta dal punto di vista fisico ed emozionale. A breve potrebbe essere “liberata” anche la “Dama con liocorno” di Raffaello

Caravaggio, Giovane con canestra di frutta. Roma, Galleria Borghese (particolare)
Caravaggio, Giovane con canestra di frutta. Roma, Galleria Borghese (particolare)

Da oggi, se andate a visitare la Galleria Borghese a Roma, avrete la possibilità di fruire di uno dei suoi più noti e affascinanti capolavori pittorici “senza filtri”, ovvero senza il vetro che per molti anni ne ha coperto la tela: stiamo parlando del Giovane con canestra di frutta, realizzato da Michelangelo Merisi detto il Caravaggio tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta del Cinquecento, tra le sei opere del maestro lombardo custodite all’interno della Galleria (le altre cinque sono La Madonna dei PalafrenieriAutoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato)San Giovanni BattistaSan GirolamoDavid con la testa di Golia). La direttrice del museo Francesca Cappelletti ha infatti deciso di rimuovere il vetro dalla tela, per “una scelta dalla parte dello spettatore, senza più confinamento né separazione”, ha spiegato al Corriere in un articolo di Edoardo Sassi, “in linea anche con la riappropriazione fisica del museo dopo i mesi di chiusura. Il vetro peraltro non aveva ragione di restare, era lì per inerzia, e dei sei quadri di Caravaggio era l’unico ad averlo. Nessun motivo conservativo. Per cui, via. Ora questa visione svelata permette davvero di ammirare tutta la maestria del pittore fin nei dettagli, straordinari”.

GIOVANE CON CANESTRA DI FRUTTA DI CARAVAGGIO

La tela fa parte del gruppo di opere che nel 1607 venne confiscato a Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino, accusato dagli emissari di Papa Paolo V di possesso illegale di armi da fuoco. Per essere rilasciato, il pittore fu costretto a cedere la sua collezione alla Camera Apostolica (di cui faceva anche parte il Bacchino malato), donata poi da Paolo V a suo nipote Scipione Borghese, presunto autore della discutibile sottrazione ai danni del Cavalier d’Arpino. Giovane con canestra di frutta risale al periodo in cui Caravaggio lavorava presso la bottega dell’artista arpinate, e rappresenta un giovane, in posa di tre quarti, che regge un canestro di frutta e foglie autunnali, oggetto da parte di critici e studiosi di affascinanti letture e interpretazioni: secondo Giulio Carlo Argan, il cesto di frutta è simbolo di morte, per Calvesi evoca il concetto di amore, per Bauch è una rappresentazione dell’autunno.

NUOVA FRUIZIONE DI CARAVAGGIO ALLA GALLERIA BORGHESE

Il vetro che fino a ora ha ricoperto la tela di Caravaggio non aveva comunque alcuna funzione conservativa o strutturale, da qui la decisione della sua rimozione, permettendo così ai visitatori una fruizione inedita del dipinto, più “fisico ed emotivo”. Linea, questa, che sta alla base di un ripensamento dell’attuale allestimento del museo, abbassando alcuni quadri appesi in alto, proprio per facilitare la fruizione da parte dei visitatori. Giovane con canestra di frutta è tra le opere che potrebbero subire questa piccola variazione di collocazione, mentre a breve un altro dipinto potrebbe liberarsi del proprio vetro di copertura, ovvero la Dama con liocorno di Raffaello: “in questo caso si tratta di una tela applicata su tavola”, spiega Cappelletti. “Siamo in attesa di alcune indagini, i cui risultati arriveranno a breve. Se non emergeranno ostacoli, già a settembre potremmo procedere” ha anticipato la direttrice al Corriere della Sera.

– Desirée Maida

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Dati correlati
AutoreMichelangelo Merisi da Caravaggio
Spazio espositivoGALLERIA BORGHESE
IndirizzoPiazzale Scipione Borghese 5 - Roma - Lazio
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.