Prende il via la rubrica dedicata ai giardini e agli orti botanici italiani. Si comincia dai Giardini Pubblici di Milano, uno scenario naturale carico di storia.

Con questo approfondimento inizia un nuovo capitolo dedicato ai giardini e agli orti botanici delle città d’Italia. Giardini, aree verdi, orti didattici sono elementi indispensabili per il benessere dei cittadini e per la vita urbana. La ricerca del bene comune deve essere alla base di ogni azione per soddisfare i bisogni della comunità e per la salvaguardia ambientale, ora più che mai indispensabile.
I Giardini di Porta Venezia a Milano furono il primo parco urbano espressamente dedicato alla città e ai suoi cittadini. Furono inaugurati nel 1784 per volere del vicerè. A quell’epoca la zona era piuttosto periferica, confinante con l’antico Lazzaretto. In origine si trattava di un grande spiazzo verde di proprietà della famiglia patrizia Dugnani e di due precedenti monasteri. Il terreno era per lo più adibito a orti in affitto e attraversato da diversi corsi d’acqua, utili proprio per l’irrigazione, di cui oggi resta testimonianza nei laghetti.

LA STORIA DEI GIARDINI PUBBLICI DI MILANO

La progettazione fu affidata all’architetto Giuseppe Piermarini, che fece realizzare i giardini su ispirazione francese, con la scelta di ampie prospettive su viali alberati a ‘boulevard’, e aiuole in stile geometrico per la razionalizzazione degli spazi. Al Piermarini appartiene inoltre la costruzione della gradinata che collega i giardini ai bastioni di Porta Venezia. Nel 1881, in occasione dell’Esposizione Universale, il parco venne ampliato seguendo la nuova moda del giardino paesaggistico all’inglese, con spazi più naturalistici, false rocce, alture, ruscelli e laghetti. Verso la fine del 1800 fu necessaria una risistemazione, eseguita dall’architetto Emilio Alemagna, già progettista del Parco Sempione nella zona Nord di Milano. Con l’introduzione della ‘statuaria’ nei parchi e nelle piazze pubbliche, agli inizi del Novecento i giardini furono impreziositi da statue e ulteriormente ampliati sino a inglobare gli edifici circostanti. Il parco ospitò la prima Fiera Campionaria nel 1920, che venne poi spostata nel polo fieristico di Rho.
Come ogni grande città europea, anche Milano aveva il suo zoo comunale, che si trovava proprio all’interno dei Giardini Pubblici. Protagonista della famosa canzone di Jannacci (Vengo anch’io. No tu no), era un’attrazione con voliere e gabbie per cervi, scimmie e giraffe, a cui si aggiunsero numerosi altri animali. Se la fauna del parco oggi comprende soprattutto palmipedi, la flora vanta una ricca varietà arborea con abeti, aceri, querce rosse, cedri del Libano, olmi, tigli, forsizie, ippocastani, liquidambar, magnolie e ginkgo biloba. Tra gli alberi di particolare interesse vi è un falso cipresso secolare sulle rive del laghetto; un platano ultra centenario, con oltre dieci metri di circonferenza; un esemplare monumentale di metasequoia (Taxodium distichum). Nel parco è presente un Bio-lab per la conoscenza di piante e botanica.

Giardini pubblici a Milano. Monumenti. Photo Claudia Zanfi
Giardini pubblici a Milano. Monumenti. Photo Claudia Zanfi

IL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE

Alle estremità dei Giardini Pubblici si trovano importanti edifici e musei. Palazzo Dugnani è una splendida dimora patrizia, al cui interno si possono ammirare affreschi della scuola veneta del Settecento e il suggestivo salone d’onore a firma di Giambattista Tiepolo. È visitabile solo in occasione di mostre temporanee. Il Museo Civico di Storia Naturale è uno dei più prestigiosi e visitati d’Europa grazie alle importanti donazioni lasciate dal milanese Giuseppe De Cristoforis e dal botanico ungherese Giorgio Jan. Rappresenta il primo esempio di architettura museale italiana: fino ad allora, infatti, i musei venivano ospitati in edifici preesistenti convertiti per lo scopo. Il Museo di Storia Naturale conta quasi tre milioni di pezzi tra flora e fauna, oltre a un centinaio di bellissimi ‘diorami’, vetrine con ricostruzioni di ambienti naturali estremamente dettagliati. La collezione include anche un’ampia biblioteca di oltre 150mila volumi su arti e scienze naturalistiche. A pochi passi dal Museo di Storia Naturale si trova il Planetario di Milano progettato dall’architetto Piero Portaluppi nel 1930, donato alla città di Milano da Ulrico Hoepli, fondatore dell’omonima casa editrice. L’esterno ricorda un tempietto greco. L’interno custodisce una grande sala con sedute originali disegnate anch’esse dal Portaluppi, dove vengono organizzate conferenze e osservazioni guidate del cielo. La macchina, chiamata appunto ‘planetario’, proietta l’immensità della volta celeste.

Giardini pubblici a Milano. Foliage del Ginko Biloba. Photo Claudia Zanfi
Giardini pubblici a Milano. Foliage del Ginko Biloba. Photo Claudia Zanfi

LA GAM E IL PAC

Fanno parte dei Giardini Pubblici la splendida Villa Reale di Milano, considerata un perfetto esempio di Neoclassicismo italiano. L’edificio è sede della GAM ‒ Galleria d’Arte Moderna, museo che ospita la più grande collezione di opere ottocentesche della Lombardia. Se l’edificio vale da solo la visita, la collezione esposta non è da meno: Hayez, Pellizza da Volpedo, Boldini, Modigliani, Boccioni, Canova sono solo alcuni degli artisti di cui ammirare le opere. A fianco sorge il PAC ‒ Padiglione d’Arte Contemporanea, che trova spazio nelle ex scuderie di Villa Reale, adibite all’esposizione di nuove forme artistiche e mostre temporanee.
I Giardini Pubblici di Milano vengono spesso chiamati Giardini di Porta Venezia o di via Palestro, per la loro collocazione topografica. Ma nel 2002 vennero rinominati Giardini Indro Montanelli, in memoria del famoso giornalista. Fondatore del quotidiano Il Giornale, recandosi ogni mattina al lavoro, Montanelli era solito sostare su una delle panchine del giardino, verso piazza Cavour, dove si trova il Palazzo dei Giornali, allora sede del quotidiano. Qui sorge la statua a lui dedicata, che ha acceso ampi dibattiti negli ultimi tempi.
Nell’estensione di questo parco pubblico sono presenti varie attività: percorsi botanici a cui accedere con visite guidate; aree gioco per famiglie e bambini; una ciclabile di oltre 4 chilometri; un anello ‘running’; attività di ristorazione, spazi per la cultura e per l’aggregazione sociale, in oltre 170mila metri quadrati di storia, natura, cultura e svago.

Claudia Zanfi

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudia Zanfi
Claudia Zanfi, storica dell’arte e promotrice culturale, si interessa di micro-geografie e culture emergenti. Dirige l’associazione culturale aMAZElab, che ha fondato nel 2000, e MAST – Museo d’Arte Sociale e Territoriale. Collabora con istituzioni nazionali e internazionali e con riviste d’arte su progetti dedicati ad arte, società, paesaggi. Ha firmato testi all’interno di pubblicazioni collettive e monografiche. Dirige il programma internazionale Green Island per la valorizzazione dello spazio pubblico e delle nuove ecologie urbane. Promuove inoltre progetti culturali ed editoriali, prestando particolare attenzione a temi di interesse sociale e geopolitico. Tra gli altri: A Ticket to Bagdad; Transcrossing Memories (Nicosia); Re-Thinking Beirut; Atlante Mediterraneo; Arcipelago Balkani e Going Public, progetto su società e territorio. Tiene conferenze a livello internazionale e lezioni alla Middlesex University di Londra.